DIARIO DI BORDO ESTATE 2009

  


Crociera nel Mediterraneo Nord Orientale con il catamarano PH8
Clara, Paolo e Skipper


Giovedi’ 11 Giugno 2009

Oggi e’ il primo giorno che scrivo questo diario anche se mi ero riproposta di scrivere tutti i giorni.

Sono arrivata in barca Lunedi ’9 Giugno.

I primi tre giorni sono passati tranquilli, abbiamo lavorato tanto per concludere alcune cose necessarie per la partenza.

I lavori da fare sono ancora tanti e quello che si fa non e’ mai abbastanza ma…. Bisogna accontentarsi !!!

Giulia, la nostra ospite e’ simpatica e cordiale.

 Lei parla solo inglese, io solo italiano ma, ci capiamo e, vocabolario alla mano, ci stiamo impegnando per imparare le rispettive lingue.

 

Alle 11,45 dell’11 Giugno partiamo.

Il nostro programma di viaggio e’ il seguente: “Chioggia, Venezia, Caorle”.

Prima della partenza abbiamo consultato la meteo che, dava tempo buono e mare calmo ma, non e’ stato cosi’ perche' a meta’ tragitto e’ apparso un bel temporale che pero’ noi abbiamo preso solo di striscio, l’unica conseguenza e’ stato un bel rollio causato dal vento laterale ma nulla di grave o preoccupante.

Ci vuol ben altro per disturbare questa barca.
Alle 19 circa arriviamo in porto a Santa Margherita di Caorle. Entrando in porto abbiamo telefonato alla capitaneria per avere delucidazioni su un attracco per passare la notte. Ne abbiamo trovato uno piu’ che decente e li, abbiamo ormeggiato.
La nota negativa della telefonata e’ stata che l’addetto dell’ufficio ha voluto controllare i nostri documenti e quelli della barca.

Fin qui nulla di male, peccato che la capitaneria si trovava dalla parte opposta del canale dove eravamo ormeggiati.

Il tizio non voleva o non poteva venire da noi, cosi’ Paolo e’ dovuto andare da lui quindi, a piedi, si e’ fatto 2 km, e’ arrivato al traghettino, e’ passato dall’altra parte del canale ha proseguito per altri 7/800 metri a piedi ed e’ arrivato agli uffici, idem per il ritorno.

Immaginate il suo umore!!!

 


Venerdi' 12 Giugno

 

La mattina, partiamo; destinazione Trieste.

Anche oggi mare calmo e tempo bello. A meta’ viaggio cambiamo idea sulla visita a Trieste perche’, ci siamo detti: “Cosa ci sara’ mai di cosi’ bello da vedere”. Si, la citta’ e’ bella ma dal mare? Cosi’, all’altezza di Grado abbiamo attraversato il golfo direzione Croazia e piu’ precisamente Umago.

 

Siamo entrati in porto, abbiamo fatto dogana e poi abbiamo ormeggiato ad un gavitello e abbiamo passato qui l’intera giornata e la notte.

Ora mi sembra corretto fare commenti su Giulia, la famosa donna skipper che Paolo si e’ portato per avere un aiuto, nel caso in cui io, per qualsiasi motivo mi debba assentare.

Facendo un passo in dietro, a suo tempo, quando ho discusso con Paolo sul fatto che si portava una donna e non un uomo, lui mi disse che era esperta di mare che, con il suo ex marito aveva avuto una barca e quindi sapeva come comportarsi.

Io dico, ho ha avuto una bagnarola dimensioni vasca da bagno, ho ha avuto un super yacht con equipaggio o peggio ancora sono solo fantasie come quelle della sua eta’ perche’, non e’ vero che ha 48 anni come dichiarati ma 55 come da passaporto !!!

In barca non sa fare nulla, non sa fare un nodo, non sa lanciare una cima a riva e si fa prendere dal panico ogni volta che c’e’ da fare un’operazione del genere.
Le ho insegnato a fare i nodi base, che sono due, e non ci vuole una laurea per impararli. Son tre giorni che tenta, l’impegno e’ tanto ma il risultato e’ scarso.

In teoria con tutta calma riesce anche a farli ma, poi, all’atto pratico va in tilt
Per il resto va bene, Giulia non cucina perche’, da buona australiana non sa cucinare; loro sono abituati a mangiare o cazzate o cibi pronti.
A me va bene; io preparo cio’ che mi pare e lei mangia cio’ che io faccio, che le piaccia o no.

Per me e’ un passatempo e, lato positivo, io cucino lei pulisce. Niente male !!!

Da quando sono in barca non ho lavato un piatto che un piatto !!!
Questa mattina, per non disturbare Paolo che dormiva, sono andata nel bagno ospiti. Ho notato che il water si svuota con difficolta’.  La skipper sapra’ che non bisogna buttare nulla di extra nel wc nautico?

Ora cosa faccio? Chiedo a Paolo se le ha spiegato come ci si comporta con i wc nautici o aspetto che si intasi e resto in attesa di un bel cazziatone?
Dire o non dire questo e’ il dilemma.

To say or not to say this is the dilemma.

Queste piccole soddisfazioni mi rendono la vita frizzante e poi, d’altra parte sono una donna e, anche se non ho nulla contro Giulia, si sa, le donne sono competitive “Io sono meglio di lei”.   Ottimo pensiero femminile  che le rende perfette in ogni situazione. Le donne vanno avanti a passi da gigante, gli uomini continuano inesorabilmente a perdere colpi.

 

Sabato 13 Giugno

A meta’ mattina di sabato 13 giugno ci siamo spostati in un’altra localita’dal nome Crvar Porat. dove c’e’ un grosso grossissimo campeggio di nudisti.


Paolo, per scandalizzare Giulia che fa la puritana, la voleva sbarcare e lasciare li per qualche ora per assaporare le “bellezze” del luogo. Ma non e’ andata cosi’, comunque, la puritana, incredula col binocolo guardava ed esclamava:

“Oh my God”

Abbiamo ancorato nella baia adiacente carina !

Abbiamo fatto il bagno, solo Paolo ed io perche’ per Giulia l’acqua era troppo fredda.

 Abbiamo mangiato una bella insalatona poi siamo rimasti li fin verso le 16.

A quell’ora siamo ripartiti per esplorare un nuovo posto e siamo finiti a Vrsar che in italiano prende il nome di Orsera.

Anche questo posto e' piacevole, e’ in un’insenatura molto profonda con un bel porto turistico e un grazioso paesino arroccato sulla collina retrostante.

 
   
 

Ci hanno trovato un posto barca parallelo alla banchina e per facilitarci lo sbarco ci hanno portato una scaletta di legno ricoperta di moquette blu che ci dava un’aria molto importante.

   

Io per accentuare la situazione ho messo sul tavolo esterno un vaso di basilico che mi ero comperata prima della partenza.

Solitamente i proprietari delle barche di un certo livello, quando sono ormeggiati in porto,mettono un vaso di gladioli o fiori vistosi e fanno a gara per chi lo mette piu’ bello. Io per ridicolarizzare la situazine ho riciclato il vaso di basilico.

Verso le 20 siamo andati a cena al ristorante del porto, abbiamo mangiato pesce alla griglia con verdure ed abbiamo bevuto quanto basta per rendere la nottata molto divertente.

 

Domenica 14 Giugno

Ieri, 14 Giugno, siamo andati a Valalta, una semplice baia situata appena a sud del Canale di Leme e li siamo rimasti tutto il giorno e tutta la notte. E’ stata la nostra prima notte in rada.

A meta’ pomeriggio abbiamo messo in acqua il gommone per provarlo ma, il nuovo motore elettrico non e’ partito quindi, dopo vari tentativi ci siamo arresi.


Lunedi' 15 Giugno

Siamo a Rovigno siamo attraccati in porto, avevamo deciso di rimanere qui 2 giorni ma, domani ce ne andremo perche’ il posto barca e’ troppo caro; ci hanno chiesto 180 euro al giorno perche’ se la tirano molto. Gli altri porti erano da 60/70 euro al di ed erano belli quanto questo.

Siamo qui attraccati per risolvere alcuni problemi ovvero una scheda internet croata perche’ non sopportavo piu’ di essere tagliata fuori dal mondo.

La scheda che abbiamo trovato va a Mb, non a tempo come le nostre, quindi, anche qui e’ una piccola fregatura.

Altro problema da risolvere e’ il motore per il tender ….

Ne abbiamo comperato uno nuovo !!!



Giulia sale in barca

Martedi' 16 Giugno

A mezzogiorno stacchiamo gli ormeggi da (Rovinj) Rovigno per altri lidi.

Navighiamo fino a Pula (Pola) ma non ci fermiamo perche’ non c’e’ niente di bello !!! E’ una grossa citta’ industriale, acqua sporca e grosso traffico al porto. Proseguiamo, e visitiamo velocemente il grosso porto Veruda situato all’interno di un lungo fiordo ma, non e’ nostra intenzione rimanere in porto.

Appena dopo c’e’ una baia chiamata Val Cacoia che fa al caso nostro e li buttiamo l’ancora. Il portolano la segnala come una baia molto frequentata ma, sottolinea: “ attenzione alle raffiche intense, la bora qui puo’ soffiare con forza”.  Infatti ,durante la notte, arriva la bora con 30/36 nodi di vento. Verso le due del mattino tutte le barche sono in agitazione perche’ le ancore con questo vento tengono a fatica. Anche noi abbiamo gli stessi problemi, tutti ruotiamo molto velocemente intorno alle nostre ancore con lento spostamento. Ad una ad una le barche a vela presenti sono state costrette a recuperare le ancore e spostarsi dalle loro posizioni perche’ rischiavano di toccasi e si sono messe a girare in circolo dentro la baia.

Ad un certo punto anche noi abbiamo recuperato l’ancora e ci siamo sistemati nel centro della baia.

Anche le altre barche, dopo numerose giravolte, sono riuscite ad ancorasi alla giusta distanza. Le rotazioni delle barche erano diverse, ognuno di noi si muoveva in base alle dimensioni e alle mura esposte al vento e non si capiva, nel buio della notte chi era che si spostava e chi invece riusciva a rimanere ben ancorato.

Con il navigatore di bordo abbiamo visualizzati i nostri spostamenti e ci siamo resi conto che, rispetto al punto di ancoraggio, ci spostavamo di circa 18 metri verso destra ed altrettanti verso sinistra anche se l’ancora teneva . Verso le quattro del mattino Giulia ed io siamo ritornati a letto mentre Paolo e’ rimasto di guardia; ovviamente dopo quel trambusto nessuno e’ piu’ riuscito a dormire. Che notte !!!

Giulia e’ imbranata come prima e proprio questa notte che avevo bisogno anche di lei non faceva nulla, non perche’ non voleva fare ma perche’ non sapeva cosa fare e non avendo un minimo di iniziativa si mumifica.

Esempio, mentre recuperavo l’ancora dovevo dire a Paolo come posizionate la barca perche’ la catena deve salire perpendicolare al salpa ancore e siccome dal gran vento lui, dalla plancia di comando non capiva dicevo a Giulia: “ di a Paolo avanti in diertro ecc ecc “ ma lei niente era pietrificata.

Con la torcia, doveva far luce alla catena ma anche in questo caso, non mirava il punto giusto e illuminava cio’ che le pareva,alla fine mi sono arresa e mi sono tenuta in una mano la torcia e nell’altra il telecomando del salpa ancora.

In condizioni normali questo e’ il suo compito e lo fa abbastanza bene;
E che ce voi fa!!!

Mercoledi' 17 Giugno

Siamo rimasti tutto il giorno in baia un po’ per il tempo cattivo (ha piovuto) un po’ per recuperare le forze dalla nottataccia. Nella tarda mattinata Paolo ed io abbiamo montato il box doccia del bagno ospiti per permettere a Giulia di lavarsi quando le pare senza dover ogni volta chiedere di poter fare la doccia nel nostro bagno.

Purtroppo, ancora una volta, devo fare commenti su Giulia; “io dico”: Hai visto che stavamo lavorando per le tue comodita,’ ma, ti sei defilata quando Paolo ti da detto: “ Bene Giulia, adesso montiamo il tuo box doccia” come per dire dammi una mano semplicemente passandogli le viti piuttosto che gli attrezzi necessari al momento giusto. Lei facendo finta di niente e’ sparita in camera. Quando poi e’ riemersa dal letargo ha detto che la notte in bianco l’aveva sconvolta e ad un certo punto ha avuto la sensazione di svenire.

Io di tutta risposta le ho detto ( tramite Paolo, perche’, volevo che il messaggio fosse chiaro) “E dire che hai avuto anche tu una figlia !!! Era cosi’ brava che non hai mai dovuto fare notti in bianco?” La sua risposta e’ stata che e’ successo tanto tempo fa e non mi ricordo piu.

Ma, tutto questo preambolo l’ho fatto perche’ nemmeno in quell’occasione , dove io ero impegnata con Paolo non si e’ degnata di preparare qualche cosa da mangiare, quindi verso le quattordici mi sono messa a cucinare

Quando trova la pappa pronta mangia, e come se mangia !

Io ho mangiato l’avanzo di riso in insalata del giorno precedente che era sufficiente per tre ma, Paolo, che prima mangiava cibi riscaldati di tre giorni, da quando vive con me e’ diventato difficile e arriccia il naso sugli avanzi. Anche Giulia ha preferito la pasta fresca al riso di ieri !!!

Per loro ho cucinato spaghetti con sugo di pomodoro, ben 250 gr. Dicendo: “ Faccio una dose abbondante cosi’ ne rimangono per ogni eventualita’ “. Sono finiti in un battibaleno.

Verso sera abbiamo esplorato i dintorni della baia con il gommone ma, Giulia non e’ venuta.

Mistero!

Non ha ancora fatto il bagno, non e’ mai venuta in gommone che forse non sappia nuotare? ”

Prima o poi lo scopriro'.

Giovedi' 18 Giugno

Da baia Val Cacoia andiamo, attraversando la parte piu a nord del golfo del Quarnaro (Kvarneric) all' isola di Zeca e durante il tragitto avvistiamo dei delfini.

Zeca e' un'isoletta disabitata, piccolissima e con una bella insenatura con acqua azzurra e cristallina... Bella!!!

Con il gommone siamo andati a terra, naturalmente solo Paolo ed io.

La spiaggia e' sassosa ma, con dei sassi cosi' levigati che da toccare sono piacevolissimi; ne ho raccolti alcuni che portero' a casa.
Verso le quattro del pomeriggio ci siamo spostati e siamo andati piu' a sud, all'isola di Unije e ci siamo ancorati nella baia di Maracol .


La baia disabitata e' frequentatissima e con molti gavitelli dove ci si puo' attaccare ma noi e un altro yacht svizzero di 30 metri circa siamo rimasti all'ancora perche' i gavitelli sono troppo vicini gli uni agli altri e in caso di vento... non e' bello!!!

In quella baia e' possibile arrivare, in 15 minuti, tramite un sentiero, ad un paesino situato dall''altra parte della collina . Paolo non voleva abbandonare la barca perche' non si fidava del tizio, con aspetto molto strano, che affittava i gavitelli ed ha proposto a Giulia di accompagnarmi; avremmo preso il gommone, saremmo andate a riva e poi a piedi al paese ma, Giulia ha arricciato il naso.  Io non volevo andare sola per i boschi con in giro i "cruat" della zona quindi, nulla da fare.

Nel pomeriggio, all"isola di Zeca,Giulia e Paolo hanno avuto i primi diverbi.

Paolo, si sa, ha il suo modo di esporre le cose un po' aggressivo.

La discussione verteva sul fatto che, mentre issavamo il gommone, lei si era messa in una posizione pericolosa, lui senza mezzi termini, urlando, le ha detto: " Togliti di li " perche,' o con un colpo di vento che avrebbe fatto muovere la barca o peggio ancora con uno spostamento del gommone appeso alla gru sarebbe finita al piano di sotto. Tutto vero quello che Paolo sosteneva ma, si sa come lui dice le cose!!!!  Morale, lei, dopo aver tentato di far valere le sue ragioni, si e' arresa alla discussione e ha piantato il muso per tutto il giorno.

Io di tutta questa situazione ero solo molto preoccupata per la sua permanenza in barca.

Deve resistere perche' io a fine Luglio voglio tornare!

La sera, mentre eravamo ancorati a Maracol, Giulia non ha mangiato dicendo che non si sentiva bene di stomaco.

Piu' tardi, per cencare di fagli passare le paturnie le ho proposto di giocare a carte e precisamente a scala quaranta.

Giulia non conosceva quel gioco quindi con un inglese da vomito le ho spiegato le regole del gioco ovviamente a carte scoperte.  Che impresa, che fatica, praticamente ho dovuto cercare ogni termine sul vocabolario ma, piu' o meno, siamo riuscite a giocare e a ridere delle mie orrende traduzioni.  Spiegare come si compone un tris o una scala e dove e' possibile posizionare l'asso non conoscendo la lingua e' veramente surreale.

Morale a Giulia e' passato il muso lungo.

Poi siamo andati tutti a dormire ed e' stata una notte tranquilla con assenza totale di vento.

Venerdi' 19 Giugno

Alle dieci del mattino, lasciamo baia Maracol diretti a Lussino e piu' precisamente a Mali Losijni (Lussingrande) perche' di Lussino ce ne sono due, l'atro si chiama Veli Losljni ( Lussinpiccolo).

Siamo attraccati in porto quindi possiamo mettere il culo a terra quando ci pare e piace. Sia a Giulia che a me, piace molto questa situazione e appena arriviamo in un porto l'unico desiderio e' fare due passi in paese.

Giulia parte per prima ma, anche noi andiamo in centro, che e' proprio a due passi dall'attracco, visitiamo velocemente il paese ( domani faro' una visita piu' approfondita )poi andiamo in un negozio di telefonia per comperare alcune ore di connessione internet.

Li dentro troviamo Giulia che si era gia' precipitata nel negozio perche' aveva urgente bisogno di comunicare con la sua banca ed aveva gia' finito la sua scheda a MB comperata a Rovigno senza concludere nulla.

Anche la nostra e' finita in un battibaleno e' stata una vera ciulata!!! Poi ci siamo fatti un aperitivo in un bar apparentemente carino ma, un po' sfigato come lista delle consumazioni.

Terminato l'aperitivo abbiamo cercato un ristorante per cenare e li abbiamo finito la serata convinti di ripartire il giorno seguente.

Sabato 20 Giugno

Siamo attraccati in porto il tempo non promette nulla di buono e' prevista bora molto forte. Il comandante della capitaneria di porto ha fatto il giro di tutte le imbarcazioni per sconsigliare a tutti di uscire.

Giulia e' qui in barca che tenta disperatamente di connettersi ma, non ci riesce.

Ha i nervi a fior di pelle, gli occhi fuori dalle orbite e fuma dalle narici come un toro infuriato. Tutto sommato e' da capire, ha cose importanti da comunicare e da quando siamo in Croazia ha gia' speso quanto basta per telefono e internet senza poter comunicare decentemente con l' Australia.

Siamo a trecento metri circa rispetto al negozio dove abbiamo acquistato la connessione e a Paolo viene il dubbio che il segnale non sia sufficientemente potente e che quindi ci arrivi cosi blando che risulta assolutamente instabile perche' ogni tanto la connessione arriva ma sparisce poco dopo. Giulia imbestialita telefona al tizio del negozio, che ci aveva assicurato che nella nostra posizione non c'erano problemi ( tutte palle !!! ).

Questa agonia di prove e riprove va avanti tutta la mattina e verso le undici Giulia, sotto ad un acquazzone furibondo e un forte vento di bora torna al negozio. Da dentro al negozio riesce a connettersi ma, all'una il negozio chiude per tutto il week end.

Ritorna in barca disperata e Paolo la esorta a prendere la cosa con filosofia tanto non c'era nulla da fare.

Verso le 16 del pomeriggio vado in centro con in borsa il mio nuovo pc ( piccolissimo e leggerissimo) mi siedo sul muretto del porto, davanti al negozio, e da li , invio le mie mail poi faccio un giro per il paese, in seguito torno e racconto.

Alle diciassette siamo tutti davanti al negozio ma, ironia della sorte Giulia non riesce a connettersi.

Alla fine ce la fa' ma, la sua banca,( australiana quindi altro fuso orario ) era momentaneamente in stop per manutenzione ai server.

Il servizio sarebbe ripreso due ore dopo ( alle sei dei mattino ora australiana) .

A Giulia le erano rimaste ancora due ore e mezza di connessione ma non ha voluto scollegarsi per paura di non riuscire, al momento buono, a riconnettersi perdendo nel frattempo due delle due ore e mezza che le erano rimaste.

Noi ridendo come pazzi per la follia del suo modo di agire ritorniamo in barca.

Due ore e mezza dopo arriva Giulia con un sorriso da orecchia ad orecchia dicendo che era riuscita a mandare la mail alla banca ma, per le sue mail personali, le erano rimasti solo dieci minuti quindi ha fatto cio' che e' riuscita a fare in quel tempo.

Domenica 21 Giugno

Usciamo da Lussino direzione Baia Criviza.

Non vedo l'ora di rivederla perche' sono stata in quel posto con Massimo e gli amici di Modena molte volte diversi anni fa'.

Me la ricordo come una baia stupenda a forma di ferro di cavallo con acqua cristallina nel bel mezzo di una pineta.

Purtroppo il tempo non e' dei migliori, pioviggina e, il cielo grigio non rende giustizia al posto.

Rimaniamo li' fin verso le diciassette poi ripartiamo perche' la baia non offre un riparo sicuro in caso di maltempo.
Ci ancoriamo a Artaturi,
una baia molto ampia
vicino a Lussino arrivando,
avvistiamo una stupenda
barca a vela fabbricata da
Perini navi;
bella che piu' bella non si puo'.

Lunedi' 22 Giugno

Rimaniamo in rada, Facciamo alcuni lavori in barca, un piccolo pranzo accompagnato da vino rosso e,..... siccome "vino veritas" torna a galla una seconda discussione avuta da Paolo e Giulia.  Tutto era nato mentre Giulia stava recuperando l'ancora con il telecomando in mano e Paolo la esortava a far veloce invece lei era convinta di fare la cosa correttamente.  A tavola ha ribadito il concetto ma si sa come vanno a finire queste discussioni , ognuno, dal proprio punto di vista ha ragione!!!

Ha aggiunto poi, che qui si sente inutile che non sa fare nulla, che su questa barca e' tutto tragico mentre, in quella che aveva lei, molto piu' grossa di questa tutto filava liscio. Ripeto, ma se non sa neppure lanciare una cima a riva come diavolo faceva su quella barca!  Come e' possibile dimenticarsi tutto a tal punto!

Nel primo pomeriggio propongo a Giulia di accompagnarmi a riva a visitare il paese, l'ho vista un po' titubante ma, finalmente, Giulia, per la prima volta, mette il culo sul gommone.

Il paesino e' carino con tante piccole case di villeggiatura, un negozio di alimentari e due ristoranti. Finita la visita torniamo in barca, Giulia era soddisfatta della piccola gita cio' mi ha fatto pensare che verra' altre volte in gommone con me.

Martedi' 23 Giugno

Ore 10,30 si parte, destinazione Susak.  ll portolano la descriveva come un’ isola formata da uno strato di sabbia alto 100 metri posato su una lastra di roccia e che, assieme a Merlera, nel canale di Otranto, sono le uniche due isole dell' Adriatico con queste caratteristiche.

Dopo aver fatto il giro completo dell’isola e non avendo trovato nulla di bello, decidiamo di proseguire il viaggio. La tappa successiva e’ Ilovik.

Arrivati all’isola, passiamo per il porto per vedere dove ci saremmo potuti attraccare per la notte ma, essendo ancora presto, cerchiamo un posto un po’ piu’ disabitato per passare il pomeriggio.

Siamo cosi’ andati a Rat Ugradica, baia con sabbia dalla quale con un sentiero tra i boschi si puo’ arrivare in paese.

Giulia ed io, prendiamo il gommone, arriviamo a terra e proseguiamo a piedi per il sentiero.

Dopo 30/40 minuti di cammino arriviamo in centro paese, lo visitiamo tutto, non ci vuole molto perche’ e’ piccolissimo poi ritorniamo suoi nostri passi.
Verso le diciassette lasciamo la baia e torniamo ad Ilovik per passare la notte.
Paolo ed io con il gommone andiamo al ristorante ma, Giulia non viene perche’ e’ molto stanca… Che sia stata la camminata!!!

Che maligna che sono, e per fortuna mi sta simpatica, immaginate quante ne avrei dette se non fosse stata di mio gradimento.

Mercoledi' 24 Giugno

Sono le nove del mattino, sono gia’ sveglia da un po’ quindi, in attesa dei dormiglioni, prendo il gommone e me ne vado in paese a fare colazione.
Caffe’ e brioches, tranquilla al bar poi tappa ad un negozio di alimentari per comperare il pane fresco e poi di nuovo alla barca.

Verso le 11 partiamo, destinazione Olib.

Sempre dopo aver consultato il portolano decidiamo di fermarci a Juzna Slatina. Bella spiaggia, acqua particolarmente limpida e fondale con posidonie.
Alle 15,15 andiamo nella parte est dell’isola a vedere la piscina naturale che dovrebbe esserci in quella zona. Di piscine neanche l’ombra solo un porticciolo minuscolo con una o forse due barchette.

Proseguiamo.
  Alle 17 arriviamo a Ist . L’isola si trova a Nord Ovest della ben piu grande isola Molat. Attraversiamo lo stretto passaggio tra le due isole e ormeggiamo a Zapuntel.  

Come oramai di prassi Giulia ed io andiamo in perlustrazione per il paese.  Nulla bi buono, viuzze strette con stradine di cemento piccole case per niente belle. Veramente triste!!!

E, come di prassi Paolo ed io andiamo al ristorante mentre Giulia, come di prassi rimane in barca. Non perche’ non la vogliamo ma, perche’ lei non vuol venire; ha sempre un motivo per non uscire. Quello di questa sera e’ " serata di digiuno per purificare il corpo".

Giovedi’ 25 Giugno

L’ itinerario di oggi e’ l”isola di Molat. Arriviamo vero le 11,30 ma, l’isola non e’ bella quindi, ce ne andiamo. Proseguiamo ed arriviamo a Brgulje, attracchiamo ad un gavitello e passiamo tutto il giorno e la notte in questo posto.

Io sistemo il mio diario, Paolo collega il dissalatore e Giulia non fa nulla, si annoia ed e’ in ansia per la figlia alla quale ha telefonato questa mattina. Ha il muso lungo anzi ,cosa dico lungo, lunghissimo perche’ non ha internet, non puo’ comunicare e non resiste piu’ alla vita in barca; sostiene di essere abituata a correre per sette chilometri al giorno e partecipare a maratone ( altre palle, non ha un muscolo addosso e’ solo pelle ed ossa) e qui non puo’ muoversi ma, questo lo sapeva anche prima di partire o forse pensava di andare sulla Nimiz.

Rimane quasi tutto il giorno in cabina e quando arriva l’ora di cena Paolo la chiama ma, lei dice di non sentirsi bene, esce dalla cabina con una coperta sulle spalle e fa la moribonda.

Paolo ed io mangiamo lei no!

Finito di mangiare le chiedo se vuole un the. Lo accetta volentieri.

Paolo ed io ci rendiamo conto che non durera’ a lungo ma, questo l’avevamo gia’ sospettato alcuni giorni fa.

Venerdi’ 26 Giugno

Alle otto del mattino mi alzo e poco dopo compare Giulia, le chiedo come si sente oggi e lei con un sorrisino tirato mi risponde bene ma, aggiunge che ha deciso di andarsene, ha gia consultato la sua mappa, sbarchera’ a Zara, prendera’ un aereo ed andra’ ad Ancona.

Alle 9, 30 partiamo destinazione Zara, alle 12,30 siamo in porto, la sua valigia e’ gia’ pronta davanti alla porta d’ingresso ed appena ha la possibilita’ di scendere mi dice che va a cercare un taxi.

Poco dopo torna con albergo pronotato ecc. ecc. Prende la sua valigia e chiede a Paolo di ridarle il passaporto che era stato messo tra i documenti di bordo insieme ai nostri. Era li perche’ quando si entra in Croazia, il capitano dell’imbarcazione come prima cosa deve andare alla capitaneria di porto a comunicare l’arrivo nel paese, esibire i documenti dell’imbarcazione ed i passporti di tutti i passeggeri.

Viene rilasciato un documento con i nomi di tutto l’equipaggio e con ben specificato che, se durante la permanenza avessimo imbarcato o sbarcato delle persone lo avremmo dovuto comunicare alla capitaneria del luogo di imbarco o sbarco.

Paolo spiega tutto cio’ a Giulia e le dice che avrebbe riavuto il suo passaporto non appena sbrigata questa pratica.
 

Verso le diciassette Giulia ritorna alla barca per riavere il suo documento ma, non arriva sola, e’ scortata da due poliziotti ai quali aveva raccontato che Paolo le aveva trattenuto il passaporto, che l’aveva sbattuta giu’ dalla barca e che le aveva messo la sua valigia fuori dalla porta. Pazzesco !!!

I poliziotti, naturalmente, chiedono spiegazioni di tutto questo a Paolo e quando intuiscono il motivo per cui le aveva trattenuto il passaporto se ne vanno senza battere ciglio.

Sabato 27 Giugno

E’ mezzogiorno, stacchiamo gli ormeggi dal porto di Zara per proseguire il nostro viaggio senza skipper o meglio schiapper (traduzione schiappa).

 
Costeggiamo fino a Sukosan. Durante il tragitto, poco prima di Sukosan visitiamo il “Marina Dalmacija “che e’il piu’ grande marina della Dalmazia, puo’ ospitare 1200 imbarcazioni in mare ed altrettante a terra, occupa quasi tutta la baia .

All’altezza di Sukosan lasciamo la costa croata, attraversiamo il piccolo tratto di mare che ci separa dall’isola di fronte ed arriviamo allo stretto passaggio tra le due isole di Ugljan e Pasman.
Il passaggio tra le due isole si chiama Prolaz Zdrelac ed e’ un posto molto particolare, si entra da un passaggio relativamente stretto, e ci si trova rinchiusi in una baia quasi tonda. Il posto ci e’ piaciuto cosi’ ci siamo fermati per pranzare.
Prima di cominciare il nostro pranzetto, Paolo e’ stato costretto a fare un bel bagnetto perche’ poco prima di percorrere il passaggio tra le isole avevamo sentito delle strane vibrazioni che facevano tremare tutta la barca e spegnendo prima un motore e poi l’altro, avevamo capito che era la parte destra quindi abbiamo spento quel motore ed abbiamo proseguito con il solo motore di sinistra. Abbiamo pensato subito che poteva essere qualche cosa finita nell’elica e per questo, suo malgrado, Paolo e’ stato costretto ad andare a controllare ma…. Niente !!!! Tutto sembrava a posto e riaccendendo i motori e, facendo un giro di verifica la vibrazione e’ improvvisamente sparita. Mistero!!!
Dopo aver mangiato siamo ripartiti e per uscire dalla baia bisognava passare da un’altra strettoia passando sotto ad un ponte famoso nella zona per la sua altezza (16,5 mt).


Ci siamo diretti verso l’isola di Iz ed abbiamo ormeggiato ad un gavitello situato tra il paesino di Knez e l’isola di Knezak.

 

 

Domenica 28 Giugno

Giornata di pausa tutto il giorno a Knes cena al ristorante dell’isola.

Naturalmente abbiamo pensato e parlato molto di Giulia e del suo comportamento.

La sua motivazione, riguardo la rinuncia a proseguire il viaggio, e’ stata che si sentiva inutile, che non poteva darci una mano ( forse aveva capito ,anche lei, di non saper fare nulla) che noi potevamo benissimo proseguire da soli.

La mia impressione invece e’ stata che ha sottovalutato la questione, che non essendo mai stata in barca non si era resa conto che, per quanto piacevole, la vita in barca e’ comunque una vita un po’ solitaria.

Mi e’ piaciuto molto il commento di Paolo : “probabilmente l’unica barca sulla quale e’ salita e stata il ferry a Sidney ”.

Giulia e’ partita con molto entusiasmo, mi ricordo il giorno della partenza era contentissima e mi disse: “ finalmente si parte, sono gia’ qui da una settimana e non vedevo l’ora di partire”.  Era felice e sprizzava entusiasmo da tutti i pori.

La prima settimana ha mantenuto il suo grado di entusiasmo anche se gia’ verso la fine della prima settimana, si potevano notare momenti di sofferenza, spesso non si sentiva bene. Erano piu’ che altro mali psicologici che si ripercuoteva sul fisico. Diceva di essere agitata e nervosa.

Questo stato fisico era stato provocato, secondo me, dalle telefonate ed e-mail scambiate con la figlia. Piu’ telefonava piu’ si innervosiva. Un bel giorno ci disse che era furente!!!

A questo va aggiunto che a Melbourne, dove vive, stava facendo costruire una nuova casa e c’erano stati problemi di banca su certi pagamenti.

Secondo il mio modo di pensare non mi sarei mai assentata in momenti cosi’.

Durante la prima settimana siamo stati in paesi piuttosto grandi, abbiamo attraccato in porto quindi lei si e’ sentita molto libera. Saliva e scendeva dalla barca spessissimo, andava a fare acquisti, usciva alla sera.

Poi, man mano che si scende, i luoghi diventano sempre meno “cittadini” non ci sono piu’ porti con ormeggi per la nostra stazza e si sta attaccati ai numerosi gavitelli appositamente sistemati davanti alle localita’ piu’ frequentate o comunque protette dagli improvvisi cambiamenti climatici. Da queste parti, soffia, molto spesso, la Bora o lo Scirocco.

Quindi man mano che si scende la vita diventa sempre piu’ “isolata” e questo secondo me e’ stato un altro dei motivi della sofferenza di Giulia. Spesso diceva che si annoiava e che per passare il tempo stava un sacco di ore davanti al computer.

Certo, conduceva una vita apatica, per sua volonta’.

Non faceva mai il bagno perche’ l’acqua per lei non era sufficientemente calda, lei fa il bagno solo quando al temperatura dell’aria arriva a quaranta gradi. Non veniva mai a terra con noi ad esplorare i posti che visitavamo. Per forza si annoiava!!!

Forse avrebbe preferito la Costa Azzurra ma, il nostro programma di viaggio era da queste parti. Lei, che non puo’ vivere senza internet, non e’ mai stata su Google maps a vedere questi luoghi? Pare di no !!!

Ma quello che piu’ non digerisco del suo comportamento e’ che si era auto invitata a partecipare a questo viaggio anche per darmi la possibilita’ di poter tornare a casa se ne avessi avuto voglia . Aveva preso questo impegno e doveva portalo a termine altrimenti al suo posto sarebbero venuti altri.

E’ stata veramente scorretta, soprattutto nei mie confronti, che a parte quanto ho scritto su di lei, l’ho sempre trattata piu’ che bene e’ stata servita, riverita e coccolata.

Bel ringraziamento !!!

Lunedi 29 Giugno

Lasciamo l’isola di Iz passiamo la parte ovest dell’isola di Lavdara giriamo intorno ad un gruppo di isole dall’aria lunare e prendiamo lo stretto, strettissimo passaggio tra l’isola Katina e l’isola Dugi.
 


Il passaggio denominato Mala Proversa e’ veramente suggestivo. Da li, velocemente, si sarebbe potuti andare a Mir che era la nostra destinazione di oggi ma abbiamo allungato un po’ il giro perche’ ne valeva veramente la pena. Tutto fantastico!!!.

La localita’ che abbiamo scelto (Mir ) e’ un luogo molto frequentato all’interno del parco naturale “ Parck Prirode” da li a piedi si puo’ visitare il famoso lago salato situato in cima alla collina e sempre da li ammirare dall’alto le scogliere del lato ovest dell’isola. Ma, non ci sono parole, migliori che le foto che potete vedere.

Foto lago salato foto scogliere

Martedi’ 30 Giugno

Sono le 11,30, lasciamo Mir, ma, prima di proseguire il viaggio visitiamo “Baia Magrovia" che si trova in fondo al lunghissimo fiordo di Otok.

Decidiamo di fare il bagno in quelle stupende acque poi, mangiamo un boccone e ripartiamo.

Rimaniamo incantati ad ammirare la distesa infinita di isole ed isolette, un vero labirinto, uno spettacolo incredibile.

Arriviamo all’isola “Incoronata” e, mentre la costeggiamo, ci fermiamo qua’ e la’ tra isolette le insenature. Passiamo da Kravijacica, e da Strrinznia, tagliamo verso l’isola di Mana ad osservare le falesie di quest’isola, situate sulla costa sud, le quali si sono formate dalla rottura della punta dell’isola. Una parte e’ affondata, l’altra e’ stata scavata dalla correnti e dal vento. Gli strati calcarei obliqui, formano un emiciclo di alte scogliere (70 mt.)con tutti i toni di grigio e beige. In cima all’isola, poi, ci sono delle false rovine che non presentano interesse archeologico, sono state costruite nel 1959 quando, proprio li e’ stato girato un film. Sono comunque piacevoli da vedere.

Torniamo poi, all’isola Incoronata e visitiamo Vrulje che e’ l’insediamento piu grande delle incoronate, molto carino, ma era troppo presto per fermarci, quindi abbiamo proseguito.

Naviga te che navigo anch’io arriviamo a Ravni Zakan. Nella baia a sud, dove noi abbiamo ancorato, c’e’ il piu’ grande ristorante di tutte le incoronate e…. non ce lo siamo fatto scappare !!!

Prima di andare a cena siamo stati in cima all’isola e da li abbiamo scattato diverse foto anche se, ogni volta che guardavo dentro l’obbiettivo, mi inc….zzavo perche’ ad occhio nudo e’ tutto un altro vedere.

Mercoledi’ 01 Luglio 2009

Sono le 11,30 e ci sembra l’ora giusta ( da vacanzieri ) per ripartire e proseguire il viaggio. La mostra meta odierna e’ Murter . Arrivati in loco visitiamo la grande baia, poi andiamo a quella vicina, Betina ma, tra le due e’ molto meglio Murter quindi ancoriamo nella grande insenatura del porto.

A meta’ pomeriggio con il nostro tender che io ho soprannominato “ Il ciucchino“ andiamo a riva e visitiamo il paese. Molto carino finalmente una botta di vita e umanita’ dopo tanta, se pur piacevole, solitudine. Ci sono bancarelle, che vendono tutte le stesse cose, ci sono negozietti, che vendono tutti le stesse cose. Evviva la globalizzazione, in ogni posto che vai, che sia Europa o resto del mondo tutti vendono le stesse cose. Non esiste quasi piu’ l’oggetto tipico del posto, oramai gli oggetti sono tutti made in Cina; che tristezza !!!

A fine passeggiata, aperitivo , poi cena e poi, con il ciucchino, torniamo in barca.

Giovedi’ 02 Luglio 2009

Giornata di relax, abbiamo deciso di fermarci almeno un giorno qui.

Tanto per cambiare sto al computer a sistemare diario e foto. Abbiamo scattato cosi tante foto in cosi tanti posti che in testa c’e’ solo una grande confusione non sappiamo piu’ a quale posto si riferisce la tal fotografia quindi, riordinarle e rinominarle e’ veramente un lavoro duro.

Stanca di fare questo lavoro, ad un certo punto della giornata, per cambiare aria, prendo il ciucchino e vado in paese a fare la spesa. E’ veramente buffo, mi fa ridere, attraccare il tender in porto, scendere, per fare gli acquisti, caricarli in barca e poi via mare tornare a casa e scaricare la spesa.

Sul tardi, torniamo in paese, per cenare, in un bel ristorante sul mare, ma veramente sul mare, i tavoli erano posizionati sul pontile di attracco.  Abbiamo mangiato benissimo !!!

Cari lettori,
il mio diario finisce qui anche se il viaggio e' andato avanti fino a Gallipoli ma, sono stanca di diario, di vita di mare, di barca di sale e di appiccicaticcio .

Ho visitato posti bellissimi,ho fatto bagni in mari cristallini ma, per me' e' troppo, non ce la faccio piu' con questa scomoda vita da marinaio, voglio tornare a casa!!!

clara.barbetta@hotmail.it

2012-04-21