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Primo giorno

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Dal ponte della Becca a Cremona

 

Paolo

Gianni

Clara

 

Tutto é pronto... Si parte!
Così, il 30 Giugno 2000, verso le 10 del mattino, Paolo, Clara e Gianni (che gentilmente si é offerto di accompagnarci e ritornare  a casa con auto e carrello) ci siamo messi in marcia, direzione Pavia per varare il Boston Whaler 13 piedi con motore 25 cavalli che,  qualche giorno prima, avevamo comperato proprio per affrontare le " impervie vie del Po".
La barca, abbastanza attempata e di aspetto vissuto, ci é sembrata il mezzo ideale per la nostra vacanza che, doveva essere all'insegna della praticità e della spensieratezza.
Con un mezzo così, ci siamo detti, non ci dobbiamo preoccupare, del graffietto o dell'ormeggio in posti critici; e così fu!

Arrivati, verso mezzogiorno, al Ponte della Becca, località nei pressi di Pavia dove il fiume Ticino si congiunge con il Po, ci siamo rivolti al centro della zona, attrezzato per  vari, alaggi ed assistenza chiamato "Amici del Po" dove con una gru ci hanno varato la barca.
Non subito, però, perché era mezzogiorno e il cantiere chiudeva per la pausa pranzo; l'operazione l'avrebbero effettuata nel primo pomeriggio, ovvero alle 14.30. Noi, che ovviamente non avevamo fretta, abbiamo approfittato per una ricca colazione nel ristorantino accanto che, era comodo, fresco e stupendo dal punto di vista culinario.

Il varo

Il ponte  della Becca

La prima tappa, ovvero quel tratto di fiume che va da Pavia ( Ponte della Becca Km.10 ) a Cremona, 108 Km. circa é stata emozionante perché, un pò per inesperienza un pò perché  i cartelli segnaletici sono rari, siamo finiti tre volte in secca.
Le prime due volte niente di grave, erano punti sabbiosi ma, la terza volta, non si sa come, siamo arrivati, a valocità sostenuta, in un bel acciottolato che ci ha fatto fuori l'elica.
Abbiamo controllato il danno, e abbiamo deciso di proseguire in quelle condizioni, che non erano poi così tragiche.
Il paesaggio, piacevole e distensivo, ci scorreva ai lati velocemente grazie anche alla corrente che "ti da una mano".
l letto del fiume é ampio e si snoda  in curve dolcissime ma, il suo aspetto, purtroppo non é altrettanto piacevo da vedere perché, lasciatemelo dire, é veramente sporco.
Non quella sporcizia come bottiglie  o sacchetti di plastica ma, quella schiumetta giallognola in sospensione, veramente poco invitante. In molte occasioni, durante tutto il percorvo abbiamo trovato posti dove sarebbe stato bello fermasi e magari fare un bagno rinfrescante ma, non é stato possibile per via delle acque.

Poco prima di Piacenza,(Km.69) nella sponda alla nostra sinistra abbiamo visto una graziona casa galleggiante, ben adornata di geranei, che non si poteva non fotografare.
Ma non e' stata l'unica perche' proprio poco piu' in la ne abbiamo incontrata un'altra; una bellissima vecchia imbarcazione

Alle ore diciassette, circa, abbiamo passato i due ponti (stradale e ferroviario) di Piacenza e poco piu' in la, (Km.13) all'altezza di Roncaralo, abbiamo terminato il primo serbatoio di benzina.

Verso le diciotto siamo arrivati alla fatidica "conca non agibile" . Li, abbiamo incontrato il Sig. Annibale Volpi, personaggio originale e molto disponibile che, dopo una breve spiegazione sui motivi che rendono non agilele la conca ( abbassamento del letto del fiume di quattro metri), si e' dato subito da fare per riempirla.
E' stato interessante vedere come, cosi' velocemente si e' svolta l'operazione. Una volta portata a livello la conca, Paolo e un collabooratore del Sig. Volpi, sono saliti a bordo e hanno affrontato il faticoso travaglio. Io, dall'alto, assistevo interessata e incuriosita un po' spettetore un po' fotoreporter.

Infine, verso le venti, abbiamo salutato l'allegra compagnia e ci siamo diretti al " M.A.C." di Cremona, (Km.108) noto centro per alaggio e rifornimento ben attrezzato di pontile galleggiante e gru. Li abbiamo lasciato la barca e a piedi ci siamo diretti all'albergo vicino che ci avevano consigliato. (500mt) ( Hotel Este V.le Po 131)
La serata l'abbiamo trascorsa in centro da Cremona, dove abbimo mangiato in un ristorante tipico e poi, a piedi, perche' a quell'ora ( ventitre) non c'erano piu' taxi, ci siamo diretti all'albergo a riposare della prima giornata di viaggio e della lunga e forzata camminata.