Grecia

Giovedi 14 Giugno

La traversata da Bindisi a Corfu' e' di 106 miglia marine e si attraversa lo stretto di Otranto dove l'Adriatico si restringe e per effetto venturi il vento e le onde aumentano.  Nei mesi estivi nella maggior parte del tempo il vento ed il mare vengono da Nord e aiutano la traversata.  Dopo aver consultato la meteo e visto che anche oggi le condizioni sono favorevoli, alle 8 e 05 lasciamo il porto.

Alle 10 il cielo e' azzurro, senza una nuvola.  Il vento soffia da 340 gradi a 15-20 nodi, con onde alte magari un metro.  La nostra velocita' in assenza di vento e onde sarebbe di circa 10 nodi, ma secondo il GPS la nostra SOG (Speed Over Ground), cioe' velocita' rispetto alla terra, sale a 11,3 nodi quando surfiamo un'onda particolarmente grande. 

Mano a mano che passa il tempo le onde ingrossano e alle ore 13 surfiamo fino a 14 nodi che verso le 16 diventano anche 20 nodi!  Avendo il mare di poppa la navigazione e' tranquilla e il surfare esilerante.

Durante tutto il tempo il pilota automatico fa un'eccellente lavoro, scodinzolando un poco ma mai con il pericolo che lo scafo si mettesse al traverso delle onde.  A mano non si avrebbe potuto fare meglio.  Questo surfare mi fa ricordare la traversata notturna con il PH7 da Haiti alla Jamaica durante il turno di Günter, nel lontano 1987.  Il pilota automatico non ce la faceva sempre a riprendere la rotta e toccava al timoniere l'ingrato compito di continuamente controllare la bussola.  Nel diario di bordo avevo scritto:

"Mi sveglio di soprassalto, sentendo che qualcosa non va bene.  Salgo in plancia e scopro che Günter, un po per le onde, un po per la stanchezza, ha fatto fare al PH7 un giro su se stesso.  Niente di grave, ma per il resto del viaggio non glielo perdoneremo." 

Povero Günter, e' mancato alcuni mesi fa, ci conoscevamo dalla terza elementare e anche se non ci frequentavamo assiduamente e' sempre stato un buon amico.

Visto la forma degli scafi del PH8, molto stretti e taglienti (in inglese si chiamano anche wave-piercer, taglia onde) il surfare potrebbe diventare pericoloso se non ci fosse la terza chiglia centrale che impedisce al PH8 di diventare un sommergibile, sollevando la prua.

Per sfruttare al meglio le onde invece di dirigerci direttamente a Corfu' ci dirigiamo verso l'isola di Othoni, dove ci ancoriamo nella baia di Ammos, davanti al piccolo paese.  Il mare e' tranquillo ma il vento continua a soffiare a fino a 30 nodi, troppi per abbandonare la barca ed andare ad esplorare il paese e mettere il piede in Grecia con il tender.

 

Dal punto di vista di Silvia

- Traversata Mar Ionio -

Sveglia ore 7, in teoria… in pratica a svegliarci sono stati i lavori del cantiere proprio sulla nostra banchina, alle 6.30.

Tre quarti d’ora dopo lasciamo Brindisi, senza troppi rimpianti, anche se ci mancheranno l’ormeggiatore che non sapeva fare i nodi, il panorama e i servizi della banchina, il facile accesso al vicino centro città e soprattutto lo stridolio dei parabordi all’altezza della mia cabina.

Comunque oggi inizia il mio primo giorno da vero e unico marinaio!  Perché Clara se l’é svignata ieri sera e già so che mi mancherà… mi son rimasti i cordini con cui continuo ad esercitarmi per fare i nodi: da parabordo, gassa, farfalla e savoia. 

Come usciamo dal porto, delle simpatiche onde ci prendono di traverso ed oscilliamo che è un piacere! Paolo ha pietà di me e mi consiglia di rifugiarmi in cabina. Detto fatto e cosi’ dormicchio fino a mezzogiorno.  Puntando verso la Grecia, ci ritroviamo col famoso vento in poppa, vento abbastanza sostenuto che ci lascia surfare fino a 21 nodi. Pranzo minimalista con prosciutto e melone e poi do un po’ il cambio a Paolo, intanto oggi nello Ionio greco non c’è anima viva.

Ore 17 gettiamo l’ancora all’isola di Fano (Othoni), c’è un ventaccio con raffiche fino a 34 nodi, l’ancora tiene ma di raggiungere la Locanda sulla spiaggia non se ne parla, con sto vento la potenza del tender sarebbe messa a durissima prova.

Othoni

Non ci resta che festeggiare questo mio battesimo nautico con un prosecchino a bordo.

Per ora tutto bene!


Venerdi 15 Giugno

Lasciamo l'ancoraggio di Othoni alle 9 con il vento che continua a soffiare.  Se le onde fossero rimaste come la sera precedente avremmo dovuto fare la traversata fino all'isola di Corfu' (circa 30 miglia) con il mare di traverso, una posizione non molto confortevole con un catamarano.  Pur di non fare una traversata scomoda avrei circonavigato l'isola di Corfu sul lato occidentale, con il mare di poppa per poi risalire l'isola dal lato orientale dove il mare sarebbe stato sicuramente calmo.  Al tempo dello grosse navi a vela un capitano avrebbe preferito di fare 4000 miglia con il mare e vento a favore che 1000 miglia contro gli elementi. 

Metto prua verso Corfu' e come per miracolo troviamo il mare calmo, senza vento e alle 10.46 ci troviamo fuori dalla costa nord dell'isola, dopo una navigazione che non avrebbe potuto essere migliore.

Alle 17.00 siamo ancorati nella grossa rada di Corfu' citta', in mezzo a tante altre imbarcazioni.

 

Dal punto di vista di Silvia

 - Corfù -

L’ancora non ha cessato di cigolare tutta la notte e alle 3.30, dopo l’ennesimo strattone, sono andata a controllare che reggesse ancora.
 
Contrariamente alle previsioni, il vento si indebolisce allontanandoci dall’isola, con nostra grande sorpresa e gioia! Procediamo verso Corfù con un mare ideale e prendiamo di tempo di fermarci qualche ora ad assaporare la pace in una baia a Nord dell'isola, 35 gradi sopportabilissimi soprattutto dopo un bel bagno!

Baia N Corfu

La partenza per la baia di Corfù viene ritardata da un piccolo inconveniente tecnico: la profondità non vuole saperne di passare da piedi a metri. Alla fine Paolo, da buon ingegnere, trova la soluzione dell’enigma ed arriviamo tranquillamente alla meta.

Corfu

Da segnalare un pazzo o idiota che dir si voglia, che attraversava a rana l’ingresso della Marina Gouvia, con un salvagente rosa come boa…

La sera giriamo per le vie dell’isola piena di vita e di giovani, tra mille negozi di souvenirs e centomila gioiellieri, pannocchie arrostite e un improvvisato cinema all’aperto.
Paolo trova la sua camicia bianca in puro cotone greco e la calamita per il frigo, intanto reperiamo diversi bar con free Wifi per connetterci domani.
Le grandi pietre consumate che lastricano le strade rilasciano il calore imprigionato durante il giorno e si respira l’estate!




Sabato 16 Giugno 

Prima di scendere terra mi dedico alla piccola manutenzione.  Controllo e aggiungo acqua alle batterie di servizio, controllo l'olio dei motori e del generatore.  Tutto a posto a parte le batterie di servizio che danno segni della loro eta' (installate nel Settembre 2007) e fanno fatica a ricaricarsi.  L'elettricita' a bordo e' sempre stato un grosso problema. 

Da Brindisi fino all'ancoraggio di Corfu' abbiamo consumato:

Dal serbatoio di sinistra 6%, destra 7% della nafta contenuta nei rispettivi serbatoi.

Va ricordato che il generatore pesca la nafta dal serbatoio di destra.  La quantita' di nafta viene misurata con due trasduttori ad ultrasuoni, che misurano la distanza dalla superfice della nafta fino ai trasduttori.  Con dei dati ricavati dai disegni dei serbatoi e caricati nel computer di bordo il programma poi calcola la percentuale di nafta rimasta.  Ogni punto di percentuale corrisponde a circa 33 litri e pertanto abbiamo consumato un totale di circa 429 litri per circa 136 miglia, ovvero circa 3.2 litri per ogni miglio marino.

 

Dal punto di vista di Silvia


- Corfu, il Giorno Dopo -


Kalimera (Buongiorno)!
Oggi giornata molto tranquilla.
Un po’ di pulizie in barca, pomeriggio siesta e la sera torniamo a terra, armati di pc e carrello per la spesa.

Paolo ritrova l’internet-caffè dietro alla banca e riusciamo finalmente a “navigare”.
Buone notizie dalla Turchia: apparentemente la legge sul serbatoio delle acque grigie è in via di attuazione, quindi non dovrebbero esserci problemi e dopo le isole greche dell’egeo potremo fare una capatina in terra turca!

Si fanno le 20 passate ed arriviamo tardi al supermercato lì vicino, anche il fruttivendolo, che ieri dichiarava restare aperto fino alle 22, è chiuso. Ripieghiamo su un mini-orrido-market, prendiamo lo stretto necessario, come una bottiglia di vino bianco locale, un salame ed un po’ di frutta.

Torniamo dietro la banca, dove avevamo avvistato la Tabepna Ta Kouópia (Taverna del Gallo);

Porta WC

moussaka leggera leggera per me, scorfano pieno di spine per Paolo e maxi schermo con la partita Grecia-Russia (ecco perché il fruttivendolo ha chiuso prima oggi!)

Per andare in barca guido io il tender: partenza in sgommata tra le cime degli altri gommoni, ma arriviamo sani e salvi.

A giudicare dai caroselli e dai cori fino a notte inoltrata, direi che ha vinto la Grecia!

 

Domenica 17 Giugno

 

Alle 10 e 30 lasciamo l'ancoraggio della baia della citta' di Corfu'Mentre tiriamo su l'ancora il radar e' acceso ma avevo spento il generatore dopo aver acceso i motori, pensando che gli alternatori dei due motori mi diano abbastanza corrente.  Purtroppo gli alternatori stavano ancora caricando le due batterie di avviamento dei motori e cosi' ho generato un black out dei servizi ed il radar invece di spegnersi con dignita' ha perso tutto il setup che ho dovuto poi rifare completamente, una bella rottura.  Le batterie dei servizi dopo quasi 5 anni hanno raggiunto il loro capolinea.  D'ora in poi dovro' tenere acceso il generatore ogni volta che si usano i salpaancore oppure dovro' aspettare che gli alternatori finiscono di caricare le batterie dei motori.

 


Dal punto di vista di Silvia

 - Baia Petriti -


Stamattina ci spostiamo alla baia di Petriti, breve navigazione molto tranquilla, grazie anche ad un clemente mare praticamente piatto.
La giornata passa in fretta tra i bagni, i libri e un continuo via vai di barche a vela, sembra il parcheggio di un supermercato.

Ancoraggio a Petriti

Paolo vien messo di malumore dal radar che oggi non ne vuol sapere di funzionare; ma come sempre l’uomo ha la meglio sulla macchina…dopo qualche ora di scervellamento ed un resettaggio completo!

Verso le 18 andiamo a cercare la taverna in cui Paolo aveva mangiato un ottimo pesce alla griglia due anni prima. Esiste ancora ed a riconoscerlo è la padrona, molto ospitale e parla anche un po’ di italiano. Ci fermiamo a bere una birra, che ci verrà gentilmente offerta, sulla terrazza a due passi dalla riva (e quando dico 2 sono veramente 2) mentre i pescherecci sfilano davanti a noi per raggiungere il mare aperto.

Porto di Petriti

La calma e l’atmosfera sperduta di questo posto sono davvero rilassanti.

Periti

Ancora meglio al ritorno sulla barca, il sole sta calando, l’aria si rinfresca, ancora qualche pagina del mio libro (grazie Sabe!) e nel frattempo pregusto il pesce tanto decantato.
Le aspettative non saranno deluse, ottima cena, tempi un po’ biblici, ma intanto non abbiamo nessuna fretta…

I gatti “greci”, piccoli e magri a pelo semi-lungo, presidiano i dintorni del ristorante in attesa di gentili turisti, e stasera gli è andata proprio bene con la tavolata di inglesi!

Gatti a Petriti

 

 

Lunedi 18 Giugno

Taverna Petriti - Maria

Due anni fa, ancorati nella baia di Petriti, abbiamo mangiato nella taverna del pesce del buonissimo pesce alla griglia, ad un prezzo ragionevole, combinazione rara da trovare altrimenti in Grecia.

Per qualche ragione che mi sfugge, il pesce e' esageratamente caro. 

Stasera sono ritornato e con mia grande sorpresa Maria, il marito, il padre e la cameriera subito mi riconoscono e mi danno un caloroso benvenuto.  Ed il pesce alla griglia e' rimasto eccellente.

 

Nella foto Maria con li marito che dimostra ad un gruppo di ragazzi in giro per l'Europa come si balla il sirtaki.

Taverna a Petriti - il padre Anche il padre si diletta a fare il suo show, specialmente quando puo' far vedere la sua bravura alle ragazze.

 

Dal punto di vista di Silvia

- Sirtaki a Baia Petriti -


Quant’è dura la vita in barca…

Programma della giornata: sveglia presto (come dice Paolo, cioè intorno alle 9), pulizia ponti e ringhiere (mezz’oretta), mentre io sono a fare la spesa (oltre a qualche foto e una tappa alla taverna con Wifi), Paolo posa il parquet in cucina (0,5 mq), preparo il pranzo (un’insalata mista), piccola meritata siesta (fino alle 4 e mezza), di nuovo alla taverna e poi cena nello stesso ristorante di ieri, perché stasera c’è una festa.

Ogni anno dei gruppi di ragazzi provenienti dall’Australia e dal altre parti del mondo, vengono qui qualche giorno in barca a vela; sono convenzionati col ristorante dove Maria, la padrona, suo padre e suo marito insegnano loro la danza tradizionale greca, con qualche effetto quasi speciale, fiamme e tavoli volanti!

Taverna Pertriti

Taverna Pertiti

Taverna Petiti

 

Martedi 19 Giugno

La tappa dopo Petriti e' il porto canale di Gayos sull'isola di Paxos, la prima isola a sud di Corfu'.  Il tempo e' splendido, quasi senza vento.

Navighiamo con i due motori a 1496 giri, con una velocita' sull'acqua di 9.8 nodi, SOG di 9.7 nodi.

La nostra meta e' il porto canale di Gaios.  Purtroppo siamo troppo ingombranti per attraccare nel porto e siamo costretti ad ancorarci in rada, fuori dal porto.  Operazione non facile dato che a pochi metri dalla costa l'acqua e' molto profonda e siamo costretti ad usare 60 metri di catena per poter dormire tranquilli.

 


Dal punto di vista di Silvia

- Paxos -


Rotta verso Lakka, simpatica baia dall’acqua blu-verde…e già mi sento di più in Grecia!

Barca dei Pirati

Niente da ridire su questo versante ionico, ma sono consapevolmente vittima dello stereotipo da cartolina e non vedo l’ora di avvistare casette bianche dalle persiane azzurre, abbarbicate su scogliere che emergono da acque cristalline e turchesi.

Pomeriggio ci spostiamo più a Sud, a Gayos, dove Paolo si diverte a telecomandare il catamarano dal tetto per attraversare passaggio davvero poco profondo che porta alla baia.

Carta geografica


Porto di Gaios

Io invece mi diletto a guidare il tender, senza ancora osare andare “a tutto coniglio”, per andare a terra.

Porto di Gaios



Mercoledi 20 Giugno

Marina Cleopatra

Oggi la navigazione ci porta a Preveza, al marina Cleopatra.

Preveza non e' solamente una citta' turistica, ma una citta' "vera",  dove la maggio parte della popolazione fa gli affari suoi non aspettando turisti.

Preveza ha una bella passeggiata sul lungomare dove si puo' attraccare e pochi metri dalle innumerevoli taverne.

Ho attraccato al marina Cleopatra, di fronte alla citta', per vedere se e come e' organizzato.

 

Rimango piacevolmente sorpreso dall'efficenza del marina, a cominciare dall'ormeggiatore che ci viene in aiuto quando attracchiamo al buon prezzo per posteggiare per tutto l'autunno, inverno e primavera l'imbarcazione sul piazzale.  E ti lasciano pure vivere a bordo e fare manutenzione.  E quando la cassa delle acque nere e' piena vengono pure a svuotarla!  Purtroppo l'aeroporto di Preveza, situato a meno di un chilometro dal marina e' usato prevalentemente da voli charter e fuori stagione non ci sono voli per l'Italia.  Il modo piu' semplice di raggiungere Preveza e' con il traghetto da Ancona a Igumeniza e poi guidare 100 km.  La signora Sofia, che conduce il marina con efficenza e cortesia dice che l'unico inconveniente e' che in inverno queste parti sono le piu' piovose della Grecia.

Nello stretto di mare che separa il marina dalla citta' ci sono delle forti correnti causate dalle maree che possono raggiungere anche 4 nodi.  Non me la sento di usare il tender per attraversare lo stretto, con il pericolo di essere trascinati nel mare aperto.

 


Dal punto di vista di Silvia

- Antipaxos -

Grazie al mare tranquillo ed al vento quasi assente, riusciamo ad avvicinarci all’isolotto Daskalia, piccolo e selvaggio, abitato dai gabbiani. Buttiamo l’ancora e pranziamo nella più totale tranquillità davanti a queste acque turchesi dove, per la prima volta, non siamo circondati dalle altre barche.

Isolotto Daskalia

Paolo fa un bagno con tanto di maschera e pinne, ma torna desolato come desolati sembrano i fondali, non ci sono pesci!  Io faccio allora quella che chiamo “la prova del pane” e in effetti solo qualche pesciolino viene a banchettare.

Ripartiamo per Preveza, qualche miglio più a Sud, sulla penisola calcidica.
Qui affronto il mio primo ormeggio in banchina da sola e nonostante il vento forte e qualche urlo di Paolo x dirmi di muovermi con i parabordi, ce la faccio e ricevo i suoi complimenti per non aver collassato sotto stress!
Da ringraziare anche l’ormeggiatore a terra, ovviamente.

Giovedi 21 Giugno


Dal punto di vista di Silvia

- Preveza -

Ore 9.45 siamo pronti per prendere il traghetto-taxi messo a disposizione dalla Marina Cleopatra dove siamo attraccati.

Marina Cleopatra

In un ufficio lí vicino chiedo dove sia esattamente la “fermata”, la ragazza me la indica e con aria compassionevole mi ricorda che parte alle 10.  Subito penso che non sia il caso che si preoccupi se devo aspettare un quarto d’ora, poi noto alle sue spalle diversi orologi che indicano l’ora di New York, Londra, Sidney, Roma e la Grecia.  Questi ultimi sono proprio uno di fianco all’altro e c’è un’ora di fuso orario!!!  E chi lo sapeva!?  Noi lo scopriamo solo oggi, dopo una settimana che siamo in Grecia!   Quindi visita di Preveza rimandata a domani.

Per continuare la giornata all’insegna delle brutte figure, Paolo mi chiede di tracciare la rotta fino ad Atene e quale sia la prima isola famosa che incontreremo una volta arrivati nel Mar Egeo.
Cerco tra le varie isole e isolette e gli dico che ci sono un sacco di Nikos: Nikos Tizio, Nikos Caio, Nikos Sempronio, ecc. Lui scoppia a ridere e mi rivela che nikos vuol dire isola!

 

Venerdi 22 Giugno

 

Dal punto di vista di Silvia

- Preveza, il Giorno "NO" Dopo -

Oggi riusciamo a pendere il traghetto-taxi e giriamo separatamente per la città.
Praticamente cammino per 2 ore (che male non mi fa!) in cerca di un supermercato, mentre Paolo si occupa dei documenti alla capitaneria di porto e di cercare un moltiplicatore di prese usb per sostituire quello che si è rotto stamattina.

Pomeriggio finisco di lavare tutti i vetri della plancia ed i boccaporti (ancora un po’ di attività fisica!) ed ecco il dramma: Paolo si accorge di aver perso la carta di credito! Oops! Probabilmente l’ha dimenticata nel negozio di pc, ma dobbiamo aspettare l’apertura alle 18 per chiamare e sperare che sia davvero lí…ed è andata bene!!!
Va a recuperarla in taxi e intanto preparo una cenetta a base di verdure fresche saltate in padella con un pizzico di peperoncino e delle polpettine come quelle che mangiavo all’asilo e di cui ancora mi ricordo.

 

Sabato 23 Giugno

 

Prima di partire dal marina Cleopatra imbarchiamo 300 litri di nafta nel serbatoio di destra, per bilanciare lo scafo, dato che il generatore pompa solo dal serbatoio di destra e quando non siamo in un marina lo usiamo molto di frequente.

Alle 11.30 siamo all'entrata del canale di Lefka dopo una corta e abbastanza tranquilla traversata di circa un'ora.  Questo pezzo di mare puo' essere abbastanza mosso, specialmente navigando con il mare di prua, da Lefka verso Preveza.

2012 06 23 ponte girevole

In teoria il ponte dovrebbe aprirsi ogni ora sull'ora, ma due anni fa, per attraversare il ponte in senso inverso dovemmo aspettare piu' di un'ora e per non dover continuamente manovrare con i motori contro la debole corrente buttammo l'ancora e passammo una mezz'ora tranquilla finche' il ponte finalmente si apri'.  Ma l'ancora si era incastrata sotto un grosso cavo elettrico che attraversava il canale.  La manovra di sganciarsi dal cavo non era particolarmente difficile, ma richiedeva che il cavo venisse portato quasi in superficie per poi passargli sotto una cima che l'avrebbe tenuto alzato per poter togliere l'ancora.  Mentre procedevamo con l'operazione e tutte le altre barche in attesa ci sorpassavamo mi chiedevo se il cavo avrebbe tenuto.  Una spirale di acciaio lo avvolgeva, ma quanti anni aveva il cavo?  E se si fosse rotto ed era attraversato dalla corrente?  L'acqua marina conduce l'elettricita', lo scafo e' di aluminio, un ottimo conduttore e a noi sul ponte cosa sarebbe successo?  Per fortuna liberammo l'ancora, lasciammo con mio grande sollievo ricadere il cavo sul fondo  e riuscimmo come ultimi ad attraversare il ponte.

Il ponte, puntualissimo,  si apre a mezzogiorno e continuiamo verso l'isola di Meganisi, una delle piu belle della Grecia Ionica, fatta apposta per la nautica da diporto.  Verdissima, con il mare trasparente e tante baie che invitano ad ancorarsi. 

Cosi', anche spinti dalla fame, ci ancoriamo nella baia di Spilla, sotto ad una casa isolata in costruzione.

Baia di Spilla

Mentre guardo la casa noto un'operaio su una impalcatura che scartavetra e stucca il bordo del tetto.  Ma l' impalcatura consiste in alcune assi poggiate alla ben meglio sopra una specie di trabatello con l'operaio in piedi, senza protezioni o imbragatura.  Forse abituato alle ferree, quasi esagerate leggi italiane o americane, mi vengono i brividi solo a guardarlo.  Anche le impalcature fatte di bambu' e nastri di plastica che avevo visto a Hong Kong e avvolgevano completamente grattacieli in costruzione sembravano piu' solide e sicure.

Verso sera ci ancoriamo nella baia di Vathy, la capitale di Itaca.  Ulisse fa parte dei miti della storia greca, ma se era esitito sicuramente aveva apprezzato questo rifugio ampio e sicuro.  Noi comunque apprezziamo la cena in una delle innumerevoli taverne.

 

Dal punto di vista di Silvia

- Mitica Itaca -

Dopo aver fatto ancora un po’ di nafta per bilanciare i serbatoi, ripartiamo verso Sud, passando per il Canale di Lekfas.

Canale di Lefkas

Facciamo la solita tappa in baia, quest’oggi alla baia Spilla nell’isola di Meganisi, per bagno, pranzo e siesta, siesta ormai cara anche a me…non mi sarei più svegliata!

Baia di Meganisi

Spiaggia a Meganisi

Man mano che ci avviciniamo ad Itaca, il mare comincia ad innervosirsi a causa dei celebri venti di NW che scendono dai fronti delle isole.

 

Itaca

Arriviamo nella baia di Vathy nel tardo pomeriggio, fa molto caldo; giù il tender e cena in taverna.



Domenica 24 Giugno

 

Alle 10.10, un'ora accettabile, lasciamo Itaca per raggiungere alle 12.30 l'entrata al golfo di Patrasso.  Continiuamo senza fermarci e passiamo il ponte di Andirian, che collega Patrasso all'altra sponda del golfo.  Il ponte e' una meraviglia di ingegneria e benche' il ponte e' lungo         metri, per passarci bisogna chiamare via radio il centro di controllo del ponte per ricevere l'autorizzazione a passare e sotto a quale arcata procedere.  Ricevuta l'informazione bisogna ripetere per quale arcata si ha ricevuto l'autorizzazione dicendo, nel nostro caso, lascio tre piloni a sinistra e uno a destra.  Neanche a passare sotto al Golden Gate di San Francisco c'e' tanta burocrazia. 

ponte di Andirion

Poi un'altra cosa curiosa:  mentre sopra al ponte passano autovetture e camion, lo stretto viene regolarmente attraversato da traghetti quasi vuoti.

 

E poi ci si meraviglia che la Grecia e' sull'orlo del fallimento.

 

Tra il ponte ed il canale di Corinto l'unico posto tranquillo per passare la notte e' nella piccola baia dell'isolotto di Trizonia.  L'isola e' piccola ed il porto ha visto tempi migliori ma ci sono ben quattro taverne e siccome ogni martedi' il canale e' chiuso per manutenzioni e non avevo voglia di rimettermi in viaggio il giorno dopo, rimaniamo a Trizonia fino a marted'.

 

Dal punto di vista di Silvia

-
Ponte di Patrasso -

Al risveglio l’aria è fresca ed il mare straordinariamente piatto, tutto il contrario della sera precedente. Prendendo il largo, il manto di coltre bianca che ricopre la superficie dell’acqua rende l’atmosfera quasi onirica e subisco ancor più il fascino di queste terre mitologiche.

Itaca

Navighiamo tutto il giorno per raggiungere il Golfo di Patrasso e passiamo il ponte. 

Ponte di Andirrion

Ponte di Andirrion

 

Visto che ci stiamo lasciando alle spalle le isole ioniche, mi sembra il momento opportuno per farne il bilancio:
- la vegetazione è molto rigogliosa ed arriva fitta fino ad un metro dal livello del mare;
- il mare è pulito e in prossimità della riva assume colori tra il verde ed il turchese;
- la nafta costa meno che in Italia;
- i Greci sono molto ospitali e gentili; 
- i Greci vanno ancora in motorino in 2 o 3 senza casco;
- si può lasciare il tender ormeggiato, anche carico di spesa, senza farsi fregare né l’uno né l’altra; 
- l’orario tipo dei negozi è 9/12 e 17-21;
- non esistono i meloni cantalupo (disperazione di Paolo) né le fragole (disperazione mia);
- ogni baia ha la sua taverna, una come minimo.

 

Lunedi - Martedi 25 - 26 Giugno

Dal punto di vista di Silvia

-
Trizonia -


Due giorni ormeggiati in quest’isoletta, dove non c’è praticamente niente, qualche casetta, un mini-sprovvisto-market e ben 4 taverne nella baietta dietro al porticciolo.

Farfalla


Mi hanno colpito solo le farfalle: ce ne sono molte, zebrate e con finti occhi dipinti sul posteriore per ingannare i predatori.
Sul nostro molo poi c’è un signore che a bordo della sua barca a vela ospita 3 gatti e 2 cani! Allora forse avrei potuto portare la mia Sicile, che tanto mi manca.

Comunque, dopo venti giorni di mare, noto che ci son proprio tanti velisti in giro, la maggior parte batte bandiera inglese, tedesca, russa o francese (italiani pochi pochi), molti over 60, numerosi nudisti e quanti velisti tedeschi vecchi nudisti!

 

Mercoledi 27 Giugno


Alle 8.05, con mare calmo, quasi senza vento, lasciamo Trizonia e puntiamo direttamente all'entrata del canale di Corinto.

Non abbiamo fretta e navighiamo con i due motori a 1605 giri, consumiamo ca 20 litri ogni ora pur mantenendo una velocita' di 9.4 nodi, come calcolato dal GPS.

Alle 12.45 siamo a 4.25 miglia dall'imbocco del canale e contatto il controllo del canale che ci fa aspettare fino alle 14.  Durante l'attesa, per non girovagare inutilmente davanti al porto con l'imbocco, mi piazzo subito dopo l'imboccatura, senza ostacolare il traffico, ma vengo brutalmente cacciato ad aspettare fuori.

Il mitico canale di Corinto, sognato dai Greci dell'era classica, iniziato da Nerone e poi abbandonato perche' aveva altro da fare e finalmente costruito alla fine del 19. secolo.. 

Tanti anni fa avevo attraversato il canale di Panama e d'allora avevo sempre avuto il desiderio di attraversare il canale di Corinto.  I due canali sono due cose completamente diverse.  Il canale di Panama e' un'enorme opera di ingegneria, vitale e di grande importanza per il commercio mondiale.  Mentre il canale di Corinto e' molto impressionante per la sua strettezza e le alti pareti che lo racchiudano.  Inoltre oggi e' rimasto solo una specie di giocattolo comodo per la nautica locale e da diporto ma senza alcuna importanza mondiale. 

Il canale e' abbastanza stretto e bisogna continuamente correggere il pilota automatico per non andare a sbattere contro una parete ma resta comunque un'esperienza unica.

Dopo il passaggio si deve accostare al molo e pagare il transito abbastanza salato. Il passaggio del PH8 e' costato ben 329 Euro!  Non per niente, prima di passare, ci viene chiesto come intendiamo pagare per il transito e ci rispondono che accettano volentieri le carte di credito.



Dal punto di vista di Silvia

- Canale di Corinto -

 

La giornata è stata contrassegnata dal tanto atteso passaggio del Canale di Corinto e dal (mio) primo avvistamento di delfini!
Erano 3 o 4, abbastanza piccoli, giocavano insieme e purtroppo non sono venuti a giocare con le due prue, ma spero avremo altre occasioni.

Canale di Corinto

Arrivati all’imbocco del canale verso l’ora di pranzo, non abbiamo dovuto attendere molto, circa un’oretta, a mezzo miglio di distanza, secondo le istruzioni di un greco che rispondeva quando ne aveva voglia e chiedeva sempre le solite tre cose, nell’ordine: il nome della barca, la lunghezza e il modo di pagamento auspicato, molto pratico!

Canale di Corinto

Canale di Corinto


Attraversiamo con prudenza le 3 miglia racchiuse tra due pareti alte circa 80 m e alla fine ormeggiamo per saldare il conto, piuttosto salato.


Infine buttiamo l’ancora un po’ più a Sud, nella baia di Korfos.

Domenica 1 Luglio

Dal punto di vista di Silvia

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Verso l'Isola di Kéa -


Dopo aver soggiornato a Korfos, visitato Aigina, l’isola di fronte ad Atene, aspettato (invano) che calasse il Meltemi sotto al tempio di Poseidone a capo Sounio,

Tempio di Poseidone

abbiamo raggiunto Kéa, la nostra prima isola ciclade.


Il tragitto, come dicevo, è stato accompagnato da quei 35-35 nodi di vento che alla fine hanno avuto la meglio…su di me!  Il travelgum preso in extremis è servito solo a stordirmi per tutto il pomeriggio, il resto ve lo lascio immaginare!
Ci ancoriamo nel porticciolo di Voukari, perché c’è ancora troppo vento per arrischiare un ormeggio di poppa, del quale non ho ancora alcuna esperienza.

Lunedi 2 Luglio

Dal punto di vista di Silvia

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Isola di Kéa -



Visto il meteo e le previsioni non favorevoli, decidiamo di restare qua per qualche giorno. Il porto è carino e in programma c’è la visita del capoluogo dell’isola, Ioulis.
La mattina aspettiamo che gli isolani si sveglino ed approfittiamo di un calo di vento per fare le “grandi manovre”. Paolo è un po’ preoccupato, ma un pescatore ed un ristoratore, vedendoci in procinto di avvicinarci al molo, si mettono a disposizione per raccogliere le cime; i vicini di banchina si allertano, timorosi che buttassimo l’ancora sulla loro, e ci danno qualche dritta sulla manovra.
Io, sotto gli ordini di Paolo, corro avanti e indietro tra prua e poppa per aggiustare la lunghezza della catena dell’ancora e gettare a terra le cime; tutto ok, ce l’abbiamo fatta!

Martedi 3 Luglio

La guida Michelin descrive Ioulis, il capoluogo dell'isola di Kea come uno dei piu' bei paesini della Grecia, costruito sul fianco di una montagna, per sfuggire secoli fa ai pirati.

Autista a Ioulis

Prendiamo l'autobus, che si inerpica su una strada stretta, piena di curve con al lato un dirupio che sembra senza fine.  L'autista e' anche molto bravo e sicuramente conosce la strada come le sue tasche, ma il fatto che oltre guidare parla anche al cellulare non mi rassicura molto.

 

Kea Ioulis

 

Silvia a Ioulis

Il paesino e' molto carino e la vista dell'isola e' stupenda.

Kea Ioulis

 

Tavolo

Le strade sono strette e bisogna ingegnarsi per farci stare un tavolino...

 

Kea lion

Una delle attrazioni di Ioulis e' un leone scolpito nella roccia di circa 2400 anni.  Un bell'esempio di arte naif di tanti secoli fa.

Pianta misteriosa

Lungo la strada che porta al leone vedo una pianta con dei frutti che assomigliano alle taccole. Non ho la minima idea di che pianta si tratti.

L'isola e' molto esposta al Meltemi, il vento che soffia constantemente in estate.  Una volta tutte le isole erano piene di mulini a vento, e anche oggi il vento, insieme al sole, potrebbe generare la maggior parte di elettricita' per l'isola.  Ma non ci sono tracce di pannelli solari.  Inoltre l'isola soffre spesso, a dire del portolano, di carestia d'acqua verso la fine dell'estate.  Ma non ho visto un tetto che raccogle l'acqua.

Dappertutto dove e' possibile l'isola e' stata terrazzata.  Purtroppo la maggior parte dei terrazzamenti sono abbandonati e le olive dei pochi ulivi secolari rimasti non vengono raccolte.  Peccato.

 

Dal punto di vista di Silvia

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Il Leone di Kéa -


Oggi in gita a Ioulis, paesino arroccato sulla montagna per difendersi dai pirati e disposto ad anfiteatro verso il mare.

Ioulis


Il pullman percorre disinvolto la strada che serpeggia sui fianchi delle montagne e ci porta su su sempre più su e aprendoci la vista su questi antichi terrazzamenti a secco tempestati di chiesette ovunque.
Esploriamo le ripide viuzze tra le casette imbiancate a calce inerpicandoci fino in cima, dove troviamo un panificio! Compriamo il pane e ridiscendiamo a cercare il famoso leone di Kéa.

Leone di Kea

E’una scultura scolpita direttamente in loco su di un’enorme roccia, così, in mezzo al niente, ma fa la sua figura.
Io proseguo in cerca dell’agorà che mi ha indicato il fruttivendolo locale, dicendo che vale la pena vederla: all’incrocio di 4 stradine, un tempo percorse dai muli dei mercanti, dove facevano i loro affari.

Asino

E’ poco distante, la trovo, la fotografo e corro indietro a prendere il pullman che ci riporta al porto.
Durante il tragitto passiamo davanti a diverse spiagge dall’acqua cristallina (come piace a me) e pomeriggio ne approfitto per andare a fare un bagno!

Spiaggia di Kea

 

 

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Mercoledi 4 Luglio

Dal punto di vista di Silvia

- L'uomo che Sussurra ai Computers -


Stanotte avrò dormito sí e no 3 ore, mannaggia a me che mi sono offerta di svegliarmi alle 3 di notte per scaricare le acque nere!  Sarebbe stato facile, basta schiacciare un bottone, se non fosse che a quell’ora il bar di fronte alla barca era ancora pieno!
Non me la sentivo di scatenare un incidente diplomatico e di far scappare i clienti del bar in cui, solo qualche ora prima, ero stata a bere un Baileys per avere la password del wifi. Così torno a letto e posticipo la sveglia di un ora, ma non riesco a riaddormentarmi e quando sento che la musica cessa, mi apposto per vedere se stiano finalmente chiudendo. Ridendo e scherzando si son fatte le 4.30, anche i gestori se ne sono andati e riesco a compiere la mia missione: una decina di minuti in compagnia dell’inconfondibile e nauseabondo odore.

Nube tossica


Riuscirò a prendere sonno solo verso le 7.30 dopo una mini colazione, perché quando ho fame non riesco ad addormentarmi; tutta sta fatica per poi esser svegliata alle 9.

Ma anche per lui la giornata non è delle migliori: la passerà a formattare il pc!
Non vi dico il suo buon umore…
Anche perché ultimamente ce n’è sempre una in barca, dal mouse pazzo al radar che ciocca, dalla batteria perennemente scarica all’inverter che salta, dai programmi che perdono tutte le impostazioni alla pompa dell’acqua del (mio) serbatoio che si rompe… Shit happens!

 

Giovedi 5 Luglio

Dal punto di vista di Silvia

- Mykonos: che Figata -


Oggi pomeriggio ormeggio non facile al porto di Mykonos, il porto nuovo ma in progress, dove attraccano barche a vela, yacht e navi da crociera.

Porto Mykonos


Ci aiutano il port master, Nikos ed un capitano, Yorgos, che prontamente mi invita sulla sua barca a bere qualcosa. Da lí raggiungiamo dei suoi colleghi in una taverna vicina e mi ritrovo in mezzo ad una combriccola di lupi di mare a mangiare un’ottima grigliata di carne; così inizia la mia prima vera serata greca!


Inevitabile poi il giro a “down town”, il cuore di Mykonos, tra le viuzze bianche e traboccanti di vita e di giovani, fino al Caprice, bar cult affacciato sulla “Little Venise” ed al Jackie O’, il locale gay per eccellenza.

Venezia a Mykonos

Serata molto divertente, scoprire la città con una guida locale è proprio quel che ci voleva!
Ma Mykonos non finisce qua! Vuole portarmi in un altro locale sulla spiaggia, il Paradise non so cosa, ma inizio ad accusare la stanchezza ed alle 2 il capitano gentiluomo mi riporta in barca.

Venerdi 6 Luglio

Dal punto di vista di Silvia

- Mykonos e Dintorni -


Paolo prendere in affitto una macchina (perché nessuno dei due sa guidare lo scooter, che vergogna!) per girare l’isola e scoprirne le bellezze.

Panorama di Mykonos


Ceniamo nella “Little Venise”, il quartiere da dove si vede un bellissimo tramonto, con il sole che arrossisce prima di immergersi nel mare, seguito dall’applauso dei turisti (un po’ come quando atterra l’aereo, ahahah!)

Tramonto a Mykonos


Al ritorno faccio da tassista e poi vado a vedere se c’è qualcuno in banchina. Trovo il marinaio di Yorgos, Rolando, che si propone anche lui di farmi da guida.  Su di uno scooter, rigorosamente senza casco, passando da un locale all’altro, così inizia la mia seconda serata davvero greca!


Cerchiamo un posto chiamato Paradise non so cosa, dove dovrebbe esserci una bella serata, il problema è che qui praticamente tutte le spiagge-discoteche si chiamano Paradise, c’è il Paradise Beach, il Super Paradise, il Cavo Paradise, ecc. Finiamo in quest’ultima, gran posto sopra ad una scogliera, con piscina e delle casse enormi!
Stavolta faccio le 5, ma conto di recuperare il sonno perduto la mattina dopo…

Sabato 7 Luglio

Dal punto di vista di Silvia

- Mykonos Addio -


…e no!  Di nuovo sveglia alle 9 per andare a fare la spesa, approfittando della macchina e della presenza straordinaria di un vero supermercato.  Non ci sembra vero, riempiamo 2 carrelli e così siamo pronti per la partenza di domani o dopo, dipende dal vento.

Dopo pranzo vado a dormire, sono distrutta, forse non ho più il fisico, come dice gentilmente Paolo.  Mi sveglia alle 18 dicendo che saremmo partiti di lì a mezz’ora!

Repentino cambio di programma…e dei miei piani per la serata.

Ormai ci avevo preso gusto a questa vita notturna. Si respira veramente un’aria di vacanze e di divertimento, i ragazzi affittano quod per muoversi da una spiaggia all’altra, ci si clacsona quando ci si incontra, sembra il paese dei balocchi!
Perciò un po’ mi spiace partire.

Partenza tutt’altro che facile visto che tirando su l’ancora, ci portiamo dietro la catena dei vicini. Rolando viene a darci una mano e col mezzo marinaio ci libera, facendosi anche male ad una mano.

Andiamo ad ancorarci nella baia dei surfisti,

Mykonos baia surfisti


posto consigliatoci da Yorgos, che a sorpresa ci raggiunge in gommone per un ultimo saluto.

Potrebbe essere l’occasione per approfittarne e fare la mia ultima serata a Mykonos, ma non mi va di tirare troppo la corda e, senza invito esplicito, rimango in barca a consolarmi con una connessione wifi aperta!

Domenica 8 Luglio

Dal punto di vista di Silvia

- Che delusione -


Dopo una notte forzatamente tranquilla, per timore del Meltemi, partiamo alle 6.30 verso l’isola di Samos.

Traversata a tratti difficile e lunga, ma lo spirito di avventura di Paolo ci tiene ad avvicinarsi il più possibile alla Turchia e qua siamo a soli 2 km.

Purtroppo la baia di Pythagoreio non è riparata dal vento ed è già affollata, le raffiche di vento non danno tregua fino a sera ed abbiamo qualche problema ad ancorarci, trovare un posto innanzitutto e poi capire se l’ancora tiene.

Una bozza di programma prevede di raggiungere Didim, sito archeologico un po’ più a Sud sulla costa turca, per poi proseguire verso Kos dove Clara dovrebbe raggiungerci tra una decina di giorni.
Il meglio del viaggio sta per arrivare, Rodi, Santorini e Folegandros, le isole più belle delle Cicladi, quelle proprio da cartolina e dopo forse scenderemo fino alla costa Sud della Turchia, anche se ci hanno avvisato che lì non c’è vento e 40-45 gradi.

Invece “rien ne va plus”: il noto Meltemi e Clara hanno avuto la meglio e domani si farà dietro-front per tornare nelle acque più calme e già conosciute dello Ionio.
Almeno vedrò Zante.

L’altro lato positivo è che passeremo da Mykonos; da un lato mi fa piacere, ma dall’altro penso che alle volte sia meglio lasciare le cose come stanno per continuare a conservarne un buon ricordo.

Comunque sia, che peccato, che delusione…

Lunedi 9 Luglio

Dal punto di vista di Silvia

- Dietro Front -



Di solito, quando Paolo bussa alla mia porta per svegliarmi, sono già sveglia o in dormiveglia, stamattina invece dormivo di brutto.
I pensieri non hanno impiegato molto a rimettersi in ordine quando ho visto l’orologio (ore 6) ed una punta d’amarezza è riaffiorata quando il waypoint è stato spostato da Est a Ovest.

Mi godo la splendida alba tra Grecia e Turchia e torno a dormire.

Alba a Samos


La traversata è tutt’altro che facile ed arriviamo a Mykonos a metà pomeriggio.
Buttiamo l’ancora nella baia di Ornos, sembra tenere, ma un’ora dopo stiamo andando alla deriva, sveglio Paolo e ci riproviamo.

Non ho modo di scendere a terra né connessione wifi, quindi mi rassegno a leggere un libro…a Mykonos.

Martedi 10 Luglio

Dal punto di vista di Silvia

- Back in Kea -



Anche oggi il Meltemi soffia imperterrito ed in più dalle pendici delle isole scendono forti correnti catabatiche, fino a 45 nodi.
A fine giornata eccoci di ritorno a Kéa, la più tranquilla, e per noi rassicurante, delle Cicladi, dopo 2 giorni di viaggio ed un totale di circa 150 miglia.

Cartina tragitto

 
Ormeggiamo di poppa con qualche difficoltà a causa del vento, siamo messi un po’ di traverso, ma ci stiamo e l’ancora tiene.


Mentre ceniamo alla solita taverna di fronte alla barca, passa Niccolò, l’italiano trapiantato qua da un anno e mezzo. Si ferma a chiacchierare al tavolo con noi, poi Paolo, giustamente stremato da questi lunghi ed agitati giorni di navigazione, va a dormire e noi ci spostiamo in un bar lì vicino a bere un drink.


Drink invenzione di Niccolò, si chiama Red Bomb e si tratta di un bicchierone di vodka addolcito da fragole fresche. Lo realizzo solo più tardi perché ci mette un po’ a “salire”, ma quando arriva è ‘na botta! Quindi mentre lui improvvisa canzoni suonando la chitarra, io mi scolo 2 litri d’acqua!

Mercoledi 11 Luglio

Dal punto di vista di Silvia

- Hot Kea -


Se prima ci lamentavamo del troppo vento, ora ci lamentiamo della sua assenza e dei conseguenti 37 gradi all’ombra!

La giornata scorre tranquilla tra il canto delle cicale ed il tintinnio delle posate del ristorante di fronte, il “world famous Aristos”.

Nel pomeriggio passa a trovarci Niccolò’ e si propone gentilmente di venire a cucinare a bordo. Non c’è bisogno di dirlo due volte: affare fatto e parte alla ricerca di un branzino.

Torna verso le 21 con 3 corvine per cena e 2 amiche per il dopo cena!
La corvina è uno dei miei pesci preferiti, per la delicatezza della sua carne e per la quasi totale assenza di lische!
Niccolò’ cuoce i pesci al forno, con patate, olio, rosmarino, aglio ed un’abbondante spruzzata di vino bianco: buonissimi!!!

Niccolo


Dopo mangiato accogliamo sul pozzetto Marta e la sua amica. Parlano piuttosto bene inglese e rimangono a chiacchierare fino a tardi; per stasera anche Paolo fa le ore piccole!


2012 tappa 2.htm
2012-12-05