Italia

 

Sabato, 4 Giugno

Prima di partire organizziamo l'ultima  festa a Porto Levante a bordo del PH8 dato che la previsione e' di lasciare il catamarano il prossimo inverno a Vieste, nel Gargano, nella speranza che laggiu' l'inverno sara' piu' clemente che a Porto Levante.

Clara C'e' anche Clara, che poi ritornera' a casa dato che non ha nessuna intenzione di venire in Croazia. 

 

Ultima festa Ilaria ed Andrea Tra i partecipanti c'e' anche Andrea che a suo dire Ilaria, il nuovo membro dell'equipaggio, assomiglia a Belem, un'attricetta Argentina che ha fatto parlare molto di se'.

E poi dicono che il vino non procura allucinazioni...

 

Enno Enno, un amico di Andrea.

 

Barbara Naturalmente non potevano mancare Barbara e Marco che hanno portato un'enorme quantita' di vongole.

Le mie foto dei partecipanti alla festa terminano qui', probabilmente a causa del troppo Prosecco.

 

Martedi', 7 Giugno

Rifornimento di nafta Prima della partenza devo fare nafta e voglio vedere come si comporta il PH8 con il pieno di nafta, e cioe' con un totale a bordo di 6400 litri, abbastanza in teoria per la tappa piu' lunga della traversata dell'Atlantico, dalle isole Canarie ai Caraibi (senza riserva).

Avevo calcolato che ci sarebbero stati 4,000 litri di nafta, ma il calcolo si e' dimostrato erroneo e ho avuto un surplus di 35 litri.

Comunque ne e' valsa la pena dato che aquistando questa quantita' mi e' stato praticato un bello sconto.

Purtroppo non si puo' far venire l'autobotte nel marina di Porto Levante, dato che la stazione di servizio locale ha l'esclusiva, alla faccia della libera concorrenza.

 

Mercoledi', 8 Giugno

Partenza per la laguna di Venezia con tempo variabile.

Bucato prima della partenza Ilaria, da buona Napoletana, deve asciugare l'ultimo bucato che aveva fatto la sera precedente.

E' molto creativa nel tirare i fili per stendere la biancheria.

La mia intenzione era di pernottare a Malamocco, ma appena ormeggiati si e' scatenato un violento temporale con tanto di groppo con raffiche di vento fino a trenta nodi e onde che ci buttavano contro il molo tanto che abbiamo dovuto continuare la  navigazione e siamo finiti a Burano.

 

Burano A Burano ormeggiamo nel canale tra l'isola di Burano e Mazzorbo, dove normalmente si fermano le houseboats a noleggio per visitare la laguna. 

Purtroppo il PH8 e' molto piu' alto e non si riesce a scendere.

Allora abbiamo utilizzato il tender per andare a riva.

 

Giovedi', 9 Giugno

 

Burano 1 Abbiamo passato una giornata tranquilla a Burano.

Per me Burano potrebbe essere un villaggio di Disneyland.

 

Burano 2 Il campanile e' piu' inclinato della torre di Pisa.

 

Venerdi', 10 Giugno

 

Lignano Sabbiedoro 3 Nel primo pomeriggio arriviamo a Lignano Sabbiedoro e ancoriamo dietro all'isola Marinetta, subito dopo il canale d'entrata.

 

Lignano Sabbiedoro 1 Lignano Sabbiedoro e' una Rimini per Tedeschi che non vogliono spendere, con zero charisma.

Inoltre sono rimasto molto sorpreso dall'acqua inquinata della laguna. 
 

Sabato, 11 Giugno

 

Tra Monfalcone e Trieste Partenza per Trieste e poi Muggia.

Sono andato fino a Monfalcone nella speranza di vedere una grossa nave da crociera in costruzione, ma non ne ho viste, o perche' non ce ne sono o le hanno nascoste da qualche parte.

Purtroppo anche su questa costa bellissima hanno costruito un ecomostro negli ultimi anni.

Le boe che si vedono sono un allevamento di cozze.

 

Tra Monfalcone e Trieste Non che nei secoli passati non c'erano architetti con poco gusto.

 

Castello di Miramare Prima di Trieste c'e' il castello di Miramare, costruito dal fratello dell'imperatore Austro Ungarico nel 1856, l'arciduca Massimiliano.

E pensare che dopo pochi anni ha lasciato questo bel posto per diventare imperatore del Messico dove quasi subito dopo l'arrivo e' stato fucilato.
 
Trieste Trieste vanta una grande tradizione marinara e si vede dalle molte strutture portuali di varie epoche.

Una volta ristruttutate Trieste potra' far concorrenza a Genova.

Durante tutta la navigazione Ilaria e' rimasta appiciccata al computer con internet e facebook.

Per lei la realta' virtuale e' piu' reale che la realta'.  Mi domando cosa fara' una volta lasciata l'Italia e non potra' piu' essere collegata 24 ore su 24.


Porto San Rocco, Muggia Abbiamo ormeggiato  nel Marina San Rocco, di Muggia.

Avevo espressamente detto a Ilaria che durante l'ormeggio deve seguire i miei ordini e solo i miei.  Niente iniziative personali e non ascoltare quello che dicono gli ormeggiatori senza una mia conferma, dato che e' molto palese che non ha alcuna esperienza.

Purtroppo ubbedire ordini non e' il suo forte e continuamente ha qualcosa da dire o ridire.


Marina San Rocco Il marina e' molto bello ed accogliente e passiamo la notte dopo aver cenato in una simpatica trattoria nel centro della vecchia Muggia chiamata Lilibontempo ex Hitler.  La padrona, una simpatica signora mi spiega che il gestore precedente somigliava molto a Hitler e mi mostra un ritaglio di giornale con la sua foto.  E veramente la somiglianza e' da incubo.

Comunque ho mangiato un piatto di sarde cucinate favolosamente in tre modi diversi.


Nello sfondo la citta' di Trieste.


Marina San Rocco La vista aerea del marina di San Rocco.

Tutto e' cosi' idilliaco, ma mi domando come deve essere quando soffia la bora a 120 km orari.


Domenica, 12 Giugno

Piran A mezzogiorno con un tempo e mare favoloso passiamo Piran, la prima citta' Croata.


Piran Piran, con il tipico campanile di stile Veneziano.


Dopo Piran entriamo ufficialmente in Croazia a Umago.  Per far dogana e pagare tutto quello che c'e' da pagare per entrare in Croazia (non scherzano) bisogna accostarsi al molo riservato per le operazioni doganali.  Trovo un posto libero, che pero' ad occhio lascia si e no due metri di spazio davanti e due metri dietro, ormeggiando all'inglese.  Per far entrare il PH8 nello spazio e' necessario usare le cime e i motori, dato che non e' possibile spostare a mano il catamarano.  Niente di molto complicato, a patto che la persona alle cime esegue esattamente cio' che le dico di fare.  Purtroppo anche qui' Ilaria vuole fare di testa sua e devo riprenderla un paio di volte.  Il PH8, con la sua massa di 30 tonnellate (sono oltretutto pieno di nafta) con uno sbaglio di manovra puo' arrecare "piu' danni che Attila" (come mi disse molto tempo fa un amico) alle barche a vela da 12-14 metri davanti e dietro a me.  E come e' logico e giusto la colpa poi ricade sempre solo sul comandante.

La mia ramanzina non le piace dato che scopro che e' anche alquanto permalosa.

Ilaria cambia bandiera Una volta che siamo entrati ufficialmente in Croazia tolgo la bandiera gialla di quarantena e metto la bandiera di cortesia Croata.

Sono ancora abituato agli Stati Uniti e ai Caraibi dove la procedura delle bandiere viene fatta rispettare, procedure che approvo. 



Porec Porec.


Rovigno
Infine arriviamo a Rovigno e ci ancoriamo in rada.
 

Lunedi', 13 Giugno

Ad Ilaria non piace Rovigno, sopratutto perche' non riesce a trovare una soluzione soddisfacente e conveniente per l'internet e il suo cellulare.  La Croazia non e' il paese di bengodi dell'internet dove con 20 Euro comperi una scheda ricaricabile per restare connesso un intero mese.  Inoltre in Croazia la connessione si paga a byte scaricati e continuamente scaricando foto su Facebook la scheda Croata da 10 o 20 Euro si esaurisce in pochissimo tempo.

Rovigno Tramonto a Rovigno

Torno a bordo dopo avermi goduto una margherita quasi perfetta e Ilaria mi comunica che ha fatto saltare l'inverter accendendo una piastra del fornello elettrico e cosi' si becca un'altra ramanzina.  Far saltare il breaker dell'inverter non e' un problema perche' basta risettarlo, ma non capisco perche' lo ha fatto.  Le avevo spiegato che non bisogna sovracaricarlo ed ogni casalinga italiana sa che anche a casa non si puo' sovracaricare il normale impianto elettrico accendendo contemporaneamente lavastoviglie, lavatrice e asciugacapelli.

Ma le sorprese non sono finite.  Dopo cena mi comunica che il suo WC e' bloccato.  Questa notizia e' una delle peggiori che si puo' sentire a bordo cosi' molto incavolato le comunico che domani come prima cosa dovra' smontare il suo WC. 

Prima di addomentarmi passo in rivista tutto il comportamento di Ilaria e giungo alla conclusione che dovro' ritornare a Porto Levante e disfarmene.  E' diventata un pericolo a bordo.  Ma prima avrebbe smontato e pulito il suo WC.

Martedi', 14 Giugno

Mi sveglio di malumore sapendo cosa avrei dovuto fare.

Faccio smontare a Ilaria il motore e la pompa del WC, non senza un'altra discussione dato che tanto per cambiare Ilaria vuole fare le cose a suo modo e non a modo mio.

Porta la pompa su uno scarpore e incomincia a togliere e buttare in mare tutta la carta che la intasa.  C'e' solo carta, ma che quantitativo!  Il mare dietro a noi e' praticamente bianco per un raggio di alcuni metri.  Per fortuna una volta pulita la pompa funziona ancora.  Sono furente e per calmarmi mando Ilaria a riva a comperare il pane.  Ritorna mentre sto' rimontando la pompa e mi comunica che lascia il PH8.  Sul ponte ha gia' il suo bagaglio, probabilmente preparato la sera prima e di fianco al PH8 c'e' un'imbarcazione croata pronta per portarla a riva.

Per non avere discussioni e non vederla mai piu' le do' quello che le spetta per i giorni che ha lavorato.

Andandosene cosi' di propria iniziativa mi ha risparmiato una navigazione fino a Porto Levante in sua compagnia.  Ripensandoci arrivo alla conclusione che il far saltare le valvole dell'inverter ed intasare il WC sono stati gesti fatti deliberatamente e che abbandonandomi pensava che mi avrebbe bloccato a Rovigno.

Ilaria si e' resa colpevole di insubordinazione, sabotaggio ed abbandono dell'imbarcazione.  Due secoli fa l'avrebbero impiccata sul piu' alto pennone o fatto fare tre giri di chiglia.

 

Mercoledi', 15 Giugno

Alle 7.10 (ora alquanto insolita per me) lascio l'ancoraggio, mi ormeggio al molo della dogana, passo dalla polizia per comunicare l'uscita dalla Croazia e meglio solo che mal accompagnato traverso l'Adriatico per tornare a Porto Levante e alle 13.20 sono all'entrata del porto.  E' stata una traversata con un tempo favoloso, senza problemi e con la consapevolezza di essermi levato un peso di troppo.


2011-06-23
2011 Italy 1.htm