Italia

 

 

Giovedi', 29 Luglio

Partiamo dall'ancoraggio della citta' di Corfu di quello che per noi e' di buon mattino, e cioe' alle 8.50.

Alle 16.30 passiamo il capo di Santa Maria di Leuca e 10 minuti dopo siamo ancorati nella baia di Leuca.

Siamo tutti ansiosi di scendere.  Clara ed io per mangiare in un ristorante Italiano, Lucilla che dopo due mesi rivede il suo fidanzato.

 

Venerdi', 30 Luglio

Dopo una notte infernale ancorati nella rada di Leuca con onde in una direzione e vento in un'altra direzione alle 10.30 lasciamo l'ancoraggio.

 

Sabato, 31 Luglio

Alle 8.43 lasciamo Ciro Marina.

10.45 entriamo nel porto di Crotone.

Facciamo 1344 litri di nafta, al prezzo di Euro 1.31 al litro.

 

Alle 11.25 lasciamo il porto di Crotone e poco dopo doppiamo il capo Colonna, con tempo bello, mare calmo e poco vento.  Il piano e' di approfittare del bel tempo e mare per passare il golfo di Squillace.

Capo Colonna

Capo Colonna si chiama cosi' per l'unica colonna di 48 rimasta in piedi del tempio di Hera (Giunone) la cui prima costruzione risale al VIII secolo a.C.

Alcuni minuti dopo aver doppiato il capo vedo davanti a noi una riga bianca.  Essendo nato sul lago Maggiore ho visto molte volte l'avanzata del vento chiamato "Mergozzo" sul lago.  E questa riga bianca mi sembra famigliare, eppure la meteo non aveva previsto niente di speciale.  Alcuni minuti dopo ci investe un violento vento che soffia con punte di 30 nodi e onde non molto alte, ma ripide e molto ravvicinate.  Niente da far paura al PH8, ma comunque una navigazione poco confortevole con scossoni e spruzzi che passano sopra alla barca.

Il PH8 e' un catamarano a dislocamento, con gli scafi molto sottili che fendono il mare, in pratica un "wave piercer", un tagliaonde.  Il risultato e' che il catamarano quasi non rallenta per le onde ma le taglia.  Capita pero' che ogni tanto o perche' l'onda e' un poco piu' grande delle altre o perche viene tagliata mentre le prue sono un po' sollevate dall'onda precedente che all'uscita dell'onda le prue cadono nell'incavo della prossima onda per poi infilarsi dentro.  In questo momento si sente l'impatto della chiglia centrale che solleva le prue e non ci fa diventare un sottomarino.  Ho imparato ad apprezzare la chiglia centrale che da' un grande senso di sicurezza.  Noi non dobbiamo fare altro che tenerci ed aammirare lo spettacolo delle onde dato che il pilota automatico fa tutto il resto.

Non andiamo per mare per soffrire e di conseguenza puntiamo sul porto di Le Castella dove arriviamo alle 13.25 ed ormeggiamo affiancati ad un peschereggio i cui marinai ci aiutano a legare le nostre cime.

Non avevamo previsto il mare mosso e pertanto non avevamo assicurato bene i vari armadietti in cucina.

Quando Lucilla scopre il disastro non sa se mettersi a a piangere o a ridere.  Per fortuna sceglie la seconda soluzione...

Lucilla in cucina 1

Lucilla con casino 2

anche perche' io mi metto a ridere, fatto non molto apprezzato da Lucilla.

Poi Lucilla va sotto alla plancia per andare a prendere non so che ed e' lei che si mette a ridere, dicendomi di venire giu' e che mi sarebbe passata la voglia di ridere.

PH con casino

Mi precipito giu'.  Il mobiletto con tutti i cassetti pieni di viti, bulloni e tante altre minuterie, appoggiato su una mensola, era caduto ed i cassetti avevano riversato i loro contenuti dappertutto.

Altro che un paio di grissini e crackers.  Centinaia di viti e bulloni, che prima erano ordinatamente divisi per grandezza e tipo, ammucchiati e sparsi ovunque.

L'unica mia consolazione e' che la mensola caduta era sorretta da tre angolari di resina comperati all' Ikea per le loro caratteristiche non corrosive, angolari che si sono spezzati di netto e non colpa di una parte strutturale della barca..

Per cena andiamo alla ricerca di un buon ristorante per dimenticarci del lavoro di riassetto gia' fatto e di quello che ci aspetta ancora domani.

Ci mettiamo nel ristorante "La scogliera" dove, tanto per finire la giornata in bellezza, un loro cameriere (spero improvvisato) ci offre il peggior servizio che ho mai dovuto subire.  Tanto per incominciare si dimentica del mio primo piatto e quando me ne accorgo mi e' gia' passata la voglia di quello che avevo ordinato.  Per finire la cena Lucilla gli chiede un Jaegermeister con ghiaccio, ma lo porta senza ghiaccio.  Alle rimostranze di Lucilla commenta "Mamma mia, anche il ghiaccio, pero'"  con faccia schifata.

 

Domenica, 1 Agosto

 

Le Castelle

Passiamo la giornata a Le Castelle a leccarci le ferite.  Un lavoraccio.  Riattaccare il mobiletto e' il meno.  Ma dividere centinaia di bulloni, dadi e ranelle del cinque da quelle del sei e dell'otto, per non parlare delle viti con testa cilindrica da quelle con testa piana, un vero inferno.

Parlando con i marinai dei pescheriggi mi dicono che il golfo di Squillace, che va da capo Rizzuto a punta Stilo, e' da sempre considerato un luogo con una cattiva fama e mi confermano che non ci si puo' fidare delle previsioni meteo.  Il metodo da sempre consigliato per passare il golfo e' di temersi molto fuori oppure navigare molto sotto costa.


Lunedi', 2 Agosto

Alle 6.05 lasciamo il porto di La Castella e con bel tempo costeggiamo il golfo ad un paio di miglia dalla costa.  Passiamo Soverato, che sembra carino, il porto Bocche di Gallipari, piccolino e tanti altri paesi nuovi sul mare e antichi borghi arroccati in cima alle comtagne, a testimonianza che in passato era una costa tormentata dai pirati.  Comunque una costa molto popolata ma con la fama di essere il cuore dell'angrangheta.

Quello che sorprende e' come sono poche le attrezzature nautiche in questo tratto di costa.  E dire che e' un passaggio obbligato per chi si vuole portare dal Mediterraneo occidentale nell'Adriatico e Grecia.

Delfino di Punta Stilo

Mentre passiamo Punta Stilo ci raggiunge un grosso delfino che ci rallegra con le sue evoluzioni.  Peccato che e' solo.

Prima di Roccella Ionica

Passato Punta Stilo la costa continua ad essere ondulata...

 

 Prima di Roccella Ionica

.. con tanti paesini sulla costa.

Roccella Ionica

Alle 11.50 arriviamo a Roccella Ionica dopo una navigazione tranquilla e tempo bellissimo, come per farci capire che il golfo di Squillace aveva gia' ricevuto il nostro tributo.

 

Roccella Ionica

La cittadina di Roccella Ionica e' una simpatica cittadina situata a qualche chilometro dopo il porto, collegata con il porto da una pista ciclabile.

 

Porto di Roccella

Il porto e' grande, ben protetto e molto frequentato il che non sorprende dato che e' uno dei pochi porti decenti nella zona.

Lucilla contatta la guardia costiera per farci dire dove ormeggiare.  Ci mandano nella darsena due dove gli ormeggi mi sembrano un poco piccoli per la nostra taglia, ma comunque troviamo un buco e ci ormeggiamo.

Scopriamo che non c'e' elettricita', solo acqua ma in compenso il costo del transito per una notte costa solo 20 Euro.

Siamo ormeggiati tra barche a vela, tutte tra i 12 e i 16 metri, e dopo cena, siccome non c'e' elettricita' nel porto attacco il generatore.  Saranno state si e no le 10, un'ora ancora molto presto per il sud Italia.  Subito si affaccia dalla vela davanti a noi una donna francese che si lamenta molto pesantemente del rumore del nostro generatore. Cerco di spiegare alla signora che non lo faccio per il piacere di disturbarla, anche se visto la sua foga la cosa anche poteva divertirmi, ma che per me era una necessita'.  Ci accordiamo che avrei tenuto acceso il generatore per esattamente 20 minuti.

La donna sparisce e non passano alcuni minuti che dalla stessa barca a vela spunta il marito urlando alla povera Clara che in quel momento si trovava fuori: "Spegni il generatore!!!".  Clara gli dice che ci eravamo accordati con sua moglie che il generatore sarebbe rimasto acceso 20 minuti, non un minuto di piu', non uno di meno.  Dopo altre urla il tipo scompare da dove era venuto.  Io dopo esattamente 20 minuti cronometrati spengo il generatore.  Clara pensa che la donna, incavolata per aver dovuto concedermi 20 minuti abbia tempestato il povero marito di "fare qualcosa".  E lui esce, si mette a urlare affinche' lo moglie possa sentirlo per poi tornare giu' e sentirsi un eroe. 

 

Martedi', 3 Agosto

Al mattino la coppia di francesi saluta Clara come se fosse successo niente la sera prima.

Lucilla chiede alla guardia costiera di assegnarci uno spazio piu' consono alla nostra larghezza e dove possiamo far andare il generatore senza scatenare una guerra. 

Ormeggio a Roccella Ionica

Veniamo messi alla fine del porto, dove vengono mandati i catamarani...

 

Ormeggio a Roccella Ionica

...lontano da velisti rompiscatole.


Mercoledi', 4 Agosto  fino a Sabato, 7 Agosto

Roccella Ionica ci piace molto e cosi' passiamo quattro giorni, come esulta Clara, finalmente fermi.  Anche perche' ci rendiamo conto che d'ora in poi non potremo sempre contare sul mare piatto senza vento.

Lavori a Roccella Ionica

Approfitto per fare alcuni lavoretti, aiutato da Lucilla, che incomincia a capire che durante un lungo periodo di navigazione c'e' sempre da fare qualcosa.

Ho trovato, con mia gran sorpresa nel negozio di materiale elettrico di Roccella dei faretti a LED e cosi' installiamo le luci del giardinetto.

I faretti a LED hanno una luce molto bianca, tendente al bluastro.  Non proprio una luce molto romantica, ma consumano poco.  Spero che in un futuro non troppo lontano li facciano con uina luce piu' calda.

 

Domenica, 8 Agosto

Di primo mattino (alle 7.00) lasciamo Roccella Ionica con piatta totale.  Alle 8.00, all'altezza di Locri soffia solo un leggero vento da 310 gradi.

Capo Sparttvento

Passiamo Capo Spartivento alle 10.20.

Passiamo Melito di Porto Salvo alle 11.35.  Mi meraviglia come tutto questo tratto di costa non presenta attrezzature per la nautica e le poche rade sono completamente esposte ai venti del sud. 

Dobbiamo andare verso Catania perche' li' abbiamo dato appuntamento al figlio di Clara, Andrea ed alla madre di Lucilla, Daniela.

Nel golfo che porta allo stretto di Messina il mare e' abbastanza mosso, con onde provenienti da 310 gradi e vento di circa 15 nodi.  Per fortuna la rotta per Taormina, la nostra destinazione, e' di 272 gradi, che rende la traversata abbastanza confortevole e alle 13.35 siamo a un miglio e mezzo dalla costa Siciliana.

Taormina dal mare

Purtroppo le belle cale intorno al capo Sant' Andrea sono proibite alla navigazione e cosi' alle 15.00 entriamo nella rada di Taormina e ci ancoriamo abbastanza lontani dalla scogliera, dato che prevediamo di passare la notte.

Purtroppo nella baia il mare e' mosso da un'onda morta molto fastidiosa.  Proviamo di ancorarci piu' sottocosta ma l'onda fastidiosa non diminuisce di molto.  L'unica consolazione e' che il fondo e' buon tenitore.

 

Taormina dal mare

Cerchiamo un posto per andare a terra con il tender ma non ne vediamo.  Inoltre anche una volta approdati bisogna poi oltrepassare la linea ferroviaria, che si trova tra il mare e la strada.  La cosa ci fa passare la voglia di andare a terra e cosi' ci limitiamo di ammirare Taormina dal basso.

Un po' piu' tardi arriva un gommone con un uomo che si presenta come "Sono Giorgio il consierge tuttofare 24 ore su 24" e ci offre una boa a cui attaccarci vicino a riva, per 90 Euro la notte, un'esagerazione. 

Avrei anche potuto prendere in considerazione l'offerta se la boa fosse stata in un posto piu' tranquillo, ma le barche ormeggiate alle boe si muovevano come noi, se non di piu' per la risacca.

Tutto considerato Taormina non e' un posto molto ospitale per il turismo nautico.  Ma l'indomani le cose sarebbero ancora peggiorate.


Lunedi', 9 Agosto

Alle 11.45 lasciamo l'ancoraggio dopo una notte non molto confortevole e ci dirigiamo vereso Naxos, all' altra estremita' della baia dove c'e' il porto di Riposto.  Alle 12.30 entriamo nel marina e per via radio chiediamo il prezzo per una notte.  Il porto e' mezzo vuoto ma una voce femminile ci comunica l'incredibile prezzo di Euro 316.00 la notte, servizi esclusi.  "Ma lei sta' scherzando" le dico, ma come tutta risposta ricevo un secco NO dal quale trapelava tutta la sua indignazione verso noi che considera dei barboni del mare.  Mi trattengo di fare commenti perche' per via radio tutti ci possono sentire e non e' il caso di litigare il secondo giorno in Sicilia.

Al mio ritorno dal viaggio racconto della mia indignazione di fronte a questo folle prezzo, quando nel sud Italia il prezzo piu' caro che abbiamo pagato era di Euro 170 servizi inclusi, ad un Siciliano il quale mi risponde che a Monte Carlo si paga fino a 1000 Euro la notte.  Taormina sara' anche bella, ma per confrontarla con Monte Carlo bisogna proprio essere Siculi.

Continuiamo la nostra navigazione, passiamo Capo Molino alle 13.40 e alle 14.30 entriamo nel porto di Catania.

Passiamo uno sfigatissimo "yacht club" a destra dopo l'entrata ma non ci sanno nenche indicare dove si puo' passare una notte.

Lucilla si mette al telefono e dopo varie telefonate comunica che l'unico attracco possibile per una barca delle nostre dimensioni  e' nella parte piu' interna del porto dove intravediamo un pontile.  Mi comunicano che il prezzo e' di 90 Euro per la notte e accettiamo, anche se ci affiancano ad un'alta imbarcazione sulla quale dobbiamo passare per raggiungere il pontile.  Per fortuna le due persone a bordo sono molto cordiali.

Vado a terra per registrarmi e il gran capo del pontile mi invita su un'imbarcazione, dove e' seduta una donna grassa, con la faccia segnata da una vita passata scontenta ed imbronciata, la moglie del gran capo il quale mi conferma il prezzo di 90 Euro.  Quando la contrattazione sembra ormai terminata, la grassona, senza degnarci di uno sguardo sentenzia "catamarano e' e deve pagare 135 Euro".   Il gran capo, che si dimostra il gran siccubo, non puo' farci niente e deve dimostrarsi inflessibile, anche dopo aver ascoltato tutte le mie rimostranze per il fatto che essendo attraccati in cima al pontile ad un'altra imbarcazione la nostra larghezza non conta.  Poi per cercare di calmarmi mi offre il posto a 120 Euro la notte se rimaniamo due notti.  Non gli dico dove puo' mettere la seconda notte perche di notte potrebbe farmi fare un buco sotto alla linea di galleggiamento.

L'uscita dal porto e' sporca ma dopo aver percorso due vicoli anche loro sporchi ci troviamo nel centro della citta', pieno di gente, pulito e molto bello.  In un negozietto Lucilla mangia un arancino che continua a lodare per tutto il giorno mentre io mangio una cipolla cotta nel forno e poi condita, anche lei una delizia.

Peccato che anche a Catania, il cui centro e' molto bello,  l'accoglienza per il turismo nautico e' praticamente inesistente e stendiamo un velo pietoso su quel poco che c'e'.

 

Martedi', 10 Agosto

 

Lasciamo Catania

Alle 10.40 lasciamo l'ormeggio di Catania.

 

Rada di Augusta Alle 15.25 siamo ancorati nella rada di Xiformio della citta' di Augusta.

 

 

Rada di Augusta

 

 
Lucilla nella rada di Augusta

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Mercoledi', 11 Agosto

Siracusa il porto

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Siracusa

 

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Siracusa

 


 

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Giovedi', 12 Agosto

Giornata a Siracusa.

 

Noleggiamo un'auto.

 

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Venerdi', 13 Agosto

 

Siracusa

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Noto Visitiamo la citta' di Noto.

 

 

Noto

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Noto

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Noto

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Noto

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Sabato, 14 Agosto

Giornata a Siracusa.

Siracusa

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Siracusa

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Siracusa

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Siracusa

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Domenica, 15 Agosto

Prendiamo l'auto e visitiamo Taormina.

Arriva Andrea.

 

Lunedi', 16 Agosto

 

Andrea e Clara a Siracusa

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Lucilla e Daniela Arriva la madre di Lucilla.

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Bagno a Siracusa

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Siracusa by night

Siracusa by night

 

Martedi', 17 Agosto

Alle 9.15 lasciamo l'ormeggio di Siracusa.

Navighiamo con un mare di poppa e di lato, solo un poco noioso.

Capo Passero

Ore 12.13 isola di capo Passero, il punto piu' a sud della Sicilia..


Porto di Capo Palo

Alle 12.38 siamo ancorati nell'avamporto del porticciolo di Capo Palo.

E' una simpatica baietta, ma non protetta dai venti dal sud.


Porto di Gela.

Mercoledi', 18 Agosto

Lasciamo Gela alle 7.00.

Capo Bianco

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Capo Bianco

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Capo Bianco

Capo Bianco


Capo Bianco

 

Tutti in plancia

Tutti in plancia!


Sciacca

Sciacca alle 17.00.

 

Sciacca

 

 

Ormeggio a Sciacca

Alle 17.00 siamo ormeggiati presso la Lega Navale Italiana.

Anche il costo e' giusto:  70.00 Euro la notte.

La signora dell'ufficio (purtroppo non mi ricordo del Suo nome) e' molto simpatica e rende l'arrivo un vero piacere.  Ce ne fossero posti e persone cosi' nel mondo delle marina.

 

Sciacca

Purtroppo siamo un "tanticchio" grossi per la maggior parte degli attracchi della Lega Navale.

 

Giovedi', 19 Agosto

Lasciamo l'ormeggio della Lega Navale Italiana alle 10.35, dopo aver fatto il pieno dei serbatoi d'acqua.

Capo Granitola

Capo Granitola

Trapani il porto

Entrata del porto di Trapani.

 

Trapani

Lucilla prepara i parabordi.

Ma Lucilla, non sappiamo ancora come e dove attraccheremo!

 

Trapani

Anche il mezzo marinaio viene preparato per una qualsiasi evenienza...

Guardando questa foto di Lucilla capisco perche' ogni nostro ormeggio attrae molti curiosi.

Ed io pensavo che era per il catamarano...

 

Trapani

Ormeggio a Trapani.



Venerdi', 20 Agosto

 

Trio a Trapani

Alla scoperta di Trapani

 

CB a bordo

Coraggio Clara, non piangere.

Abbiamo gia' circonnavigato due terzi della Sicilia!

 

Lucilla interpretata da Andrea

Queste tre foto sono state scattate da Andrea, percio' non chiedetemi che significato hanno (se poi ne hanno uno).

 

Trapani

 

 

Trapani

 


Sabato, 21 Agosto

Sabato nero a Trapani.

 

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Domenica, 22 Agosto

Lasciamo l'ormeggio di Trapani alle 10.00.

 

Formica

Isolotto di Formica.

Una volta era una delle tonnare piu' grandi.  Ora e' un parco con divieto d'approdo.

 

Favignana

La rada davanti al porto di Favignana.  Purtroppo non molto tranquilla.

 

Favignana

Il porto di Favignana.

 

Favignana

Le cave dei sassi (non ricordo come si chiamano).

 

Favignana

 

 

Favignana

Punta Fanfalo.  Di per se la costruzione non e' neanche brutta, ma messa nel contesto dell'isola diventa un eco-mostro.

 

Favignana

Alle 12.30 ci ancoriamo dietro l'isola Galeotta.  E' una delle poche insenature con mare tranquillo, ma per questo ci sono ancorate tante, tante barche.  Troppe!

 

Favignana

 

 

Favignana

 

Lasciamo l'ancoraggio alle 17.00 e torniamo a Trapani, dove intendiamo passare la notte in rada ancorati o ormeggiati ad un gavitello.  Per via radio chiedo alla Guardia Costiera dove possiamo metterci.  Ci indicano un campo boe abbastanza tranquillo vicino all'entrata del porto, ma non dobbiamo assolutamente attraccarci ad un gavitello perche' non hanno ricevuto manutenzione da sette anni!  Ma allora non sarebbe meglio eliminarle?  Un ennesimo esempio che nel sud preferiscono fare inaugurazioni ma non manutenzione.  Poi vogliono costruire un ponte sopra allo stretto di Messina.  Ma non si rendono conto di quanti soldi costerebbe la manutenzione annuale?

Alle 18.00 siamo ancorati nell'avamporto di Trapani.

 

Lunedi', 23 Agosto

Dopo una notte tranquilla andiamo a fare rifornimento di nafta.  Ne carichiamo 2000 litri per Euro 2,660.00 e la gioia di American Express.  Uso sempre l'American Express per non dover portare molto contante con me e per la magra consolazione, ma pur sempre una consolazione, di guadagnare dei punti.

Punta Saraceno

Lasciamo il porto di Trapani alle 12.25 e alle 13.40 siamo a punta Saraceno con il monte Cofano.  E' molto suggestivo con i suoi 659 metri di altezza.

 

 

San Vito lo Capo

Alle 14.35 passiamo San Vito lo Capo, da dove si vede il paese e la spiaggia di San Vito lo Capo.

 

San Vito lo Capo

San Vito lo Capo.

 

San Vito lo Capo

Spiaggia molto bella, piena di gente.  Clara e Lucilla si tuffano per andare a riva a nuoto.

Clara: un carnaio, che detto da lei e' un complimento.


Da San Vito a Castellammare

Verso le 16 lasciamo San Vito lo Capo e continuiamo la navigazione verso est,  ma sarebbe meglio dire in questo tratto quasi verso sud.

 

Da San Vito a Castellammare

Passiamo posti con nomi come "Tonnara del Secco", Torre dell'Impiso", Tonnarella dell'Uzzo".

 

Da San Vito a Castellammare

La costa e' molto bella e selvaggia.

A tratti non c'e' neanche una strada che costeggia il mare.

Speriamo che venga lasciata cosi' incontaminata per i nostri posteri.

 

Da San Vito a Castellammare

Solo avvicinandosi a Castellammare del Golfo si intravedono in lontananza case.

 

Da San Vito a Castellammare

L'entroterra diventa un poco piu' dolce.

 

Da San Vito a Castellammare

 

 

Da San Vito a Castellammare

In compenso dal lungomare sorgono faraglioni e rocce.

 

Da San Vito a Castellammare

 

 

Da San Vito a Castellammare

 

 

Castellammare

Poi, dopo l'ultimo capo ecco Castellammare del Golfo.

 

Castellammare

 

 

Castellammare

Arriviamo all'imboccature del porto qualche minuto prima delle 18 ci viene incontro un gommone del marina Club Nautico che ci offre un posto barca per la notte al prezzo di 100 Euro, servizi inclusi.

Accettiamo, anche perche' e' proprio al limite di quello che sono disposto a pagare per una notte e che siamo tutti curiosi di visitare questo posto che ci suona famoso.

 

Castellammare il porto  

 

Castellammare by night

La cittadina e' molto carina e piena di vita...

 

Castellammare by night

...e dopo aver mangiato in un ottimo ristorante passeggiamo sul lungomare.

 

Castellammare by night

Siamo ormeggiati in fondo al pontile di sinistra, dove si vedono le luci laterali della plancia.

 

Castellammare by night

Poi ci sdraiamo comodamente sulla prua per ascoltare un concerto di musica che viene dal paese.  Una bravissima cantante canta pezzi tradizionali siciliani, modernizzati.

Poi, per la gioia di Lucilla, seguono alcuni pezzi di jazz. 

 

Martedi', 24 Agosto

Lasciamo il porto di Castellammare.

Ancoraggio presso torre Albia

Ancoraggio presso torre Albia.

 

Torre Albia

Torre Albia

 

Aeroporto di punta Raisi

Aeroporto di Punta Raisi.

 

Prima di Palermo.

Verso Palermo.

Prima di arrivare nel porto commerciale di Palermo Lucilla chiede se c'e' posto per un transito di una notte nel porto di Acquasanta.  Euro 224 per notte.

Alle 17.15 entriamo nel porto di Palermo per vedere se troviamo qualche sistemazione.  Purtroppo ci sono poche banchine per il diporto, e quelle poche sono tutte piene.  Posti dedicati ai transiti nessuno.  Purtroppo la Lega Navale non puo' ospitarci per lavori in corso, poi ci fanno cenno da un'altra banchina, ma a Euro 150 la notte.

Peccato che Palermo sia cosi' poco accogliente per il diporto nautico.

Cosi' continuiamo il nostro giro della Sicilia.

 

Capo Zafferano

Alle 18.44 doppiamo capo Zafferano.

 

Capo Zafferano

Tutta la costa tra capo Mongerbino e capo Zafferano e' molto bella, con belle case sul bordo del mare.

Capo Zafferano con il faro.

Purtroppo la costa non offre rade protette e piuttosto di dover passare una notte con le orecchie tese ad ogni rumore che potrebbe segnalare anche un leggero cambiamento del vento, visto che inoltre non e' facile ancorarsi con sicurezza, proseguiamo.

Alle 19.05 entriamo nel porto di Baguera, un piccolo porticciolo per peschereggi a Porticello.   Alla fine del molo c'e' ancora posto e chiediamo all'equipaggio del peschereggio se possiamo metterci davanti a loro.  Sono molto gentili, anche perche' si divertono a guardare Clara e Lucilla nel compiere le manovre di attracco e naturalmente ci aiutano.  Poi, per finire, ci regalano una cassetta di sarde freschissime, gia' pulite.  Non sapendo come ringraziare e non avendo in cambusa abbastanza birra do' 20 Euro ad uno di loro, pregandolo di acquistare un giro di birra per tutto l'equipaggio, gesto molto gradito da tutti.

Dopo un po', purtroppo. i peschereggi lasciano il porto e allora non ci fidiamo ad abbandonare la barca, ma dobbiamo anche aprofittare delle magnifiche sarde.

 

Mercoledi', 25 Agosto

Lasciamo il porto alle 9.20 anche perche' il porto e la banchina sono incredibilmente sporchi e nell'aria c'e' una fastidiosa puzza di plastica bruciata.

 

 

 

Cefalu' Alle 12.00siamo in vista di Cefalu'.

 

Cefalu' Alle 13.30 ci ancoriamo nella rada a est di Cefalu' davanti al porticciolo sfigato.

Rada molto bella.

Giovedi', 26 Agosto

 

Cefalu' citta' Giornata a Cefalu'.

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Cefalu' citta'

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Cefalu' citta'

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Cefalu' citta'

La cattedrale al centro della citta'.

 

Cefalu' citta'

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Venerdi', 27 Agosto

 

Alicudi

Lasciamo l'ancoraggio davanti a Cefalu' alle 9.10 e con una piatta totale navighiamo verso la l'isola piu' a est delle Eolie, Alicudi, che spunta dal mare come quello che era una volta, un vulcano.

Raggiungiamo Alicudi da sud ovest e quando siamo vicini rimango impressionato dalla quantita' di fichi d'india.

 

Alicudi

Il piccolo paese di arrampicato sui pendici dell'isola.

Purtroppo anche vicinissimo alla costa il mare diventa subito profondo e non c'e' verso di ancorarsi con una certa sicurezza e cosi' rinunciamo a scendere. 

Ci fermiamo giusto il tempo di mangiare qualcosa e poi ripartiamo verso l'isola di Filicudi.

 

Filicudi

Filicudi, Canna e Montenassari.

Filicudi

Filicudi

 

Salina

Salina, cala Pollara, sulla costa occidentale.

 

Salina

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Salina

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Salina - Malfa

Proseguiamo il giro di Salina nel senso orario e passiamo Malfa, capo Faro, Santa Marina

 

Salina - Lingua

Infine ci ancoriamo presso Lingua.

Poco tempo dopo esserci ancorati, mentre e' ancora giorno, Lingua ci propone dei fuochi d'artificio.

 

Sabato, 28 Agosto

Lasciamo Lingua

 

 

Stromboli

Stromboli

 

Stromboli

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Stromboli

La sciara di fuoco.

 

 

 

Basiluzzo

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Panarea

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Panarea

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Ancorati a San Pietro.

 

 

 

Panarea villaggio

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Panarea villaggio

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Domenica, 29 Agosto

Lasciamo l'ancoraggio di Panarea alle 8.20 dato che abbiamo intenzione di andare fino a Roccella Ionica dato che Clara non ne puo' piu' dell'andare per mare e vuole tornare a casa.

 

 

Stretto di Messina

Lo stretto di Messina.

Ogni lato ha ancora le due grosse torri dell'elettrodotto che una volta attraversava lo stretto.  Ora sono in disuso ed fili sono stati ricuperati ma le torri rimangono la.  Probabilmente il costo di abbattimento supera il ricavo dalla vendita del ferro.  Peccato, perche' anche come monumento di archeologia industriale non sono belli.

Nello stretto il mare e' calmo ed abbiamo una corrente a favore di 1 nodo.

 

Finalmente alle 19.20, dopo aver percorso 112 miglia in 11ore di navigazione ininterrotta arriviamo a Roccella Ionica.

 

CB arriva a Roccella

Clara, che e' stata per ben due mesi a bordo,  non ne puo' piu' e siccome da Roccella Ionica tornera' a Laveno, non sa trattenere la propria gioia appena ormeggiati.

 


Lunedi', 30 Agosto

Martedi', 31 Agosto

Mercoledi', 1 Settembre

Giornate a Roccella passate a pulire dentro e fuori il catamarano dato che abbiamo acqua a volonta'..

Clara ritorna a casa.

 

Giovedi', 2 Settembre

Lasciamo Roccella alle 6.10, sapendo che ci aspetta una giornata lunga ed impegnativa.  Ma non abbiamo idea come sara' impegnativa.

Alcuni minuti prima di noi e' partito Raifki, un catamarano a vela diretto in Grecia.  Facciamo alcune miglia insieme e poi le nostre rotte si dividono.

Alba a Roccella

Alle 6.20 sorge il sole, abbiamo vento da nord, ma onde morte da 060 gradi che ci danno una navigazione scomoda.

 

Venerdi', 3 Settembre

Finalmente, alle tre di notte ci ancoriamo nell'avamporto di Otranto.

 

Sabato, 4 Settembre

Brindisi.  Piove e ci sono 19.5 gradi in plancia.

 

 

Domenica, 5 Settembre

Lasciamo il vecchio porto di Bari alle 9.45.

 

Porto di Vieste alle 17.50

 

XXX

 

Lunedi', 6 Settembre

Giornata a Vieste.

 

 

Martedi', 7 Settembre

Marina di Pescara alle 18.20

 

Mercoledi', 8 Settembre

Arriviamo nel porto commerciale di Ancona.

 

Ancona

XXX

 

 

Ancona

XXX

 

 

Ancona

XXX

 

 

Giovedi', 9 Settembre

 

Dopo le nove siamo ormeggiati nel mio posto barca nel marina di Porto Levante.

 

 

Venerdi', 10 Settembre

 

Lucilla a Porto Levante

Incominciano alcuni giorni di pulizia e manutenzione della barca,

 

 

Lucilla ed io siamo stati in mare 3 mesi e due giorni.

A questo punto devo fare i complimenti a Lucilla che durante tutto questo tempo e' sempre stata di buon umore, ha sopportato con filosofia le mie incazzature e spero ha capito cosa vuol dire andare per mare, dove sono il mare ed il tempo che comandano e non noi.

Bravissima!

  

 
2010-12-19
2010 tappa 3 - Italy.htm