Crociera 2013 - Italia

Martedi' 14 Maggio

 

Dopo aver trascorso due anni a Vieste è giunto il momento di cambiare lidi...

Vieste è stata una base molto piacevole e comoda per navigare verso la Grecia ma, i 900 Km che separano la cittadina dal Lago maggiore rendono il viaggio in auto troppo lungo ed i collegamenti aerei nel periodo invernale sono pressochè assenti.

Il programma di viaggio di quest'anno sarà quindi quello di circumnavigare l'Italia per raggiungere il nuovo ormeggio nel marina di Porto Antico di Genova il quale dista circa due ore di auto da casa

 Il contratto con Vieste scadrà il 15 Maggio mentre quello con Genova inizierà il 13 Agosto e questi tre mesi mi daranno la possibilità di visitare con tutta calma la costa e le isole tirreniche dell' Italia.

Poco prima del 19 agosto rientrerò al lago perchè in quella data mia madre compirà 100 anni e ad un appuntomento così speciale non posso e non voglio mancare.

Lascerò Vieste con un caro saluto e un grazie alla famiglia Santoro e a Fiore del centro ormeggi che hanno avuto cura del PH8 in questo lungo periodo trascorso da loro.  Il viaggio, iniziera' senza Clara che preferisce ritornare a casa dopo avermi portato a Vieste.

 

Il serbatoio nafta di sinistra e' al 57%, quello di destra 56%.
Il motore di sinistra ha un totale di 1163.53 ore, quello di destra 1061.45.
La differenza c'e' sempre stata sin dall'inizio e non mi sono mai preoccupato di sistemarla.

Cerco di avviare il generatore, ma la batteria e' completamente scarica e per vetusta' non accetta piu' alcuna carica.  Non mi piace molto l'idea di navigare senza generatore ma quella di cambiare batteria a Vieste mi piace ancor meno.

Cosi' alle 10.10 lascio l'ormeggio, saluto Clara e Fiore, l'ormeggiatore che mi ha aiutato per questi due anni e mi metto in navigazione.  Sento subito che le eliche e gli scafi sono molto sporchi dato che perdo circa mezzo nodo di velocita'.

Alle 15.50 arrivo a Bari e con due ormeggiatori del cantiere ci mettiamo quasi un'ora ad ormeggiare a causa di un vento di circa 20 nodi che mi colpisce alle ore dieci e che mi sposta continuamente la prua.  E' una delle poche volte in cui vorrei avere un'elica di prua.

 

Mercoledi' 15 Maggio - Sabato 25 Maggio

Durante la permanenza a Bari arrivano Maurizio e Cecilia e come d'accordo si sistemano nella cabina degli ospiti.  Con mia sorpresa vengo a sapere che i due non si erano mai conosciuti prima d'ora dal vivo, solo per telefono. Cecilia dimostra di avere un carattere solare e non sembra che la cosa le importi piu' del tanto.  Dal mio punto di vista sono tutti e due adulti, anche se Maurizio potrebbe tranquillamente essere suo padre. Dopotutto, contenti loro...

cantiere a Bari Se possibile, gli scafi sono ancora piu' sporchi del solito

Al cantiere vengono controllati i motori ed il generatore.  Purtroppo il motore di sinistra ha una perdita di olio alla turbina.  Nulla di grave che potrebbe pregiudicare la partenza o peggio l'arrivo a Genova, cosi' mi assicura Peppino, il motorista del cantiere, ma vuol dire che dovro' tenere d'occhio il consumo dell'olio e che quest'autunno la turbina dovra' essere revisionata.  Mi rendo cosi' conto che anche per il PH8 gli anni passano.  Il varo e' stato otto anni fa, nel 2005 ed i primi acciacchi dell'eta' incominciano a manifestarsi anche per un' imbarcazione.  Nel complesso, non posso lamentarmi anche se dovro' dedicare piu' tempo alla manutenzione.

Cantiere a Bari Dopo la pulizia dei scfi con l'idropulitrice e due mani di antivegetativa gli scafi sembrano nuovi.

Prima di partire carichiamo un totale di 1977.5 litri di nafta, di cui 790 litri a destra, che dovrebbero bastarci fino a Genova.

Il serbatoio nafta di sinistra e' al 79%, quello di destra 89%.
I filtri nafta anteriori sono in funzione.
Il motore di sinistra ha un totale di 1170.10 ore, quello di destra 1067.78
Generatore 1260.5 ore

 

Domenica 26 Maggio

Finalmente lascio il cantiere con l'equipaggio al completo: Maurizio e Cecilia.

Il clima non e' ancora caldo, ma le previsioni sono buone.  Cosi', come stabilito la sera precedente decidiamo di partire.

Ore 7.15 lasciamo il porto di Bari, direzione Otranto.

Alle ore 13.17 siamo all'altezza di Brindisi, il vento e' di circa 25 nodi, ( la navigazione non e' cosi' tranquilla, soprattutto per Cecilia che e' alla sua prima esperienza).

Procediamo il nostro viaggio e alle 17.15 entriamo nel porto di Otranto.  Gentilmente la guardia costiera ci lascia ormeggiare all'inglese lungo la diga foranea avvisandoci che l'indomani avremmo dovuto lasciare llibero il posto per l'arrivo di una nave Albanese dalla quale e' meglio starne alla larga, molto alla larga.  Con molta cortesia vengono controllati e fotocopiati tutti i nostri documenti, dopotutto siamo nel porto piu' vicino all'Albania, le cui montagne si intravvedono all'orizzonte.

Procediamo il nostro viaggio e alle 17.15 entriamo nel porto di Otranto.

Otranto

 Gentilmente la guardia costiera ci lascia ormeggiare all'inglese lungo la diga foranea avvisandoci che l'indomani avremmo dovuto lasciare llibero il posto per l'arrivo di una nave Albanese dalla quale e' meglio starne alla larga, molto alla larga.  Con molta cortesia vengono controllati e fotocopiati tutti i nostri documenti, dopotutto siamo nel porto piu' vicino all'Albania, le cui montagne si intravvedono all'orizzonte.

Otranto Il porto di Otranto offre una grande rada protetta dove ci si puo' ancorare

Alla sera visitiamo la citta' vecchia situata in alto, per meglio difendersi nei secoli passati dalle incursioni dei pirati. Per festeggiare la prima navigazione ceniamo in uno dei tanti ristorantini; menu' a base di pesce.

Prima di andare a letto Cecilia mi chiede se puo' dormire sul divano in plancia.  Sono un po' stupito dalla richiesta ma acconsento ricordandole pero' che all'arrivo di Clara o Elizabeth dovra' lasciarlo libero. 

 

Il punto di vista di Cecilia

Inizia il mio viaggio, la mia nuova esperienza in mare!
Dopo alcuni giorni fermi a Bari oggi, finalmente partiamo!!

Arrivai a Bari alcuni giorni fa, esattamente giovedi' 23 Maggio e fu all'aeroporto che mi accolsero "il Signor Paul" che non vuole gli dia del lei, e Maurizio, l'aiutante di Paul, il quale mettendo in internet una proposta riguardante questa esperienza, mi ha permesso di essere qui.

Con Maurizio ho diviso la cabina equipaggio fino ad ora, ma da questa notte, con il permesso di Paul, dormiro' in plancia.  Benche' il letto sia molto comodo, tutto sommato non posso dire di conoscere Maurizio, le uniche informazioni che ho provengono da conversazioni telefoniche e messaggi via fb.
Ho scoperto che le sue abitudini notturne sono un po' troppo naturaliste rispetto alla mia "normalita' " per riuscire a condividere serenamente il letto... Saro' piu' chiara .. : dorme con il "coso" di fuori.. Viva la natura viva gli alternativi, ma.. "la mamma mi ha detto che per gli uomini "il richiamo della foresta non ha eta'.. ", dunque a me la plancia, a lui la cabina!
In piu', i 30 anni di differenza, e preciso, i miei sono 23 e i suoi over 50, fanno la differenza in quanto ai "suoni notturni".. benche' lui neghi, durante il sonno, sega legna per l'inverno!

Comunque per ora tutto bene, una grande carica e un bel po' di entusiasmo mi tengono compagnia anche perche' sono davvero curiosa di iniziare questo "viaggio".
A  parte il freddo che rompe la tanto attesa "atmosfera estiva" (.. e non solo quella!!), tutto il resto e' perfetto.  Il catamarano e' bellissimo e confortevole, e' provvisto di qualsiasi cosa! (lavatrice inclusa!!), mi sento molto fortunata e davvero felice.

Dunque poco dopo le 7 del mattino oggi partiamo!

Partenza da Bari

"OMG... oh my God!" questo e' cio' che frulla nella mia testa da un certo punto in poi del viaggio, mentre nello stomaco, .. colazione, cena, pranzo e tutto cio' che avevo ingerito probabilmente anche dal giorno prima, frullavano " causa moti del mare" !!
Un po' di cosiddetta "strizza"..(pura PAURA!!) mi ha raggiunta quando il vento e' aumentato e tutto ha iniziato a sbattere un po' qui e un po' li'.. io compresa! cosi', quatta quatta ho preferito mettermi lunga e distesa nel divano.

Centro di Otranto Fortunatamente, verso le 17.30 siamo al porto di Otranto.  Sospiro di sollievo!! Mi sono ripresa!
pronta per un piccolo giretto tra le vecchie mura della citta' e per mangiare nuovamente qualcosa.

Soddisfatta della mia prima navigazione!  Paul mi ha fatto i complimenti per non aver vomitato.. !  Apprezzo questa frase come un Gran complimento, per me e' una grande conquista dato questo movimentato inizio!!


Lunedi' 27 Maggio

Oggi siamo ancora nel porto di Otranto, ancorati nella baia.
Il tempo non e' ottimo e la temperatura dell'acqua e' intorno ai 18.6 gradi.

Mi dedico a verniciare la zona sinistra di poppa, mancano delle rifiniture e piu' tardi eseguo alcuni controlli generali in previsione della partenza prevista per domani ed avvio per la prima volta quest'anno il dissalatore.

Il serbatoio nafta di sinistra e' al 75%, quello di destra 84%.
Il  dissalatore ha un totale di 480 ore.

 

 Il punto di vista di Cecilia

Finestra sul mondo  Oggi, risveglio meraviglioso dopo un bel riposo in plancia da sola!  Questa, e' "la mia finestra sul mondo", che pace!
Prima lavatrice e "stesura panni" dopodiche' prova tender con Maurizio.

Paul mi dice che ci sono sul motore due piccole figure a rendere piu' semplice la comprensione nel posizionare "il tasto":

tartaruga e coniglio -tartaruga (velocita' minima) e
-coniglio (velocita' massima)!
..bene..! salgo e con Maurizio a bordo, provo ad accenderlo! waoh! al primo colpo!! peccato che dopo poco la scena diventa comica per chi osserva..: le mie abilita' nel direzionare il tender sono un po' scarse!! di conseguenza, del coniglio (la velocita' massima!) nessuna traccia.
Decido con l'approvazione di Maurizio di tornare al catamarano ma, ciliegina sulla torta, quasi giunti a destinazione, lui non mi dice di spegnere il motore e per non so quale fortunata ragione.. non ci finiamo sotto!!!

Siamo sani e salvi, ma la prova tender non e' ancora superata!! ..la mia in qualita' di allieva, o quella di Maurizio in qualita' di insegnante!?!? bah..!!!

 

Martedi' 28 Maggio

Dopo una giornata di meritato riposo al porto di Otranto oggi saremo nuovamente in viaggio.
Le previsioni sono buone e la destinazione prevista e' Porto Cesareo.

castro Ore 11.13 ci avviciniamo a Castro.
Il tempo e' un po' triste, in questi giorni e' difficile vedere il sole.  Sara' forse per questo che non c'e' anima viva ne' in mare ne' lungo la costa?

La costa con le rocce scoscese e le numerose grotte e' molto bella ma non ci soffermiamo (anche se Maurizio vorrebbe esplorarle con Cecilia) Io, ne ho viste tante, alcuni anni fa durante precedenti navigazioni lungo il Salento, quindi non sono interessato.

tricase Ore 11.35 ci avviciniamo a Tricase.

Tricase, paese d'origine di Elvira,l'assistente di sedia del mio dentista Dr. lenares e' molto carino.Passando a qui, la ricordo  volentieri pensando a come cerca, durante le sedute odontotecniche,  di alleviarmi un poco le torture che mi infligge  Antonio.

leuca 3 ore 12.30 Capo Santa Maria di Leuca.

Il mare e' disordinato, non c'e' una direzione precisa delle onde ma comunque continuiamo la nostra navigazione

Gallipoli Da lontano appare Gallipoli, che sembra essere un'isola, molto bella.  Basta non guardare a destra dove c'e' la citta' nuova.  

gallipoli 6 ore 15.25 entriamo nel vecchio porto di Gallipoli dove, alcuni anni fa, abbiamo passato diversi giorni ormeggiati per esplorare la vecchia citta', molto bella. Poi un ufficiale della guardia costiera ci ha cacciato senza darci una vera spiegazione dato che non davamo fastidio a nessuno e sia i pescatori del porticciolo che la Lega Navale ci avevano accolto con piacere

gallipoli 7 Il contrasto della citta' vecchia con la nuova e' impressionante e un grattacielo "ecomostro" ne esalta  la bruttura.

Quando vedo questi mostri mi torna in mente la differenza tra un medico ed un architetto:
I medici sotterrano i loro sbagli, mentre quelli degli architetti rimangono. 


Facciamo un giro all'interno del porto nuovo, del quale, purtroppo, non ho buoni ricordi. In un altra occasione,in compagnia di Lucilla ,partendo da Roccella Jonica arrivammo a Gallipoli che era oramai notte; sapendo che il marina era molto caro chiesi alla guardia costiera di potermi fermare in transito fino al primo mattino. Mi venne risposto che dovevo andare nel marina oppure ancorarmi fuori, nel luogo ufficiale dell' ancoraggio delle navi.A tale risposta decidemmo di proseguire il viaggio. Il defunto ministro Andreotti diceva che a pensar male si fa peccato, ma quasi mai si sbaglia..


Riprendiamo la navigazione verso Porto Cesareo che raggiungiamo alle ore 18.00.  Per qualche ragione che non ci e' molto chiara sia Maurizio che io vogliamo vedere Porto Cesareo, ma la delusione e' grande.  Il posto e' piatto e l'acqua poco profonda.  Un gommone ci raggiunge, chiediamo di passare la notte e ci viene suggerito  di scegliere tra un ormeggio a sinistra o uno a destra dell'entrata.  Mentalmente tiro una monetina e ci dirigiamo verso quello alla destra.  La profondita' dell'acqua  e' di circa 2 metri, dobbiamo schivare i corpi morti troppo piccoli e vicini al pontile per noi per cui non ci resta altra scelta che gettare l'ancora.

Maurizio raccontava sempre delle sue navigazioni ed esperienze con catamarani e barche a vela "normali" e dunque era venuto il momento di metterlo alla prova.  Gli dissi che avremmo gettato l'ancora e poi attraccato con la poppa al pontile, dove, nel frattempo, si era radunata un po' di gente.  Volevo mettere alla prova le sue doti di marinaio e organizzative nei comfronti di Cecilia e pertanto decisi di non dargli ordini dettagliati.  Con Clara abbiamo fatto molte volte  questo tipo di ormeggio senza dover ricorrere a particolari istruzioni dato che basta un po' di esperienza e buon senso e Maurizio diceva di averne da vendere.

Normalmente l'unico ordine che devo dare dall'alto del posto di manovra e' quando lasciare andare l'ancora, dato che dal davanti non c'e' abbastanza visuale verso poppa.  Nel momento giusto gli dico "giu' l'ancora" e con  mia grande sorpresa ha inizio un'operazione che in California viene chiamata "a chinese fire drill", un casino memorabile.  Maurizio lascia andare l'ancora, ma invece di accompagnare l'uscita della catena con la retromarcia dello scafo ne lascia cadere una quantita' eccessiva cosi che la catena non solo non guida lo scafo ma anche non mi da la minima idea se ha fatto presa sul fondo.  La catena si tende praticamente solo quando abbiamo raggiunto il pontile e per fortuna ha fatto presa, altrimenti avrei dovuto ripetere l'operazione.  Che questo sia il metodo dei velisti di "gettare" l'ancora?

Ad un paio di metri dal pontile e' il momento di lanciare una cima a terra.  Non importa se la distanza non e' perfetta, basta che la cima venga lanciata e la persona a terra la recuperi e la  fissi. E' il momento del fatidico "cima a terra" e mi aspettavo che Maurizio si fiondasse a poppa e facesse vedere a Cecilia un perfetto lancio da cow boy del mare, ma niente 

Rimane incollato al verricello dell'ancora e la povera Cecilia getta la cima, che naturalmente finisce in acqua e io devo stare attento che l'elica non la risucchi.

 

A questo punto il casino diventa confuso ed indescrivibile, con uno da terra che salta sulla barca e tre o quattro che urlano consigli ed ordini sia all'ormeggiatore che a me.  Finalmente Maurizio si degna di andare a poppa e dopo un po' la situazione ridiventa normale.  Altro che insegnare a Cecilia le sottigliezze dei compiti della gente del mare.

Commentando la scena, al telefono con Clara  mi dice che i velisti normalmente sono in molti a bordo e tutti hanno una postazione ben precisa mentre quelli delle barche a motore normalmente sono in pochi e devono schizzare da un posto all'altro.  OK messaggio ricevuto.  In futuro Maurizio verra' telecomandato come un robot.

 

Il punto di vista di Cecilia

Risveglio ore 8.20, raccolto i panni stesi, riposto negli armadi le mie cose e messo in sicurezza la cucina per la partenza.
In plancia sul divano e' sempre meglio!  Ho dormito benone!  L'unico incoveniente e' stata una zanzara che per circa un'ora mi ha gironzolato intorno e mi ha costretta ad infilarmi completamente sotto le coperte!!  Non e' stato un grande problema.. qui le temperature sono sui 20, massimo 21 gradi DI GIORNO figuriamoci di notte! .. Per essere gennaio al sud d'Italia non fa poi cosi' freddo!!!

La costa e' molto carina, anche se siamo entrati solo a Gallipoli.

Eccoci arrivati a Porto Cesareo nel tardo pomeriggio.
Il clima non era dei piu' rilassati e le ragioni furono varie: il fondale sabbioso era al limite rispetto alle misure di pescaggio del catamarano, la manovra di ancoraggio richiedeva molta precisione perche' dovevamo infilarci tra due piccole barche, i cui proprietari terrorizzati vagavano fissando parabordi senza tregua, alcuni spettatori del luogo si destreggiavano a dare indicazioni (a caso!) e per poco Paul non gli ha mandati "a quel" paese!  In piu'.. sempre loro, gli ormeggiatori tutto fare e dalle mille iniziative, nel momento in cui entrando di poppa ci siamo avvicinati alla banchina, hanno deciso in totale liberta' di saltare sul catamarano per prendersi da soli le cime.  La ragione numero uno di questo insolito scenario e' che la mia prima cima e' finita in acqua, complimenti per me!  E la ragione numero due e' che Maurizio era nelle mani dell'ancora, e non viceversa!!  Il fissaggio si e' poi risolto grazie all'aiuto di "un corpo morto" e del sostegno dell'ormeggiatore.
Paul, all'oscuro di tutto cio' poiche' rivolto con lo sguardo a prua e concentrato nel guidare, ha realizzato solo quando ormai il catamarano era invaso, che il suo duro lavoro di imbiancatura del giorno precendente era andato a remengo!!  La vernice ancora un po' fresca, era piu' sotto la suola delle scarpe degli ormeggiatori che sul pavimento a poppa!
Niente male per ognuno di noi!!
Per fortuna ora e' tutto sotto controllo, dopo questo arduo pomeriggio senza dubbi non andremo a letto tardi!  Domani lasceremo il porto, percio' altre manovre ci attendono.

 

Mercoledi' 29 Maggio

Alle ore 8.20 lasciamo Porto Cesareo per raggiungere Marina Laghi di Sibari, a circa 69 miglia.   Nel Porto Cesareo l'acqua e' molto limpida ma il fondale e' poco profondo e l'entrata di questa grande baia mi ricorda i passaggi nelle barriere coralline.  Nella baia non c'e' vento, ma appena usciamo, ci accorgiamo della sua presenza con direzione  Sud Ovest.

Cecilia osserva le manovre che eseguo dal ponte superiore con tra le mani il remote control , una scatola con manopole ed interruttori, e lo definisce "joystick".  Le spiego che il joystick e' un'altra cosa ed inizio a spiegarle il significato e l'origine della parola, divertondomi ad osservare il suo stupore.  La conversazione e' decisamente spiritosa e poco dopo Cecilia non ha piu' alcun dubbio che quell'oggetto tra le mie mani non puo' piu' essere definito "joystick" !

Sono le 10.40 ed a causa della direzione delle onde, le quali sono esattamente in fronte a noi  siamo costretti a cambiare continuamente la nostra rotta
Ore 13.45 siamo a Capo  Libeccio.

La navigazione diventa movimentata e alle ore 17.10  mancano ancora 6 miglia all'arrivo al Marina Laghi di Sibari.  Chiamiamo il porto i quali ci dicono che la zona e' inagibile perche' stanno dragando il canale d'entrata. Siamo cosi' costretti ad invertire la rotta e ci dirigiamo verso Marina di Policoro,che raggiungiamo  alle 19.30.

L'ingresso del porto e' abbastanza stretto e poi si e' costretti ad una brusca svolta a sinistra, perche' se si continua dritto si sa in un piccolo braccio senza uscita che termina su una spiaggia di sabbia.  La cosa mi ricorda vagamente le vie di fuga delle corse di formula 1.  Sbagli la curva e ti insabbi. 

ingresso porto Policoro
Avevo comunicato via radio con il marina e avevo chiesto come era l'entrata del porto con queste onde e vento.  Niente di speciale fu la risposta sibillina, basta aspettare il momento giusto.

Cosi' mi avvicino all'ingresso pilotando dalla plancia, per aver tutto sott'occhio.  C'e' il vento ed il mare che ci sospingono verso l'entrata, ma anche un'onda morta di traverso, che potrebbe spingerci sul molo d'entrata alla nostra destra.


Dalla plancia non si riesce a vedere esattamente il periodo dell'onda morta e non mi fido di Maurizio, dopo la nostra avventura del Porto Cesareo.

Quando siamo all'altezza dei moli d'entrata arriva un' onda morta di traverso (naturalmente non vista) che ci solleva per poi voler buttarci contro il molo.  C'e' voluta molta potenza dei motori per contrastare l'onda e rimetterci in centro al canale e poi tutto il motore di sinistra in retromarcia per fare la curva a sinistra e non finire sulla spiaggia della "via di fuga".

Ingresso al porto di Policoro. Superato l'ingresso appare per mia grande sorpresa un grande bacino con un marina molto bello e ben attrezzato.

 

Il punto di vista di Cecilia

Per svegliarmi dal sonno tombale in cui sono caduta la notte passata, ho deciso di prendere un po' d'aria fresca delle ore 8.30 sul ponte con Paul.  Lui intento a fare le manovre, io rintronata a osservarlo.  Tant'e' che la mia astuzia mattutina mi porta a fare una meravigliosa gaffe con lui.  Ancora un po' addormentata esordisco con testuali parole: " Ma che forte! con il joystick che hai mano puoi guidare da qui sopra!?!  Bello!!".  Paul, con un sorriso stretto a fatica tra i denti mi ha simpaticamente risposto: "No Cecilia!!  Questo non e' un joystick.  Hai mai pensato a cosa vuol dire questa parola?  Da dove ne derivi il suo significato?".  Una folata di aria fredda mi ha svegliata e scoppiando in una risata un po' imbarazzata ho soltanto esclamato un' "ODDIOOOO!!   Ma davvero??".  Ebbene si', ho scoperto che la parola ha origini risalenti agli inizi del 1900, quando in aviazione, per controllare i movimenti dell'aereo veniva utilizzata un'asta, posizionata tra le gambe del pilota e che ruotava nelle diverse direzioni.  Ma il dilemma non fu questo!  Il fatto che l'asta fosse posta in quella posizione, e che i movimenti di guida fossero "destra e sinistra", "su e giu' ", portarono nel corso del tempo ad allusioni e associazioni sessuali.  Dunque, la parola Joystick, divenne cosi' lo slang utilizzato per definire il "membro maschile", portando alla conclusione, o facendo venire quanto meno il dubbio, che la desinenza "JOY", venne data piu' per ragioni sessuali che non per la JOYosa sensazione di volare con un'asta tremante tra le gambe!  Ancora oggi questo e' un mistero da sfatare!

La conversazione e' poi proseguita tra battute e precisazioni, ma senza dubbio, d'ora in poi, "tra queste mura" codesta parola non uscira' piu' dalla mia bocca!!!

Il viaggio procede serenamente, riesco ad uscire anche sul ponte a prendere un po' di sole almeno nelle gambe e in viso, perche' per il resto, di costume non c'e' speranza, il vento e' troppo freddo da concedere un'abbronzatura "normale", ma.. ecco che una sorpresa a me poco gradita, irrompe nella giornata.
Maledetto tempo e le sue conseguenze!!!  Onde anomale in un mare quasi in burrasca, vento da tutte le parti, acqua ovunque e onde cosi' alte da coprire completamente il catamarano.

In navigazioine Resto per un po' ad osservare da fuori, seduta sul pavimento ed aggrappata alla ringhiera.  Bastano pochi minuti e mi ritrovo letteralmente investita da un'onda e con la maglia fradicia.  Cosi' decido di rientrare, ed e' li' che inizia la mia sofferenza!
Il mio stomaco decide di contrarsi a tal punto di diventare una dolorosa poltiglia , sento un po' di nausea e che tutto e' sotto-sopra.  Esperta ormai del mio segreto e in possesso ormai da alcune notti di una parte del divano, non ci penso due volte e vado a coricarmi.  Mi addormento per fortuna per una buona parte del tragitto, e all'alba delle 19.30  inoltrate siamo a Marina di Policoro, un bel porto che fortunatamente ci accoglie.  Nonostante l'intensita' della giornata, le uniche foto che ho scattato raccontano tutt'altro..   Unico momento di pace in queste 11 ore di navigazione.
 
 

30 Maggio - 2 Giugno

In questi giorni siamo fermi al Marina Agri (il nome ufficiale del Porto di Policoro) in attesa di previsioni meteo piu' favorevoli per la prossima navigazione.
Il porto e' praticamente nuovo e molto bello.  Il progetto complessivo e' di 350 ettari tra spiagge, pinete, ville e residenze dotate di giardino e ormeggio privato,  bar, ristorante e  cantiere navale, tutti servizi di qualita'.  Una specie di Port Grimaud, in Francia.

Rimango stupito per quest'opera faraonica (anche se non ancora terminata) della quale non avevo mai sentito parlare e fuori dalla rotta usata dai diportirsi per portarsi dal Tirreno all'Adriatico ed in Grecia.  E contrariamente a molte opere del sud i manufatti sono tutti costruiti bene ed anche la manutenzione e' fatta bene.  Purtroppo dal nord bisogna passare dall'aeroporto di Bari per poi prendere un autobus .  Anche la cittadina di Policoro e' carina, ma a circa due chilometri dal marina.

porto di Policoro 3

Le villette all'interno del porto:

policoro   

policoro2 

Mentre aspettiamo il bel tempo Cecilia e Maurizio vanno in paese con due biciclette, fornite dal porto.  Raccomando a Maurizio di comperare della frutta e verdura locale.  Maurizio ritorna lamentandosi della fatica fatta a pedalare contro vento fino al paese, dove l'unico negozio che visita e' un supermercato Conad e tra i suoi acquisti c'e' una scatola di Ananas e del pan Bimbo.  Alla faccia degli acquisti chilometro zero.  Mi viene il dubbio che non sa neanche cosa significhi.

Vini locali Quando sono andato io a fare delle compere ho trovato queste tre bottiglie di vino. 

Certo che al sud ne hanno di fantasia.

L'ingresso al Porto:

Il punto di vista di Cecilia

Dopo la navigazione passata ieri e le condizioni meteo che non ci aiutano, decidiamo di fermarci qualche giorno qui al porto di Policoro in modo da permetterci anche di sistemare il catamarano, pulirlo, fare rifornimenti vari, di cui cibo e bevande.  Ed e' infatti in uno di questi giorni che affittiamo le biciclette per raggiungere il centro, ed io, inizialmente con l'aiuto di Maurizio, vado a fare i primi acquisti "utili" per rifornire la cambusa.  Ovviamente con le biciclette non possiamo caricarci molto, e il modo che ha Maurizio di affrontare le giornate mi colpisce sempre di piu'.  L'impressione che ho di lui rispecchia per me sempre piu' un'espressione usata dalle mie parti, ossia: "Voja da travaje' saut'me doss" (che tradotto vuol dire: voglia di lavorare saltami addosso).  Ammetto che io ho poco piu' di vent'anni e sono piena di energie, entusiasmo etc etc..  Ma a giudicare dal suo atteggiamento mi sembra che se puo' passare il suo tempo a riposare, e dico ore ed ore..! non ci pensa due volte, cosi' anche quando e' ora di prendere il nostro mezzo per raggiungere il centro mi sembra di chiedergli la luna visto che e' scocciato.  Peggio per lui!  In ogni caso dopo parecchi chilometri, ben piu' lontano di quanto pensassi e grazie alle intuizioni pessime di Maurizio che ci hanno fatto pure allungare il giro...  Entro in un minimarket mentre lui "guarda" le biciclette e torniamo indietro.
Il male al fondo schiena, a causa dei sellini durissimi, e i pochi acquisti sono fatti, ma Paul non e' troppo soddisfatto in quanto predilige cibi freschi e del luogo, possibilmente a km 0 e invece noi siamo tornati a casa con una busta CONAD.. Lascio immaginare la sua espressione di disapprovazione...!! Il giorno dopo infatti sono andata con lui e a parte l'atmosfera decisamente piu' allegra e che mi metteva anche piu' a mio agio, ho avuto modo di comprendere cosa intendesse lui per spesa.  D'ora in poi forse saro' un po' piu' pratica!

  centro policoro

policoro

Comunque sempre in questi giorni il feeling tra me e Maurizio e' messo un po' alla prova.  Premetto che dal terzo giorno in cui sono salita a bordo ho sempre cucinato io, e non che sia un problema intendiamoci, ma nel momento in cui gli accordi tra me e lui sono diversi, ossia che lui si dovrebbe occupare di preparare e tenere in ordine la cucina ed io dovrei, se desidero, aiutarlo ed imparare eventualmente qualche ricetta, se cio' non si verifica, mi infastidisco un po' e probabilmente a lui questo non piace.  Da quel terzo giorno ad oggi manco un piatto ha lavato!  E nemmeno mi ha mai chiesto se ho bisogno.  In piu' ha l'abitudine di bere parecchio tra birra e vino in bottiglie di vetro, percio' il bidone e' spesso pieno, ma non si preoccupa mai di svuotarlo!  Cosi' , ho deciso di buttare la pattumiera ed evento straordinario, ha deciso di aiutarmi.  Sara' forse perche' c'e' la pasta sul fuoco e cerca di sgattaiolare dalla prova cottura?!?!?  Mah..
Comunque nella nostra operazione di "ricerca bidoni della spazzatura", Mauizio decide di dirmi che gli ho rotto i co****ni.  La ragione mi e' ancora poco chiara perche' non me l'ha detta, anzi, ha rimarcato che se continuo "COSI' " me lo dira' ben piu' di una volta.  A questo punto vorrei sapere cosa vuol dire "cosi' " !  Ha completamente delegato a me il suo ruolo a bordo e mi insulta pure??!?! NCSP.. Non Ci Siamo Proprio.  Scarico la mia immondizia e lo lascio per i cavoli suoi e nel tornare in barca inizio a meditare su come risolvere la situazione.
Sono un po' in difficolta', non mi piace il suo atteggiamento, ma decido di parlare con Paul e Maurizio di questa situazione.
Per farla breve, anche se poi tanto breve non e'.. Maurizio dice che per lui non e' un problema preparare i pasti, ma che anzi e' abituato a numeri ben piu' grandi che non solo 3 come siamo noi, dunque non ci saranno piu' problemi d'ora in poi.  Per l'insulto che ho ricevuto dice che era arrabbiato per ragioni personali e che comunque avremo modo di chiarire.  Sostiene che per instaurare un buon feeling ci vuole tempo.  Non so di che feeling parli lui, ma per me e' gia' belle che visto il feeling che ho con lui..  Se lui fa il suo dovere e mi rispetta io non ho ragioni per "disturbarlo", altrimenti potra' dirmi che sono una R.C. ogni volta che vuole, ma non faccio le cose al posto suo per altro senza un minimo di riconoscenza.  Vedremo..
Domani partiremo, chissa' che la navigazione aiuti a meditare.

 

 Lunedi' 3 Giugno 

alba policoro

Alle ore 7.25 lasciamo il porto di Policoro in direzione Le Castelle.

Il serbatoio nafta di sinistra e' al 68%, quello di destra 77%.
Il  motore di sinistra ha 1201.77 ore, quello di destra 1099.41.

La costa prevalentemente collinare e' molto bella e piuttosto rigogliosa.  Il mare ed il vento risultano calmi e la navigazione procede in modo del tutto tranquillo.  Sono le 8 del mattino quando un grande gruppo di delfini viene incontro al catamarano ed inizia a saltare da uno scafo all'altro,  25 o forse piu', e seguono perfettamente i 10 nodi di velocita' del catamarano!  Eccezionali.

delfini

delfini2

Ore 11.45 Punta Alice, ore 13.45 Crotone, ore 14.08 Capo Colonna, ore 15.12 Capo Rizzuto.

A questo punto il mare a prua inizia ad essere confuso.

Le Castelle .Alle 15.55 raggiungiamo il porto de Le Castelle, nella parte riservata ai peschereggi, perche' siamo troppo grandi per entrare nella parte del porto riservataai diportisti, la maggioranza  velisti.  Ci mettiamo all'inglese all'entrata del porto vicino ad una barca a vela affondata dove un pescatore su un'imbarcazione piccola ci garantisce che non disturberemo i peschereggi.  Il "pescatore" si presenta come il proprietario del piu' bel ristorante del paese, proprio all'inizio del porto.   

Ovviamente e' una persona importante del luogo e ci consiglia di cenare da lui.  Un po perche' ci ha aiutato nel trovare l'ormeggio ed un po' perche' ci ha invogliato delle meraviglie della sua cucina, ceniamo da lui.  Siamo gli unici clienti e dopo che il cuoco ha inutilmente cercato di convincerci ad ordinare un'aragosta, chiediamo un dentice cotto al sale.  La cena e' mediocre, ma il conto molto salato..

Gia' nel 2010, con Clara e Lucilla abbiamo cenato in questo ristorante, dove un cameriere che definirei improvvisato ha dimenticato di portarmi la mia portata e poi ha sbuffato quando Lucilla gli ha chiesto del ghiaccio per il suo Jaegermeister.

Dopo che abbiamo ormeggiato, spiego ad una famigliola francese su una barca a vela di circa 11 metri, composta dai genitori e due bambini di circa due e tre anni ed un terzo in arrivo (ovviamente non hanno la televisione a bordo), che non possono rimanere nel posto dei peschereggi e li invito di mettersi "a pacchetto" di fianco a noi.  La famiglia di francesi era in navigazione perche' aveva deciso di prendersi un cosidetto " anno sabatico"in barca. Maurizio e' tutto entusiasto della famigliola e dell' educazione dei figli, io invece li considero dei pazzi, anche considerando i pericoli ai quali possono andare incontro i due bambini su un'imbarcazione cosi' piccola.

Dopo aver risolto i vari problemi dell'ormeggio, Maurizio, che e' rimasto in silenzio tutto il tempo, con stupore mi dice che sono anche capace di fare le pubbliche relazioni.

 

Il punto di vista di Cecilia

alba Sveglia all'alba, nel vero senso della parola!  Alle 5 ero gia' con gli occhi aperti perche' non volevo perdermi il sorgere del sole ed ero curiosa di vedere gli spostamenti tecnici.  Maurizio, si e' svegliato per ultimo come al solito.  Ieri sera ha detto a Paul che appena sente i motori lui scatta come una molla dal letto..  sara' vero cio' dice ma l'apparenza e' ai miei occhi un po' diversa... Paul ha acceso i motori alle 6 e Maurizio e' arrivato dopo venti minuti..  O ha problemi d'udito o forse in quanto a concezione di "molla" abbiamo dei parametri un po' diversi.  Resta il fatto che dopo averlo aiutato un po' con le cime sono andata sul ponte di comando ad osservare gli spostamenti di Paul.

Policoro e' stata una bella tappa, e tutto sommato mi ha permesso di chiarire almeno apparentemente alcune cose di quotidiana convivenza.  Si ricomincia con le navigazioni, sono sempre un po' preoccupata ma credo e spero oggi vada meglio date le accurate attenzioni riguardanti il meteo!!
Le notizie del giorno sono: abbandono del porto di Policoro.  Ecco il Capitano Paul alla guida mattutina:

paul

Magnifico avvistamento di delfini, dolori al fondoschiena a causa dei chilometri fatti in bicicletta nei giorni passati, e a causa del primo sole finalmente arrivato dopo giorni e giorni di vento freddo!!  Raggiunto il porto de Le Castelle con tanto di passeggiata per il centro, dove abbiamo visto da lontano il castello e trovato simpatiche bancarelle:

le castelle 03

nasocchio 

Poi cena con vista mare al ristorante del posto. 

ristorante 

Buon dentice al sale con patate al forno!  Waoh!!  Pronta per la notte, domattina altro risveglio all'alba.  Direzione Roccella Jonica.

 

Martedi' 4 giugno

Ore 6.30 lasciamo il porto de Le Castelle.  Completa assenza di vento e il mare e' calmo.  Spero di attraversare il golfo di Squillace senza troppi problemi, visto la reputazione del golfo e la mia precedente esperienza. I pescatori locali mi hanno consigliato di stare il piu' possibile vicino alla costa, consiglio che mi affretto a seguire, con una navigazione calma e senza onde.

Ore 9.21 siamo all'altezza di Soverato, la nostra distanza dalla costa e' di soltanto 1,5 miglia.  Ore 11.08 Monasterace Marina.
Ore 12.20 siamo a Roccella Jonica, la nostra destinazione dove veniamo accolti da Francesco Lombardo, che dirige le operazioni nel porto e si dimostra subito molto cordiale.

 

 

Il porto e' ancora sotto sequestro e non c'e' elettricita'. All'entrata del porto, dato che penso di rimanere alcuni giorni, chiedo via radio di poter ormeggiare all'inglese in fondo al porto, praticamente nello stesso posto dove avevamo ormeggiato tre anni fa.  Francesco e' piu' che contento di esaudire la mia richiesta perche', in questo modo, lasciamo libere le banchine  delle imbarcazioni in transito.

 

Il porto e' ancora sotto sequestro e non c'e' elettricita'. All'entrata del porto, dato che penso di rimanere alcuni giorni, chiedo via radio di poter ormeggiare all'inglese in fondo al porto, praticamente nello stesso posto dove avevamo ormeggiato tre anni fa.  Francesco e' piu' che contento di esaudire la mia richiesta perche', in questo modo, lasciamo libere le banchine  delle imbarcazioni in transito.

Quando ho comunicato che saremmo rimasti alcuni giorni ,Maurizio non era molto contento mentre  Cecilia apprezzava il fatto di passare alcuni giorni in tranquillita'.

 

Il punto di vista di Cecilia

Partenza per il nuovo porto, sveglia mattutina come ultimamente accade sovente!  Inizio a farci una buona abitudine, mi sento bene quando mi sveglio presto!  Sistemo come al solito il "mio divano" e vado a fare colazione, poi torno in plancia e resto con Paul per buona parte della navigazione.  Maurizio e' tornato nel letto a dormire, dice che si sente inutile perche' durante la navigazione non c'e' niente da fare..  Non e' un gran problema, preferisco decisamente la compagnia di Paul che la sua, anche perche' son piu' le volte in cui mi mordo la lingua per non contestare le sue teorie, che non quelle in cui ci sia uno scambio d'opinione normale.  Poco importa, resto in plancia con Paul, il quale mi mostra le sue foto del matrimonio a Las Vegas! Fortissimo!!  Il tempo passa in fretta e la navigazione e' tranquillissima.  In poche ore infatti siamo a Roccella Jonica.  Io non conosco il posto ma Paul, che e' gia' stato in passato, mi ha detto essere molto carino.  Sono curiosa!  Ci fermeremo alcuni giorni, non sappiamo ancora quanto. Io sono contenta, se lui dice che e' un bel luogo mi fido! 

 

5-9 Giugno

 

 

Controlli vari, pulizie e tutto sommato anche un po' di relax a Roccella Jonica.

 

Per Maurizio invece ogni giorno il suo rapporto con Cecilia diventa piu' stressante .  Si alza tardi, non fa piu' niente, praticamente passa tutto il suo tempo o a letto o al bar del ristorante.  Lo lascio fare per alcuni giorni perche' cerco di capire che cosa realmente sta' succedendo.  La sera del 9 giugno non ne posso piu' e praticamente lo attacco con un "e' possibile che ti comporti cosi' perche' non te l'ha data?" riferendomi naturalmente alle sue aspettative con Cecilia.  Maurizio nega decisamente e quasi ci credo.  Deve esserci sotto qualcosa d'altro.  Prima che va di nuovo al ristorante gli dico che domattina mi dovra' dare una spiegazione per il suo comportamento.

Ne parlo con Clara pensiamo che la non avventura con Cecilia sia un po' una scusa ma che la ragione vera e' che Maurizio dimostra i sintomi di una persona alcolizzata e non piu' capace di fare una vita normale di bordo.   Vedremo cosa mi dira' domani.

 

Il punto di vista di Cecilia

Roccella e' meravigliosa!  Paul ed io abbiamo preso le biciclette e abbiamo fatto spese nel centro del paese.  Stupefacente!  La gente locale e' gentilissima, sorridente, rilassata..  Mi sembra di essere nel paese dei balocchi!  Ho conosciuto anche i ragazzi del ristorante che c'e' qui al porto.  Oltre ad essere simpaticissimi e cordiali, mi offrono sempre il caffe' o qualsiasi cosa io decida di prendere.  Dalle mie parti queste cose non succedono cosi' sovente!!  Ogni sera sono sempre li' con loro dopo cena, raggiungo il ristorante dopo aver fatto le mie faccende di casa, ormai, ho capito che Maurizio e' su un'altro pianeta, dice che si sente un'orca spiaggiata ogni volta che ci fermiamo per piu' di due, tre giorni nello stesso posto.  Non sa cosa fare, si annoia e quindi dorme.  Se non dorme e' al bar o al ristorante, percio' son diverse sere che cucino io per me e Paul, ma quando tutto e' sistemato, corro al ristorante per divertirmi con i ragazzi.  Una di queste sere per gioco mi son messa a cantare e gli ho sorpresi tutti!  Mi hanno fatto un sacco di complimenti ed e' stato molto bello.  Mi sembra di essere quasi con persone che conosco da una vita!  Sono tornata a casa alle 4 del mattino ben piu' di una sera!  Mi chiedono sempre di cantare una canzone e poi chiacchieriamo senza sosta.  Fantastico, mi sento trattata come una principessa.

Roccella Jonica

Ho conosciuto un ragazzo che si e' offerto di portarmi a visitare il paese.  Volevo vedere il panorama dal castello e mi ha accompagnata.  Che gentleman!!  Ed e' pure un bel tipo!!!


 

Ho trovato una spiaggia molto carina non distante dal porto.  C'e' un piccolo molo che mi piace tantissimo.  A volte vado e resto un'oretta a guardarmi intorno e pensare, prendo un po' di sole e mi rilasso.

Roccella Jonica 

Mi godo le giornate, inizia ad essere bello caldo.  Vorrei fare il bagno al mare ma fa troppo freddo.  La temperatura e' di 19 gradi!   

Lunedi' 10 Giugno

Alle 8 e 30 sveglio Maurizio bussando alla porta della cabina.  Esce con gli occhi iniettati di sangue e gli dico che mi deve una spiegazione per il suo comportamento degli ultimi giorni.

Non cerca di giustificarsi ma semplicemente mi annuncia che intende lasciare la barca.  Mi aspettavo che mi mettesse davanti alla scelta o me o Cecilia ma la sua "fuga" mi conferma che l'individuo mostra tutti i sintomi di un alcolizzato in uno stadio avanzato.

Gli ricordo che mi deve i soldi del compenso che avevamo pattuito per i tre mesi di permanenza a bordo.  Annuisce ma dice che non li ha piu'.  Io (da stupido ed in buona fede) glieli avevo dato tutti all'inizio quando me li aveva chiesti quasi implorando perche' aveva dei debiti da pagare.

Cosi' l'uomo di mare, attaccato alle tradizioni marine sbarca, non curandosi minimamente del fatto che oltre ai soldi aveva anche preso un impegno ben preciso.  Per un tale comportamento nei secoli passati sarebbe stato impiccato dall'albero maestro o gli avrebbero fatto fare tre giri di chiglia che procura una morte lenta e dolorosissima causata dalle infezioni  dei denti di cane presenti sugli scafi.  Peccato, per alcune ore avrei voluto tornare indietro di tre secoli.

Cecilia invece che si era dimostrata una persona solare e volenterosa, anche se non molto esperta come marinaia, accetta volentieri di continuare il viaggio fino a Genova.

Per non lasciare Cecilia sola nei primi giorni di navigazione chiedo a Clara se ci puo' raggiungere a Roccella Jonica.

 

Il punto di vista di Cecilia
- Maurizio Story, capitolo 1 e capitolo chiuso, spero! -

"Oggi, 10 giugno alle ore 9.45 il Signor Maurizio Vanzetti decide di sbarcare" . E' la notizia clamorosa di oggi, che scritta cosi', a me ricorda le notizie ANSA quando al mattino accendi il telegiornale, ma la realta' e' che a constatare la notizia sono io di persona ed e' tutto alquanto assurdo.  Dopo diversi scambi d'opinione con Paul negli ultimi giorni ed alcune valutazioni personali riguardo all'atteggiamento di Maurizio, questa mattina e' arrivata la suddetta conclusione.

Dunque.., da dove potrei iniziare??  Forse le ultime 48 ore sono sufficienti, ma considerata la meravigliosa opportunita' di scrivere e ricordare la strana realta', non perdero' l'occasione di esporre il "IL PUNTO DI VISTA DI CECILIA" riguardo il signor Maurizio.

La domanda e': come mai Maurizio, l'esperto veliero ha deciso di sbarcare???
Io ancora non lo so, posso pero' dire che forse, un barlume di intelligenza ha colpito la sua mente e l'ha portato a comprendere da solo che questo non era il posto in cui lui stesso voleva stare.  O forse, date le oggettive circostanze e i suoi atteggiamenti, la mia personale deduzione e' che le sue aspettative di riuscire ad affascinare la giovane donzella, ossia la sottoscritta, siano state infrante e che il confronto con Paul gli abbia decisamente fatto mettere in discussione le sue abilita' e conoscenze in quanto "Uomo di mare".  Ma piu' che "Uomo" e "di mare" io oggi lo definirei "sbiadito cinquantenne lumacone" con la oscena presunzione di sentirsi ancora macho come quando lui stesso ha detto, giocava a rugby..  NO COMMENT.  Comunque ribadisco che io non so le sue ragioni, ma so che cosa andro' a raccontare e lascio a chi magari leggera' questo diario, trovare una spiegazione alla sua scelta decisiva di sbarcare.

Giusto due giorni fa, 8 giugno, ho avuto un piccolo screzio con Maurizio riguardo l'organizzazione della cucina ed in particolar modo riguardo al preparare i pasti quando e' ora di mangiare.  Il mio problema e' che non sopporto chi dice bugie, chi non e' chiaro e chi soprattutto mi prende in giro ed in questo caso, Maurizio ha colpito tutti i punti!  Da diversi giorni affittiamo le biciclette per andare in paese ma entro le ore 19 dobbiamo restituirle perche' il proprietario chiude il locale, dunque, ho chiesto a Maurizio se mi aiutava a portare le biciclette indietro, e lui gentilmente si e' offerto di portarne addirittura due da solo.  Erano le 18.40 quando si e' avviato verso il locale, e ci tengo a precisare che dista 200 metri da dove e' la barca, sicche' in pochi minuti vai e torni senza troppa fatica, ma.. dopo un'ora di attesa Maurizio non era ancora tornato.  Di solito ceniamo tra le 19.30 e le 20, percio' di mia iniziativa, e coi nervi a fior di pelle, ho deciso di accendere l'acqua per la pasta e preparare la "famosa carbonara" che se era per Maurizio si preparava da sola!  Poco dopo le 20.15 Maurizio torna spavaldo e come se tutto fosse normale. Aprendo il frigo mi chiede se voglio un  po' di panna per il sugo.  Io, ben piu' che scocciata e con l'unico pacco di panna esistente a bordo gia' tra le mani gli ho risposto dicendogli che se nei prossimi giorni non si fosse presentato al momento di cucinare, io avrei preparato solo per me e per Paul.  Colmo dei colmi, ma era sospettabile, cosa mi risponde lui??? "NON C'E' PROBLEMA, ANZI, FAI BENE".
SCUSA?!?!?!?!??!?!?  Io, con una calma stupefacente gli ho risposto "Lo so che per te non c'e' problema, anzi, ti fa pure comodo.  Ho proprio capito che non hai voglia di fare niente."  Lui, non so se per educazione o maleducazione, non ha detto nulla, e' uscito per l'ennesima volta ed e' andato a mangiare al ristorante.

Il giorno dopo, ossia il 9 giugno, Maurizio si e' svegliato alle ore 15,40, nel bel mezzo del pomeriggio e, senza dire ne' A ne' B, e' uscito dalla barca abdicando completamente al suo ruolo di "cuciniere" per l'ennesima volta e mancando di totale rispetto nei nostri confronti.  Probabilmente era stanco di far niente e ha sentito il bisogno di riposare, so pero' che io, proprio ieri sera, dopo aver fatto alcuni lavori sulla barca, aver preparato il pranzo ed essermi assicurata che per Paul non fosse un problema, sono stata al ristorante del porto ad "aiutare" i ragazzi durante l'orario di lavoro serale.  Cosi', mentre alle ore 18.50 circa raggiungevo il posto, intravedo Maurizio perso nei pensieri, e forse anche un po' nel bicchiere di troppo, seduto in una panchina all'interno della pineta che costeggia il molo.  Ovviamente, e dico ovviamente perche' ho le mie ragioni, non gli rivolgo parola, ma lui a dir la verita' forse, manco mi vede.  Resta il fatto che poco dopo lo vedo arrivare al ristorante, si siede, ordina una birra e qualcosa da mangiare e si fissa a guardare lo schermo della tv, con totale disinvoltura.
Poco dopo, verso le 20 arriva anche Paul, il quale, un po' per scelta sua, un po' per consentirmi di andare al ristorante, aveva deciso di mangiarsi una pizza, ed io, quando lo vedo mi siedo con lui.
Insomma, il quadro della scena e' Maurizio all'interno del ristorante per conto suo, senza aver comunicato qualcosa a qualcuno dalla sera precedente, ed io e Paul seduti in un tavolo all'aperto a chiacchierare dell'assurdita' della situazione.

Paul paga il conto, ed insieme ad un signore olandese incontrato al ristorante, torna verso la barca.  Io invece resto li' e verso le 21.30 vedo arrivare al tavolo di Maurizio una pizza che si gusta con un'altra birra.  E' oltre le 23 che lo vedo andare via e suppongo rientri a bordo.

L'indomani, ossia oggi, mi alzo come al solito verso le 8.30 e la sensazione e' piuttosto strana in quanto dopo pochi minuti che sono in piedi, per la prima volta sento che Paul bussa alla porta di Maurizio e nell'attesa che si alzi, torna a fare i suoi lavori.
Dopo una decina di minuti Maurizio esce dalla cabina e viene verso la plancia.  Non e' abituato a questi orari, di solito si sveglia dopo le 10.30 e i tempi di reazione sono quelli di un bradipo, ma oggi, gli tocca...!  Io vado in cucina a fare colazione e da li' sento solo Paul che gli chiede spiegazioni riguardo l'atteggiamento avuto negli ultimi due giorni e sento anche che Maurizio non proferisce quasi alcuna parola.
Pare che tra i problemi ci sia io, dice che non sa come gestirmi.  Per me il problema non persiste, credo di saper badare a me stessa e ben meglio di lui, dunque proprio non comprendo il senso delle sue parole.  Comunque, la discussione tra di loro procede.. Paul che gli dice di non aver ricevuto risposta alla domanda e Maurizio che persevera nel farfugliare parole a caso.

Io mi astengo dalla conversazione, ma, curiosa di cio' che potrebbe succedere, drizzo le orecchie quando di sua spontanea volonta' Maurizio dice di risposta a una domanda di Paul che la sua soluzione e' sbarcare.  Completamente esterrefatta resto in silenzio e mi guardo intorno.  Dopo pochi istanti Maurizio ha preparato il suo borsone e tolto stranamente le lenzuola dal letto.  Saluta Paul dicendogli "Ciao Paul. E' stato un piacere.", ma Paul in tutta onesta' non gli stringe la mano e gli risponde "No, non e' stato un piacere.".  Non procedo nel dettaglio delle altre futili parole da Maurizio pronunciate, ma dico solo che a me non ha rivolto ne' uno sguardo ne' un normalissimo "ciao".  Deduzione sempre personalissima: deve essere stato davvero un piacere questo soggiorno per lui se dopo avermi dato di sua personale volonta' la possibilita' di salire a bordo nemmeno mi saluta, no?!??!?

La mia delusione e disapprovazione nei suoi confronti e' davvero ad alti livelli.  Ho proprio capito che siamo per scelta e non per fortuna, due persone decisamente diverse.

Comunque ora posso dire che a me Maurizio non e' mai piaciuto.  Si e' auto-condannato quando due giorni dopo il mio arrivo si e' preso la liberta' di darmi una pacca sul sedere, e quando nonostante gli avessi detto che era una cosa a me NON gradita, l'ha ripetuto dopo poche ore.
In secondo luogo, ho iniziato a pensare non fosse propriamente sul pianeta Terra quando una sera a cena al ristornate si e' rivolto a Paul con testuali parole: "Quanto ABBIAMO pagato?".  Sara' un modo di dire, ma in ogni caso io dal suo portafoglio a dir la verita' non ho mai visto uscire neppure la mancia per i camerieri...  Comunque, proseguo nel dire che se non vado errato, proprio quella stessa sera, mentre io ero uscita pochi minuti per guardare dei fuochi d'artificio, mi ha raggiunta e ha cercato di abbracciarmi.  No ma sei scemo???  Io mi son scansata e avrei voluto usare lui come miccia per accendere i fuochi, ma onde evitare furiosi litigi son tornata a letto da sola.  Ricordo tra le varie anche la storia del suo "coso" nudo perche' lui e' un naturista...  Si'.. Naturista un corno!!  So io che naturista e'..  Come sono andata a dormire in plancia improvvisamente non aveva piu' tutta questa esigenza di dormire nudo, ma addirittura, quando io entravo in cabina per ritirare i miei vestiti o al mattino per riprenderli, lui dormiva vestito..  questa e' natura... si'.. natura morta!
Procedo aggiungendo la mia disapprovazione riguardo la sua gestione di cabina, bagno, cucina.. si buttava sul copriletto sudato, vestito con gli indumenti usati per fare lavori (pochi ovviamente) senza aver la minima accortezza di spostarlo.  I suoi peli in bagno e strane macchie sul bide' dopo nemmeno 12 ore che avevo pulito il bagno.  Continui "cicchetti" o shottini d'alcol che dir si voglia, prima dopo e durante le sue ore di vita fuori dal letto.

Io proprio non so cosa dire..
Non si e' mai offerto di aiutare Paul, non mi ha mai chiesto se avevo bisogno d'aiuto nelle piccole faccende quotidiane, mi ha detto dopo pochi giorni che ero una rompi co****** e non si e' preoccupato minimamente di essere presente quando era ora di fare i SUOI compiti.
Non so quali siano le sue esperienze passate ma a me basta il presente e per fortuna, considerato il soggetto, ora non e' piu' a bordo e non ne sento assolutamente la mancanza.
Mi tornano alla mente molte situazioni per me impensabili, ma che ho conosciuto incontrando Maurizio, avrei dettagli ed osservazioni per scrivere ancora molte righe, ma giunti a questo punto.. Non resta che salutare il Veliero Smascherato e incoronarlo come Re delle figuracce.

Attendo di scoprire i "ricordi" che ha lasciato a bordo, visto che solo poco fa, ripulendo la stanza ho trovato un paio di suoi slip...  Li ho buttati in pattumiera prendendoli con una pinza che Paul mi ha gentilmente imprestato.

Maurizio, se mai leggerai, non me ne volere male, ma per i tuoi slip e per il resto, a mio personale parere, quella di finire in pattumiera era l'unico destino che potevano ricevere..  Se mai decidessi di cercarli, guarda nei rifiuti "misti", INDIFFERENZIATO.

Io a differenza tua, che non sono ne' naturista ne' iscritta ad associazioni per la difesa dei mari, so che le bottiglie di plastica non entrano da sole nel cestino, e neppure quelle di vetro, ma che soprattutto i mozziconi delle sigarette non si gettano in mare.

Premio coerenza e sostanza Maggio-Giugno 2013 l'hai vinto tu, "caro Maurizio (Almadelmar) Vanzetti" .

 

Domenica 16 Giugno

Sono andoto a prendere Clara all'aeroporto di Lamezia Terme con Francesco.  Il viaggio e'molto interessante dato che si attraversa la Calabria nell'Aspromonte per poi prendere un pezzo dll'autostrada Salerno Reggio Calabria, che naturalmente a tratti non e' finita.  L'aeroporto e' pulito ed efficiente e Clara arriva con 10 minuti di anticipo.

 

Lunedi' 17 Giugno

Parlando con Francesco al ritorno dall'aeroporto ci racconta dei bergamotti che vengono coltivati tra Roccella Jonica e Reggio Calabria.  Francesco ci aveva suggerito di andare al ristoraiatnte "la Cascina", poco fuori Roccella, che oltre ad essere un buon ristorante ha anche un negozio che vende prodotti a base di bergamotto.

Stasera Francesco ci ha portato al ristorante nel quale abbiamo mangiato la miglior grigliata di pesce che ho mai gustato, annaffiata con un bianco di Ciro' stupendo.  Il tutto ad un prezzo di pizza e birra dalle mostre parti.

 

Martedi' 18 Giugno

Il serbatoio nafta di sinistra e' al 61%, quello di destra 66%.
Il  motore di sinistra ha 1218.55 ore, quello di destra 1116.22.

Alle 8.40 lasciamo Roccella Jonica, con un mare completamente piatto.  Per Clara e' la prima navigazione del 2013.
10.30 al traverso di Bovalino Marina.
11.43 Capo Spartivento

11.57 ci ancoriamo dopo la punta di Spropolo in 7 mt d'acqa.  Soffia un vento di 15 nodi che notiamo solo da fermi, dato che in navigazione, proveniendo da poppa, non si notava.  Comunque facciamo il bagno, con l'acqua non proprio calda con 21.9 gradi.

Alle 13.10 lasciamo l'ancoraggio.  Ricevo una graditissima telefonata dal mio amico Juan Scalesciani che e' invidioso del fatto che sto' navigando e godendomi la vita, mentre lui al contrario e' a Milano al lavoro. Non riesco proprio a capire come mai, con quasi 80 anni, non riesce a liberarsi e godersi la vita, dato che statisticamente per noi uomini tutto, dopo gli ottant'anni e' regalato, specialmente se si e' in buona salute sia fisica che mentale. 

14.40 al traverso del porto di Saline Ioniche, un porto semidistrutto ed abbandonato che doveva servire per non so quale industria, anche lei costruita e mai messa in funzione.  Tralascio i miei commenti dato che potrebbero inimicarmi politici e mafiosi.
14.58 Capo delle Armi.
15.24 Punta di Pellaro
16.16 entriamo nel porto di Reggio Calabria, dopo aver obbligatoriamente contattato il "compamare" (compartimento marittimo) di Reggio.

Il marina ci chiede 100 Euro per la notte, ma in compenso abbiamo acqua ed elettricita' e dei simpatici vicini a destra e sinistra.   

Alla nostra sinistra un Gran Banks di 55 piedi, Pacific Breeze,  sul quale vive da alcuni anni una coppia, lui Olandese e lei Greca. Lui poi mi racconta che sono partiti dall'Olanda e attraverso i fiumi Reno, Mainz e Danubio hanno raggiunto il mar Nero e poi la Grecia, un viaggio che mi ha sempre attirato.  Mi dice che e' stato molto bello, senza grandi problemi.  Purtroppo non possono tornare attrverso i canali Francesi perche' la loro barca e' troppo alta.  Mi raccomanda caldamente di fare anche noi quest'avventura. Per fare cio' dovrei togliere l'arco radar, operazione semplice di  alcune ore per smontare una decina di bulloni.

Sono ormai abituato da parecchi anni alla stabilita' del catamarano che con le onde si muove in  maniera un poco "nervosetta", a scatti, ma non rolla e mentre parlo con il vicino esce dal porto un traghetto che lascia dietro di se una discreta onda.  Noi quasi non ce ne accorgiamo, ma il Gran Banks inizia a rollare come non mi ricordavo piu' dai tempi del PH7.

Dopo il nostro attracco, ormeggia, con un po di fatica una coppia di uomini su una barca a vela di circa 10 metri.   Sono lombardi e si dirigeranno a Roccella.

La star del porto e' il taxista tuttofare Saveirio Chirico, che ci propone, oltre ad un giro in citta', vino e formaggi fatti da sua suocera.  Decliniamo il giro in auto ma accettiamo di provare una bottiglia di vino rosso, che subito degustiamo ed approviamo, cosa che ha reso la serata molto piacevole.  Saverio e' una tale istituzione nel porto che Rod Heikell, l'autore dell' "Italian Waters Pilot" lo menziona entusiasticamente. 

 

DIARIO PSEUDO CULTURALE DI CLARA

Ore 8,40 lasciamo il porto di Roccella Jonica, destinazione Reggio Calabria.

ROCCELLA JONICA piccola cittadina sovrastata dai ruderi di un vecchio castello medioevale. Sul lungomare due colonne monolitiche in porfido egiziano ritrovate da alcuni pescatori nel 1863. Spiagge bianche, mare azzurro intenso caratterizzano la zona. Durante l'estate si svolgono numerose sagre e manifestazioni tra le quali il "Festival Roccella Jazz" che ogni anno accoglie artisti di fama mondiale.

Costeggiando, dopo circa 5 miglia, incontriamo MARINA DI GIOIOSA JONICA caratterizzata da un nucleo sei-settecentesco situato sul pendio del colle e nella parte più alta un borgo-castello di origine medioevale. Il complesso denominato "Naniglio" edificio a cripte di età romana con splendidi mosaici.

Si passa poi per SIDERNO nel cuore della popolosa Locride; l'ampia spiaggia e il piacevole lungomare caratterizzano la zona.

Successivamente si arriva a LOCRI famosa per la sua area archeologica di "Locri Epizephiri".

Alle 10,35 passiamo davanti a BOVALINO MARINA bella spiaggia di sabbia fine che attira numerosi turisti. Buona base di partenza per escursioni in Aspromonte.

Raggiungiamo ora BIANCO, paese famoso per Zibibbo ,Greco di Bianco e Mantonico ma non solo infatti qui si coltivano anche il bergamotto e si producono le famose " pezzane" tessuti realizzati con telai a mano.

Ora siamo a BRANCALEONE MARINA località situata sulla costa dei gelsomini; qui, questi arbusti vengono tutt'ora coltivati e danno luogo ad una particolare industria di essenze profumate. In questo luogo, Cesare Pavese che nel 1935 trascorse un anno al confino iniziò la stesura di " Il mestiere di vivere".

A CAPO SPARTIVENTO, l'antico " Heracleum Promontorium" si vede la costa siciliana e il profilo dell'Etna.

A PALIZZI MARINA i vecchi muri e i rossi tetti in cotto formano un tutt'uno con le alte pareti di roccia.

A BOVA MARINA, sul promontorio, vicino ad una torre saracena del XII secolo, una statua della Madonna del Mare sembra quasi sospesa.

A MELITO DI PORTO SALVO sbarcò Garibaldi nel 1860 dopo aver liberato la Sicilia con l'impresa dei mille. Dalla costa è possibile osservare " Pentedattilo" cinquedita piccolo borgo d'impianto medioevale aggrappato alla roccia con strette stradine e scalinate. Uno dei più suggestivi e caratteristici di tutta la Calabria dal punto di vista paesaggistico ed architettionico. ( vedi foto su mia macchina)

Ora si scorge CAPO DELL'ARMI dirupo roccioso anticamente chiamato " Leucopetra promontoriun" nei pressi del quale sono state trovate tracce della presenza dei primi cristiani.

LAZZARO con bella spiaggia attrezzature turistiche ed un ampio panorama sulla costa siciliana.

Ed eccoci giunti a REGGIO CALABRIA palme, magnolie, fiori e piante esotiche per tutto il lungomare; stupendo il panorama sullo Stretto di Messina. Simbolo della città sono i Bronzi di Riace, due incredibili statue greche in bronzo risalenti al V secolo a.c. rinvenute casualmente da un sub nel 1972 in soli 8 metri di fondo davanti al paese di Riace.

Mercoledi' 19 Giugno

DIARIO PSEUDO CULTURALE DI CLARA

Abbiamo pernottato a Reggio Calabria ed abbiamo incontrato il Sig. Saverio, personaggio molto particolare ed ospitale si da da fare per mille cose offre vino fatto dalla suocera peccato che lui ha 75 anni e non riesco ad immaginare gli anni di lei ma non fa niente.

Al mattino arriva con i croissants ancora caldi ed il giornale e, in questo modo, cerca di venderti di tutto e di più facendoli passare per regalo. Abbiamo comperato 12 bottiglie di vino della suocera!!! e lui ha aggiunto limoni basilico mentuccia ed un pezzo di formaggio che abbiamo prontamente lasciato ai nostri vicini di barca.

Ore 9.45 si salpa destinazione Tropea.
Passiamo davanti a CANNITELLO divenuta, per la bella spiaggia un rinomato centro balneare della costa viola.

Alle 10.55 arriviamo a SCILLA importante centro per la pesca del pesce spada; acque limpide ed intatte atmosfere di borgo marino.

BAGNARA CALABRA da Maggio ad Agosto si pratica la pesca del pesce spada con barche che prolungano sull'acqua sottili passerelle e levano altissimi alberi di vedetta le "coffe" foto mia

GIOIA TAURO possiede uno dei più vasti bacini portuali del Mediterraneo.

TROPEA arroccata sopra un masso di arenaria con palazzi sei-settecenteschi dai ricchi portali scolpiti.


Venerdi' 5 Luglio

Alle 10.30 lasciamo l'ancoraggio di Salivoli dopo una notte infernale.  La baia sara' anche riparata dal vento e dalle onde, ma le onde morte da tutte le direzioni ci facevano sembrare di essere in una lavatrice.  Con le nostre provviste siamo quasi ridotti alla fame o a dover mangiare scatolame che tengo per emergenza, ma l'idea di prendere il tender e poi scendere a terra in questo paese che mi ricorda la periferia di Milano non mi attira.  Cosi' ritorniamo a Baratti, dove ci ancoriamo alle 11.15.  Non che qui' il mare e' piu' calmo, ma comunque scendiamo a terra per comperare almeno alcune provviste, bere una birra fresca e comperare il giornale.

Il programma e' di aspettare l'arrivo di mia figlia Elisabetta chissa' quando questo pomeriggio, ma alle 14.40 non ne posso piu' del mare mosso di Baratti e l'idea di passare un'altra notte sballottati mi fa levare l'ancora in cerca di lidi piu' calmi.  Dopotutto devo approfittare del condominio navigante che e' il PH8.  Se qualcosa non va, basta cambiare orizzonte e cosi' ci dirigiamo verso la costa orientale dell'Elba.  Vedro' Elisabetta un'altra volta.

Porto Azzurro 1

Alle 16.30 ci ancoriamo a Porto Azzurro.  La baia ed il paesino sono molto belli e anche se soffiano 20 nodi di vento non ce ne accorgiamo dato che il vento ha un "fetch" di soli 200 metri.  Altra riprova che siamo nel posto giusto e' che ci saranno almeno altre 35-40 barche ancorate intorno a noi.

Porto Azzurro 4

Cecilia al lavoro

Il mare e' cosi' tranquillo che Cecilia puo' dare un'altra mano di vernice agli infissi di legno.

 

Sabato 6 Luglio

 Giornata tranquilla a Porto Azzuro.  Il paesino e' turistico ma molto carino.  Per nostra grande soddifazione c'e' un grande supermercato Conad, fornitissimo, rimane solo il problema di come portare gli acquisti al tender.

 

Cecilia dopo i gabbiani

Personalmente, dopo aver tenuto la barca per due anni a Vieste e aver combattuto inutilmente i gabbiani, o meglio cio' che lasciano a bordo, li odio. 

Cecilia invece li considera carini, dopotutto un suo libro preferito e' "Jonathan Livingston Seagull". Cosi' per educarla ad un sano rapporto con questi pennuti scagazzatori le suggerisco di dare al gabbiano che ci osserva dal mare un tarallo.  Tarallo al vino bianco, praticamente inmangiabile.  Dopo meno di un minuto siamo circondati da almeno quaranta gabbiani.  La cosa che mi sorprende che solo circa la meta' dei gabbiani mangiano i taralli, gli altri no e che io ed i gabbiani abbiamo gli stessi gusti.

Il risultato di tanti gabbiani si vede sul tender ed ora anche Cecilia non li ama piu' come prima.

 

Cecilia che vernicia

Non ho ben capito cosa centra la birra con il verniciare...

 

Mercoledi' 31 Luglio

 Alle 09.10 lasciamo l'ancoraggio di Portoferraio.  L'ancora e' incredibilmente sporca.

Il motore di sinistra ha un totale di 1297.9 ore, quello di destra 1196.63
Generatore 1504.9 ore
Il serbatoio nafta di sinistra e' al 37%, quello di destra 31%.

10.15 mare mosso con onde da 020 gradi, ma non sentiamo molto fastidio.  La giornata e' abbastanza limpida da vedere l'Elba, il continente, Capraia e la Corsica.  Nel cielo neanche una nuvola.

Le ultime due notti in rada a Portoferraio sono state con vento da una direzione e onde morte da un'altra, in altre parole un'inferno.

12.46    Secche di Vada.

14.30    Entrata del porto di Livorno.  La signora del marina Medicea, sempre molto gentile, ci avvisa che dobbiamo andare dove c'e' il ponte girevole, tra un  Mochi craft ed una vecchia imbarcazione.  Dopo aver trovato un posto sbagliato finalmente troviamo il posto assegnato a noi.

Corpo morto a Livorno

Ora sapevo che i Livornesi possono essere scostanti, ma l'ormeggiatore che ci aspetta batte tutti i record di cafonaggine.  Quando mi avvicino con la poppa al molo gli dico di non ancora tirare su la cima del corpo morto per non rischiare che finisca nell'elica.  La sua risposta e' che e' lui l'ormeggiatore, che comanda lui e che se non mi andava bene potevo anche andarmene.  E cosi' inizia uno dei miei ormeggi piu' incasinati.  Il comandante ormeggiatore ci propone ben quattro cime di corpi morti, incredibilmente ingarbugliate e incredibilmente sporche di cozze ed altri organismi marini.  Ci mettiamo piu' di mezz'ora e l'aiuto di un barchino con altri due ormeggiatori per sgrovigliare alla ben meglio il casino di cime, mentre improvvisamente il nostro eroe ha perso tutta la sua arroganza.

Nella foto la cima del corpo morto del vicino.

15.30    Finalmente ormeggiati. 

In cambio l'ormeggio per la notte costa E 60.00, elettricita' ed acqua comprese.

La zona intorno al porto non e' granche' e neanche una festa del quartiere ci attira e cosi' finiamo di mangiare il nostro desiderato caciucco alla Livornese nel ristorante dell'albergo Gran Duca.  Buono, ma quello di Clara e' migliore.

 

Venerdi' 1 Agosto

 Alle 10.30 lasciamo l'ormeggio.  La signora del marina ci comunica che purtroppo per altri impegni l'ormeggiatore e' occupato e che non non puo' aiutarci.  Cosi', oltre ad essere maleducato e' anche un codardo.

10.45    Lasciamo il porto.  Il mare e' praticamente uno specchio.
14.30    Isola del Tino
14.45    Porto Venere  
15.00    Ancorati davanti al porto.

Rimango stupito da quante poche barca sono ancorate in rada ed ormeggiate nel porticciolo.

 

Venerdi' 2 Agosto

 Alle 10.45 lasciamo l'ancoraggio di Portovenere ed iniziamo la navigazione verso Genova.

11.25    Riomaggiore
11.30    Manarola
12.15    Monterosso
12.15    Ci fermiamo in mezzo al mare per mangiare e fare un bagno.  Il mare e' quasi piatto con pocchissimo vento.  Sento molto la mancanza dell' anemometro.  Non mi piace non sapere esattamente quabri nodi di vento ci sono.

14.48    Riprendiamo la navigazione.  Con sorpresa constatiamo che una corrente ci ha spinto indietro di almeno due miglia durante la pausa pranzo.

16.46    Lavagna
17.25    Punta di Portofino
17.37    San Fruttuoso
19.00    Porto di Genova, Bocca di Levante
19.30    Ormeggiati nel nuovo posto.

Dall'entrata del porto fino all'ormeggio sono almeno 20 minuti di navigazione.  In teoria nel porto il limite di velocita' e' di 3 nodi.  Il porto e' immenso ma anche abbastanza stretto e per le grosse navi da crociera non deve essere facile entrare ed uscire.  Ho cercato di individuare il posto della torre dei piloti abbattuta da una nave alcuni mesi fa, mo non sono riuscito a trovarlo.  O ho guardato  dalla parte sbagliata oppure hanno rimosso subito tutti i detriti.  Comunque dopo aver visto quanto e' stretto il porto do' la colpa all' architetto che ha piazzato la torre sopra l'acqua e non arretrata sulla riva.

 

Genova, arrivo il 2 agosto

Il motore di sinistra ha un totale di 1313.60 ore, quello di destra 1212.88
Generatore 1509.0 ore

Alla partenza da Bari il 26 maggio:

Il motore di sinistra aveva un totale di 1170.10 ore, quello di destra 1067.78
Generatore 1260.5 ore
Il serbatoio nafta di sinistra e' al 79%, quello di destra 89%.

Viaggio

Il motore di sinistra totale di 143.5 ore, quello di destra 145.1
Generatore 248.5 ore

 


2013 tappa 1.htmt
2013-08-15